domenica, 14 ottobre 2007
Moods: Felice
Listening to: Despair'sRay ~ Lost scene

Oggi ripropongo un Akame dedicata a Shinya e a Kyoko, due persone a me molto care. Ovviamente qui non l'avevo mai pubblicata, la tenevo in un livejournal che usavo pochissimo... se volete darci un'occhiata, anche solo per curiosità, è il link chiamato Kikyo no sekai, nella colonna a destra. Non l'ho riletta, quindi suppongo faccia abbastanza schifo... e precisamente l'ho scritta il 19 agosto, quindi qualche mese fa... è stata la mia prima Akame... *__* Buona lettura! ^__^

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LO SPECCHIO DELL'ANIMA
Pairing: Akame (Akanishi Jin x Kamenashi Kazuya)
Rating: NC-17
Status: One-shot completa

Non credo sinceramente, a chi dice cose del tipo: “Se solo riuscissi a far vedere agli altri come sei veramente verrai apprezzato”, o cose simili...

Ecco... a cose del genere, io non ci ho mai creduto molto.

Ho sempre creduto, invece... che la gente ti ami per come appari, e non per come sei realmente.
Quello non conta.
Ero convinto che tutti, volessero la mia amicizia solo per trarne i propri benefici...

Ero sicuro che fosse così per tutte le persone che mi circondavano... nessun escluso.
Che stupido!

Bhè... il mio modo di pensare, aveva decisamente una pecca...
e per la mia solita stupidità, me ne sono accorto troppo tardi...
Solo quando sono andato a sbattere contro la verità, mi sono accorto che esistono anche persone che ti stanno accanto per affetto, e non per interesse.

Pensandoci bene... Sono stato davvero un emerito stupido!
L'idiota più grande al mondo...
Dovevo rendermi conto del fatto lui non fosse così...
O meglio, avrei dovuto rendermene conto molto prima...

“Ehi, a cosa stai pensando?” Mi chiede avvicinandosi.
Sposta le mie gambe dal divano sul quale sono sdraiato per farsi spazio.
Si siede e appoggia le mie gambe sulle sue.
“Cose...” rispondo vagamente.
“Cose tipo?” chiede.
“Cose tipo te!”
Mi guarda negli occhi e mi sorride.
“Certo, chissà a quali cose sconce stavi pensando...” dice e scoppia a ridere.
Adoro il suo sorriso.
Adoro il suo modo di ridere... c'è qualcosa che non adoro di lui?
No... assolutamente niente...
“Andiamo, ma per chi mi prendi?” gli chiedo scherzoso, lanciandogli il cuscino che tenevo stretto al petto, mentre mi perdevo nelle mie fantasie...
“Per quello che sei, un maniaco!!” ride a crepapelle, e mi rilancia il cuscino.
E' bello potersene stare così... nel salotto di casa mia a ridere e scherzare... far finta che nulla esisti oltre la porta di casa.
Pensare che questo momento esista solo per noi.
Darei qualsiasi cosa per poter fermare il tempo, e poter continuare ad ammirare il suo sguardo divertito all'infinito...
Darei qualsiasi cosa per rimanere qui con lui per sempre...

Per uno stupidissimo errore... ho rischiato di perderlo...
Per colpa del mio egoismo... e della mia idiozia, ho rischiato di perdere l'unica persona che abbia mai amato in tutta la mia inutile vita.
E' in credibile che le persone si accorgano di quanto sia importante una cosa solo quando si sta per perderla...

Bhè, in ogni caso, meglio tardi che mai!
Mi sono accorto della stronzata, e ho cercato di riparare... è stato un incubo... Kazuya non voleva più saperne di me... ed aveva tutte le ragioni di questo mondo.
Sentivo un odio provenire da lui ogni volta che per lavoro eravamo costretti a vederci.
Credo che quello sia stato il periodo più orribile della mia vita.
Per non pensare a lui e disperarmi, tentavo di divertirmi con persone di cui nemmeno mi interessava saperne qualcosa.
Di alcune non ricordo nemmeno il nome, né il viso...
Vedevo tutto sfocato, mi sentivo vuoto senza il suo sguardo dolce.
Senza la sua voce e la sua risata quando mi urlava ridendo “Sei sempre il solito scemo... Bakanishi che non sei altro!” Mi mancava terribilmente la sua voce che mi sussurrava all'orecchio mentre facevamo l'amore... il suo corpo, i suoi gesti, le sue attenzioni...
Tutto mi mancava... soprattutto i suoi occhi.
E' impossibile non rimanerne incantati...
Prendono un adorabile piega quando sorride, e straziano l'anima quando è triste.
Dicono che gli occhi siano lo specchio dell'anima...
In quelli di Kame si può leggere chiaramente tutta la sua dolcezza, e quella sua caratteristica forza.
Una forza che ho messo duramente alla prova, pur senza volerlo...
Una forza che non ha quando si tratta di me, evidentemente.
L'ho distrutta, per tutte le volte che l'ho ferito... lentamente, io... Io che non ne avevo nessun diritto, lo stavo mandando in frantumi. Crollare pezzo per pezzo.
Io che mai avrei voluto soffrisse...
Mi vengono i brividi solo a pensarci, a quanto male siamo stati entrambi, lontani l'uno dall'altro.

