Listening to: The GazettE ~ Filth in the beauty
Salve a tutti *_* Bene, finalmente posto il quarto capitolo di Unconditional love *O* sinceramente ho già fatto un post sul mio blog personale e ci ho messo due ore, quindi non mi va di dire troppo XD dico solo che da qui, cominciano le cose importanti! Nuovi e fondamentali sviluppi per questa storia, che considero un po' il mio piccolo gioiellino perchè ci tengo davvero tantissimo... non dico che sia bella, ma ci sono davvero affezionatissima ** poi quando posterò l'ultimo capitolo dovrò assolutamente ringraziare una persona speciale <3 ~
Dunque, ecco a voi il preludio delle situazioni che cambieranno la vita dei due protagonisti! (che frase da romanzetto harmony porno XDDD)

UNCONDITIONAL LOVE [capitolo 3]
Fandom: L'Arc~en~Ciel
Pairing: Haitsu (TetsuxHaido)
Genere: AU
Rating: NC-17
Status: In corso...
Personaggi esterni: Ayana Sakai (Tetsu's wife), Kaori Mochida (From E.L.T.), Takanori Nishikawa (From Abingdon Boys School) <-- ma non è ancora comparso XDD
“Avanti...” disse Tetsu, rispondendo al colpo udito sulla porta del suo ufficio.
“Buongiorno.” disse la persona che entrò, avvicinandosi alla scrivania, e allungando una mano verso il presidente. "Sono Yukihiro Awaji."
L'altro lo guardò a lungo, prima di riporre il giornale che stava leggendo, e di stringergli la mano. "Tetsuya Ogawa" si presentò.
"So perfettamente chi è..." rispose il ragazzo.
"Prego, si sieda...” gli disse Tetsu, indicandogli la poltrona di fronte a lui. “E non si metta sulla difensiva, non l'ho chiamata nè per criticarla nè per altro..."
Awaji si sedette, un po' a disagio, ed appoggiò le mani sulle ginocchia.
Tetsu avvertì lo stato d'animo del paparazzo, e decise che era un punto a suo favore.
“Allora...” cominciò, mettendosi più comodo sulla sedia. "Immagino ci sia un buon motivo per cui è qui..."
"Veramente, uno dei suoi dipendenti mi ha detto che lei mi aspettava...” rispose l'altro.
“Si, infatti non intendevo quello. Per 'buon motivo' intendo che lei ha finalmente ragionato e vuole consegnarmi l'articolo senza farlo pubblicare.” disse Tetsu, studiando attentamente il viso dell'altro. Sembrava una persona abbastanza calma e ingenua, ma data la sua esperienza era pronto a scommettere che al momento giusto si sarebbe dimostrato scaltro e furbo, al contrario dell'apparenza.
“No.” rispose Yukihiro. “Non è così. Sono venuto solo perché ero curioso di sentire cosa si sarebbe inventato pur di non farmi sputtanare il suo modello..."
"Mossa sbagliata!” lo interruppe d'un tratto Tetsu. “Non mi invento nulla... piuttosto propongo.”
“Ah si? E cosa?”
“Fammi innanzitutto vedere di cosa si tratta... poi ne discutiamo.”
Il giovane paparazzo sembrò pensarci per qualche istante, poi evidentemente decise che era abbastanza ragionevole, e prese dalla sua borsa una cartellina, che mise sulla scrivania, davanti agli occhi del presidente.
Le foto ritraevano Ken Kitamura in atteggiamenti intimi con una ragazza; non sembrava neanche tanto in sè.
Il viso dell'altro lo scrutava attentamente, sperando di scorgere in lui qualche reazione, ma Tetsu sapeva essere imperscrutabile, se voleva, per cui non si lasciò sfuggire la minima espressione... totalmente impassibile, sfogliava il materiale, senza simulare neanche una pallida ombra di stupore, o di fastidio... assolutamente nulla.
"Bene...” disse dopo un po'. “Sono abituato a cose simili..” disse, rimettendo tutto a posto, e richiudendo la cartellina. “Non è la prima volta che Kitamura si fa beccare ubriaco mentre sta per portarsi una donna in un albergo ad ore. Non sono per nulla sconvolto, nè in qualche modo toccato, Awaji..."
"Dunque perchè non dovrei pubblicarlo?"
"Perchè io... di questa merda..." poggiò un dito sul plico, indicandone il contenuto. "Ne ho seriamente le palle piene... mi sono stancato di dover smentire strane voci a destra e a manca. Mi sono stufato di leggere tutte quelle stronzate. Non immagini quanto mi fanno incazzare." Tetsu pronunciò ogni singola parola del suo discorso sibilandola tra i denti, scandendo bene ogni lettera. Era davvero infastidito dall'intera situazione, e il fatto che stesse diventando volgare nel parlare ne era una più che chiara prova.
"E posso capire perché tra tutti i quelli che hanno scritto 'queste stronzate' come le chiama lei, proprio io devo rinunciare al mio lavoro?” chiese Awaji, indicandosi con un dito.
“Oh ma per favore... rinunciare al lavoro? Il tuo lavoro è squallido quanto fastidioso." rispose l'altro, intrecciando tra di loro le dita delle mani. "E poi sei stato tu ad essere poco furbo. Avresti potuto consegnare l'articolo e le foto a qualsiasi rivista scandalistica e darmi la sorpresa. Invece, stupidamente mi hai chiamato... ti sei presentato e ti sei fatto scoprire... mi pare ovvio, quindi, che io abbia deciso di fermarti."
"Ascolti presidente, io non sono stupido come sembra... non ho fotografato la stella di una grande azienda come la sua, tanto per perdere tempo.”
“Certo, questo mi sembra chiaro. Fammi capire allora cosa avevi intenzione di fare.” gli disse Tetsu, guardandolo fisso.
“Volevo semplicemente guadagnarmi da vivere come ho sempre fatto... speravo soltanto che lei mi venisse incontro.” nelle parole di Awaji, c'era un evidente nota di sarcasmo.
“In che modo?” chiese l'altro.
“Vede, speravo esattamente che mi ostacolasse. E rigirare poi la situazione come faceva più comodo a me."
"Capisco perfettamente... lascia solo che ti dica che con me i ricatti non attaccano. Dunque se questo è quello che cerchi..." tirò fuori dalla tasca della giacca un assegno, e lo mise davanti agli occhi del suo interlocutore. "...ne avrai per un bel po', senza dover ricorrere a questo schifo."
Yukihiro guardò l'altissima cifra sull'assegno, e ci pensò a lungo. "Mi pare che sia lei a ricattare me." disse, dopo un po'.
"Esatto. Ma c'è una differenza: io posso permettermelo. Tu invece no." rispose Tetsu.
"E dunque, se accetto cosa dovrei fare?”
“Lasciare qui le foto e l'articolo, e dimenticarti di averlo fatto scrivere.”
“E se rifiutassi? E se lo facessi pubblicare lo stesso?” lo sfidò il paparazzo.
"Devi soltanto provarci... e ti giuro su ciò che ho di più caro al mondo che ti verrà voglia di scappare dal Giappone a gambe levate."
"Non mi fa paura, se mi parla così”
“Non mi interessa fartene.”
“E se al contrario accettassi?”
“Prenderai i soldi, e te ne andrai a perseguitare qualche altro modello, cantante, o attrice famosa, non mi importa... ciò che mi preme è che tu ti tolga immediatamente dalle palle. E per sempre." disse Tetsu, poggiando l'assegno sul tavolo, e spingendolo verso l'altro ragazzo.
"Va bene.” disse Awaji, prendendo tra le mani il pezzo di carta. “Accetto.”
“Hai fatto la cosa giusta.”
“Non mi sembra avessi scelta....”
“Semplicemente non avevi nulla da perdere.” disse Tetsu, prendendo il plico con l'articolo, e posandolo nel cassetto della sua scrivania.