“Jin-chan, si può sapere che hai?” la sua voce mi riscuote ancora una volta.
“Eh?”
“Come sarebbe a dire, 'Eh', scemo! Che cos'hai oggi? Avevi una faccia...”
Senza rispondergli nulla, lo guardo fisso negli occhi...
Il suo sguardo appare confuso, non sa cosa mi stia passando per la testa.
Dio, quanto lo amo! E' adorabile anche quando fa quella faccia!!
All'improvviso, di slancio, allontano le mie gambe dalle sue e lo stringo fortissimo a me.
L'ho colto di sorpresa, ma sorride e mi ricambia, baciandomi lievemente una guancia.
“Kazu-chan... stavo pensando a noi due...”
“Oh...” il suo unico commento, mentre cambiamo posizione sul divano. Si stende sotto di me, lasciandomi appoggiare la testa sul suo petto caldo.
Rimaniamo in silenzio per un po', mentre comincia ad accarezzarmi i capelli, che sono ormai cresciuti troppo... dovrei tagliarli, ma adoro le dita di Kame che ci affondano dentro, toccandoli con estrema dolcezza, e delicatezza...
“Kame...”
“Mh?”
“Stavo ripensando a quanto sono stato stronzo con te... io... mi sento così in colpa...”
Sospira, poi la sua mano sui miei capelli diventa ancora più amorevole...
“Credevo l'avessimo superata...” Dice poi.
“Ma come hai fatto a perdonarmi, Kame-chan... come hai avuto questo coraggio? Io non me lo meritavo... non avresti dovuto permettermi da arrivare a farti tanto male...”
“E che avrei dovuto fare, scusa? Ammazzare Yamashita prima che te lo portassi a letto?” scoppia in una piccola risata...
“No, avresti dovuto ammazzare me.”
Non so per quale ragione... non so per quale fottutissima ragione sto rivangando in questo modo ciò che abbiamo passato.
Sto forse rischiando di riaprire le sue ferite?
Eppure lui è così sereno ora... davvero, io non voglio vedere altro che il suo sorriso dare quella graziosa forma ai suoi occhi....
Ma allora perché cacchio ho detto queste cose!?
“Ascoltami, Jin-chan...” dice, alza il mio viso con le sue mani, e se lo tiene così, continuando a fissarmi negli occhi...
“Ti ho perdonato... ora non devi più preoccuparti di nulla.... io sono qui, con te. Mi avrai vicino per sempre! Ti ho perdonato perché ti amo! Io ti amo da morire...” Poggia le sue labbra sulle mie.
Mi accarezza dolcemente la bocca con la sua.
“Ti amo più di ogni altra cosa al mondo” sussurra, e il mio cuore si riempie di calore e di gioia.
Lo stringo fortissimo tra le mie braccia.
Anche se non meriterò mai il suo perdono, sono l'essere più felice di questo mondo.
Il più stupido, si... l'idiota più grande sulla faccia della terra... ma l'idiota più felice che si possa immaginare.
Porto lo sguardo sui suoi occhi, e vedo che mi sorride....
“Anche io ti amo da morire.” Lo bacio.
“Sei la cosa più bella che mi sia mai capitata nella vita”
“Allora cerca di non rischiare più di perdermi, Jin.” mi dice. Tento di rispondere, ma non me ne da il tempo. “Shhh... non dire nulla. So che non lo farai mai più... Perciò non dire più una parola su quella storia, né su quella fogna di Yamashita. Voglio dimenticare tutto al più presto possibile. Sei mio e non ti dividerò mai più con qualcuno, ficcatelo bene in quella tua stupida testaccia dura!”
“Kame...” sussurro, prima di abbracciarlo di nuovo e lasciargli un bacio sulla spalla che gli esce fuori dal suo maglione, leggero ma largo, leggermente sceso da un lato.
“Ti amo, capito?” mi chiede. “Ti amo e voglio dimenticare tutto. Non pensarci più amore mio, non pensarci più...” continua a ripetermi, stringendomi forte.
Ma che cacchio, eh, però! Povero tesoro mio... io mi scopo un altro e lui mi consola?
Cioè, io tradisco lui, e lui fa coraggio a me?!
Ma più stupido di così non lo si può proprio essere!! E parlo di me, ovviamente...
“Jin-chan... baciami” mi sussurra all'orecchio.
Lo guardo negli occhi, e gli sorrido prima di rapire le sue labbra.
Un tocco leggero, uno sfiorarsi appena.
Poi gli passo la lingua lungo la perfetta linea della sua bocca. La schiude, e ricambia la mia carezza con la sua lingua sulla mia.
Entro più in profondità, rendendo il bacio più passionale, più eccitante.
Sta per cominciare il nostro solito gioco. Fatto di poche parole, molti sguardi, e un continuo incrociarsi di mani, di bocche... e di corpi.
Mi stacco dalle sue labbra, e gli bacio il collo... scivolo con la punta della lingua su di esso. Lungo la spalla, risalire verso il collo, succhiando leggermente la pelle sensibile dietro il suo orecchio, per poi scivolare di nuovo verso la spalla.