Prese la cornetta del telefono, e se l'avvicinò all'orecchio, componendo il numero dell'ufficio della sua segretaria: "Mochida" disse, quando lei rispose. "Fai venire nel mio ufficio Sakurazawa, per favore. Grazie." mise giù e tornò a guardare il ragazzo di fronte a lui.
"Non andare ancora.” gli disse. “Dobbiamo parlare ancora di una cosa, e ho bisogno che ci sia davanti anche Sakura.”
“Va bene.” rispose l'altro, alzando le spalle.
Dopo qualche istante, un colpa sulla porta li distrasse.
“Entra pure!”
“Salve...” disse Sakura, entrando e richiudendo la porta alle sue spalle.
“Ciao” salutò Awaji.
"Ciao.” il fotografo gli porse la mano, e l'altro la strinse.
“Come ti avevo promesso, Sakura, ti ho fatto chiamare...”
“Grazie.”
“Però vedi... io e il signor Awaji abbiamo già fatto il nostro patto." spiegò Tetsu. "E' stato ragionevole e mi ha consegnato foto e articolo."
"Oh, bene...” rispose Sakura, voltandosi a guardare il ragazzo che gli era seduto affianco, e che era rimasto in silenzio mentre Tetsu parlava.
“Sai dunque perché ti ho fatto chiamare, Yacchan?"
"No...”
“Perché tutto sommato, Awaji è molto furbo e intelligente... anche se ha fatto abbastanza bene la parte dello stupido."
"Già, ho avuto la stessa sensazione.” disse il fotografo.
“Deduco quindi che hai capito cosa io stia pensando in questo momento.”
“Posso immaginare, si...”
“Scusatemi, posso capire cosa state dicendo?” chiese d'un tratto Yukihiro, che fino a quel momento se ne era stato zitto ad ascoltare, spostando lo sguardo da Sakura a Tetsu. “Mi pare che io centri qualcosa, no?”
“Esatto.” rispose Tetsu. “Sto per farti una proposta...”
“Sarebbe a dire?”
“Ti andrebbe di lavorare per me?”
“Come, scusi?”
“Hai sentito benissimo... vuoi lavorare per la Kuuron entertainment?” disse Tetsu, guardandolo con un sorrisetto.
“Bhè... non lo so... ciò mi spiazza molto, davvero..." rispose Yukihiro confuso, passandosi una mano tra i capelli.
"Sai cosa, Awaji? Credo che per un po' di tempo potresti lavorare insieme a Sakura... lui ti insegnerebbe le semplici regole che bisogna rispettare quando si lavora con me; ti presenterebbe tutti i personaggi su cui potresti lavorare, Kitamura compreso...” il presidente fece una piccola pausa per osservare le espressioni del suo interlocutore. “Per fortuna qui il lavoro non manca mai, ed un buon fotografo fa sempre comodo.”
“Lei pensa che io sia un buon fotografo?”
“Oh si, lo penso.”
“Ma sono solo un paparazzo... di quelli che un giovane presidente di un'agenzia di successo come lei odia, no?”
“No... ti sei accontentato di essere un paparazzo, è diverso... e sei sprecato, credimi. Per questo ti voglio come mio dipendente..."
"Bhè... non so, gliel'ho detto... posso pensarci?" chiese Awaji.
"Ovviamente si. Nessuno ti costringe a darmi una risposta subito.” rispose Tetsu; poi si voltò verso Sakura. "Tu cosa ne pensi?" gli chiese.
Per Tetsu la sua opinione contava molto; in più di un'occasione, l'aveva consigliato sulla scelta del personale, e il suo intuito non aveva mai fallito.
"La penso come te. E sono ben disposto a dargli una mano, nel momento in cui dovesse accettare.” rispose il fotografo.
“Bene. Dunque, Awaji, io domani sera partirò per lavoro. Rimarrò nelle vicinanze, ma starò via due giorni; se in questo lasso di tempo avrai deciso cosa fare, puoi rivolgerti direttamente a Sakura. Ti darò il numero del mio cellulare in ogni caso, ma lo terrò spento, quindi ti consiglio di contattare lui." Tetsu scrisse il suo numero di cellulare su un pezzo di carta, e lo porse al ragazzo, insieme a un biglietto da visita dell'agenzia. "Ho faccende molto importanti da sbrigare, per cui non ci sarò per nessuno... chiama qui, e chiedi di Sakura. Se invece dovessi servirti più tempo, da lunedì puoi chiamarmi al cellulare."
"D'accordo.” rispose l'altro, prendendo i due pezzi di carta. “La ringrazio per l'offerta... e giuro che non me la sarei mai aspettata...”
“A volte capitano cose che ci stupiscono. E' ordinaria amministrazione...” Tetsu sorrise.
“Va bene, allora ci penserò su. Ora se posso, andrei via..."
"Prego.”
“A presto...” Awaji si alzò, strinse la mano agli altri due uomini, ed uscì dall'ufficio, chiudendosi la porta alle spalle.
Tetsu appoggiò la testa sullo schienale della sua poltrona di pelle, e si tolse gli occhiali.
Li posò sulla scrivania e chiuse gli occhi.
"C'è qualcosa che ti turba, Tetsuya?" gli chiese Sakura.
L'altro scosse lievemente la testa. “Sono stanco... sono davvero esausto.”
“Hai parlato con Haido delle foto?”
“Non ho ancora avuto modo di sentirlo, oggi...”
“Lo vedrai stasera, no?” chiese Sakura.
Stavolta Tetsu annuì “Ma non glielo dirò... lo farò quando sarò fuori Tokyo." disse.
"Lo porti con te?”
“No... mi raggiungerà in seguito." sorrise, e il fotografo capì che aveva qualcosa in mente.
"Ho capito.” disse, alzandosi in piedi e raggiungendo la finestra. “Poi mi racconterai tutto...” guardò il cielo fuori dai vetri , e sorrise a sua volta.
Incredibile quanto quel ragazzo avesse cambiato il suo amico.
“Certo.”
“Sai, Tet-chan, spero che lui accetti.”
“Davvero?”
“Si.”
“Perché?"
"Perchè mi farebbe davvero piacere, conoscere la persona che ti sta cambiando la vita." disse Sakura.
Tetsu sorrise di nuovo, ripensando al viso di Haido, e alla bellezza che emanava. “Già..." disse. " Lo spero anche io..."
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“Posso fumare, Tet-chan?”
“Preferirei non lo facessi, ti fa male... Ma puoi farlo, tranquillo.” rispose, accarezzandogli una gamba e sorridendo.
Haido si alzò a sedere, appoggiando la schiena alla spalliera del letto; allungò una mano verso il comodino alla sua destra, e prese una sigaretta dal pacchetto.
"Sei bellissimo...” disse Tetsu, continuando a tenergli la mano su un ginocchio.
Haido sorrise in un espressione di ringraziamento, tirando la prima boccata dalla mild seven appena accesa.
L'altro lo guardava attentamente, ammirando la sua figura seduta sul letto, con il lenzuolo che gli copriva solo la vita, e un po' della gamba, e il braccio con cui reggeva la sigaretta appoggiato su un ginocchio... era fantastico guardarlo così, nudo, mentre fumava dopo una notte intensa di passione, in cui avevano fatto l'amore instancabilmente, fino al giungere del mattino...
Tetsu sapeva di non aver mai visto nulla di più stupendo di quel candido corpo, che a contatto con le lenzuola di seta rosso scuro, sembrava incarnare il colore pallido e argenteo della luna, durante le notti di ultimo quarto...
Si sdraiò sul letto di fronte a lui, stendendosi su un fianco, e appoggiando la testa sul palmo della mano; con l'altra, accarezzava una gamba di Haido, e lo guardava fumare in silenzio.
Dopo qualche attimo gli chiese: “Haido... parlami un po' della tua famiglia, ti va?”
L'altro lo guardò un po' stupito, diede una leggera scossa alla sigaretta per farne cadere la cenere nel posacenere. "Cosa vuoi sapere?"
"Tutto ciò che puoi e che vuoi dirmi. Di te so ormai tutto... ma non mi hai mai parlato dei tuoi genitori, nè mai detto se hai fratelli o sorelle.”
Haido spense la sigaretta, e si sistemò meglio tra le lenzuola. "Non vorrei ti annoiassi."
"Non succederà. Se te l'ho chiesto è perché mi interessa, no?" l'interesse di Tetsu, nasceva probabilmente dal fatto che lui aveva raccontato all'altro davvero tutto della sua vita, e delle persone che lo circondavano, e desiderava sapere ogni cosa della persona che aveva di fronte.
"D'accordo... non sarà un racconto lungo, ho ben poco da raccontare sui miei."
"Tutto ciò che ti viene in mente. Non abbamo impegni, dopotutto, per questa notte." Tetsu sorrise; l'altro sospirò, e riprese a parlare, incoraggiato dal suo amante.
"Bhé, di mio padre non ricordo molto. Se n'è andato via di casa quando avevo quattro anni. A sentire mia madre, sembrava che non fosse un buon padre, nè un buon marito. Usciva di giorno, tornava di notte, molto spesso ubriaco... Si diceva avesse diverse amanti, anche molto più giovani di lui..."
Tetsu stava ad ascoltare in silenzio, quella voce che narrava del suo passato con una nota di risentimento.
"Mamma mi diceva sempre che io e lei da soli stavamo molto meglio che con lui... e alla fine, un bel giorno è sparito per sempre... Per quello che ne so, potrei anche avere fratelli o sorelle, in qualche parte del mondo, ma non l'ho mai saputo. Neanche mi interessa..." alzò le spalle, e portò entrambe le ginocchia al petto... le cinse con le braccia, e ci poggiò sopra la testa.
Tetsu annuiva di tanto in tanto, mentre Haido gli raccontava di sè.
"Non ricordo quando lui ci ha lasciati. Ero molto piccolo... però non dimenticherò mai ciò che ho dovuto passare per il suo egoismo... i momenti brutti che sono passati sulla mia pelle, e su quella di mia madre... ricordo come se mi avessero marchiato a fuoco, tutte le prese in giro dei bambini, che avevano entrambi i genitori ricchi , che li venivano a prendere a scuola con i loro bei vestiti, e le loro belle macchine...” la sua voce, d’un tratto s’incrinò... come se i suoi sentimenti di allora, fossero ancora vivi dentro di lui , e gli attanagliassero ancora le viscere, provocandogli un’indicibile rabbia.
Tetsu lasciò passare qualche attimo di silenzio, in attesa che Haido continuasse il suo discorso.
“Per quel che riguarda mia madre invece, era una persona molto forte... quando mio padre se n’è andato non si è mai persa d’animo, ed è sempre stata orgogliosa di essere stata capace di avermi cresciuta da sola. Poi però col tempo si è ammalata... i soldi non erano tanti; bastavano a malapena per le sue cure. Poi è morta, e da lì, il resto della storia lo conosci anche tu.” Haido sorrise ed aprì le braccia. “Vieni qui, abbracciami...”
Tetsu si sistemò a pancia in giù tra le sue gambe, stringendolo forte alla vita.
L’altro gli cinse le le spalle con le braccia, e gli accarezzò i capelli.
“In questo modo, sembra che sia tu a consolare me..” considerò Tetsu.
“Ma io non ho bisogno di consolazione, sta tranquillo. Mi basta solo rimanere così, ancora per un po’...”
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Il mattino seguente, quando Tetsu si svegliò, Haido dormiva ancora.
Gli baciò la fronte prima di alzarsi, e comincò a rivestirsi.
Come ogni squallida volta, prese il suo portafogli, e ne estrasse una generosa quantità di soldi, che lasciò sul comodino accanto al letto; prese tutte le sue cose, ed uscì.
Lasciò un messaggio in segreteria alla sua fidanzata, mentre si dirigeva a casa propria per prendere la valigia che aveva preparato il giorno prima.
La caricò nel baule della sua ferrari, e si mise in viaggio; vide un negozio di fiori aperto , e si fermò... aveva praticamente tutto in mente: un piano perfettamente sviluppato per farsi raggiungere da Haido.
"Buongiorno, desidera?" gli chiese la giovane fioraia, dai capelli rossi e il sorriso affabile.
"Buongiorno. Dovrei regalare dei fiori ad una persona molto speciale." disse Tetsu.
"La sua donna?" chiese la fioraia.
"Mh... si, diciamo di si."
"Bhè, direi che delle rose siano l'ideale, signore..."
Incredibile, quanto la ragazza ci avesse visto giusto... la delicatezza della pelle, il profumo dei capelli, il colore delle labbra... Haido sembtava incarnare la perfezione di una splendida rosa rossa.
"Si, credo sia perfetto." disse Tetsu, prendendo un foglietto dal raschino della sua giacca. "Può dunque far consegnare un grande mazzo di rose a questo indirizzo?"
La fioraia prese l'appunto con l'indirizzo, e disse: "D'accordo, manderò la mia collega per la consegna. A che ora preferisce?"
"Per le sei di questa sera andrà benissimo" rispose Tetsu; fece scrivere un biglietto da mandare inisieme ai fiori, pagò, ed uscì dal negozio con un gran sorriso sulle labbra.
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Il campanello suonò insistente per un paio di minuti, prima che Haido potesse sentirlo.
Si precipitò fuori dalla doccia gridando un: "Arrivo!", infilò un accappatoio, ed andò ad aprire. "Si, chi è?"
Sull'uscio c'era una ragazza carina dal sorriso radioso e gli occhi azzurri.
"Salve, sono del Sun&Flower di Shibuya, c'è stato chiesto di fare una consegna a questo indirizzo." disse la ragazza. "Lei è il signor Takarai?"
"Si, sono io." rispose Haido, stupito.
"Allora queste sono per lei. Anche se sinceramente, mi aspettavo dovessero essere per una donna... " la ragazza delle consegne gli porse un bellissimo mazzo di rose rosse, ed un bigliettino. "Mi scuso per l'equivoco."
"Si figuri, ci sono abituato. Grazie... da parte di chi sono?"
"Oh non so, signore, il biglietto è anonimo."
"Capisco. Grazie mille"
"Si figuri, grazie a lei. Buona giornata."
La ragazza sorrise, e se ne andò.
Haido si diresse in camera sua, chiedendosi chi avesse scelto di regalargli dei fiori tanto belli; li appoggiò sul letto, e lesse ciò che c'era scritto nel bigliettino:
"Hotel L'Arc en Ciel, Kyoto. Stanza numero 069, alle 21:30... ti voglio..."
Haido lesse e rilesse il biglietto tante volte, come se quelle parole potessero suggerirgli il mittente del messaggio.
La grafia non gli diceva nulla, non l'aveva mai vista prima.
Pensò che la persona che gli aveva mandato le rose, l'avesse fatto scrivere direttamente a qualcuno nel negozio di fiori.
In ogni caso, l'unica da tentare era raggiungere quell'hotel e scoprire chi lo stesse aspettando... o forse avrebbe potuto ignorarlo del tutto e lasciar perdere... in fondo era anche possibile che fosse tutto uno scherzo, o una montatura...
Eppure qualcosa gli diceva che non era così... Haido credeva di sapere chi poteva essere stato...
xto be continued...x
~End~
Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^
DUE PAROLE MIE: Non era mia intenzione mettere tutti quegli spazi ç_ç Il post non mi permetteva di toglierli, e siccome non avevo voglia di lottare, ce li ho lasciati D:
categoria:larc~en~ciel, tetsu x hyde