Sento i suoi piccoli, deliziosi gemiti allietarmi le orecchie, mentre la mia mano si muove sotto il suo maglione. Gli accarezzo i fianchi, il petto...torturandogli piacevolmente un capezzolo, geme più forte. Gli alzo le braccia, e gli sfilo il maglione.
La mia lingua si muove ora sul suo sterno, scendendo fino all'ombelico.
Trova piacevole un punto subito al di sotto di esso... lo raggiungo e lo accarezzo con la bocca.
Mi allontano giusto il tempo di liberarmi della mia camicia, poi torno allo stesso punto.
Le mani vanno a sbottonargli la cintura, poi il bottone dei jeans che porta, poi la zip.
Glieli sfilo e li lascio cadere sul pavimento. Stessa sorte tocca ai boxer.
Gli accarezzo il membro eccitato con la mano, mentre con l'altra mi slaccio a mia volta i pantaloni. Mi allontano per toglierli, e finiscono per fare compagnia agli altri indumenti.
Ritorno con la mano sul suo sesso, cominciando a masturbarlo piano... lentamente, mentre i suoi respiri affannosi, mi eccitano sempre di più.
D'un tratto prende la mia mano, quella libera dalla sua erezione, e se la porta alla bocca...
Prende un dito tra le labbra, poi un altro... comincia a leccarli e a succhiarli.
Mi sta facendo impazzire... se ne rende conto, vero?
Estrae le mie dita dalle sue fantastiche labbra, e le guida lungo tutto il suo corpo, lasciandosi addosso una scia umida della sua stessa saliva.
Le guida fino alla sua stretta entrata.
Lascia andare la mia mano, apre un po' di più le gambe permettendo alle mie dita di entrare in lui.
Le muovo avanti e indietro nel suo corpo, preparandolo per fargli il meno male possibile.
Ha già sofferto troppo dentro di sé, psicologicamente.
Non voglio far male anche al suo corpo;
“Ah... J-jin... non ce la faccio più... Prendimi, ti prego...”
“Sei pronto, amore mio?”
Annuisce, e mi sorride rassicurante.
Estraggo le dita, e piano, molto piano, entro dentro di lui.
Vedo il suo viso avvampare, colorandosi di un rossore dovuto alla mia intrusione.
Rimango fermo per un po', poi comincio a muovermi a poco a poco nel suo corpo. Mentre le mie spinte si fanno più forti e veloci, ricomincio ad accarezzare la sua erezione, mentre i nostri gemiti si perdono nel silenzio della stanza.
Stringo il suo sesso mimando lo stesso ritmo che uso per penetrarlo...
Vederlo contorcersi e ansimare sotto il mio completo controllo, seppure in parte anche per il dolore... è uno spettacolo semplicemente divino.
“S-sei... Bellissimo, K-kame-chan... ah!”
“Ah.... J-jin, sto p-per venire...!!”
Aumento il ritmo della mano, facendolo venire copiosamente, quasi urlando.
Dopo altre spinte più forti, vengo anche io, inondandolo del mio liquido caldo e appiccicoso, poi mi accascio sul suo corpo bollente, soffocando i miei respiri nel suo petto.
Esco poco alla volta da lui, per poi poggiarmici nuovamente addosso.
“Jin...”
“Si?”
“Anche tu lo sei...” dice ancora tutto affannato.
“Cosa?”
“Anche tu sei bellissimo. E' bellissimo a-averti dentro di me... non mi stancherò mai di voler fare l'amore con te...” dice.
Lo guardo di nuovo negli occhi... stasera non posso proprio fare a meno di farlo.
“Ti amo da da impazzire” dico prima di baciarlo ancora...

Dicono che gli occhi siano lo specchio dell'anima...
A me è stato concesso di specchiarmi in quella di Kazuya.
Riguardo alle persone che mi stanno accanto solo perchè sono Jin Akanishi dei KAT-TUN... bhè... ora non me ne importa davvero più.
Grazie a questo splendido paio d'occhi in cui specchiarmi e perdermici fino a stancarmi...

Grazie a questi occhi sinceri, ora tutto mi appare più chiaro...

Kazuya... tu mi hai salvato... da me stesso...

~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^

Fangirlato da: LittleKi alle ore 22:24 | link | commenti (4) | commenti (4)(pop-up)
categoria:kat-tun, jin x kame
mercoledì, 03 ottobre 2007
Moods: Con occhi brucianti... =ç=
Listening to:  L'Arc~en~Ciel ~ Lies and Truth

Niente fan-fiction oggi... ù_ù... solo... BUON COMPLEANNO TATSUYA!!!! O come dice Shin-chan, Buon compleanno BONA! XXDD

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E c'hai ragione a fare il segno della vittoria, 24 anni si compiono una volta sola... ù__ù... perchè 20 anni si compiono due volte? XD

AUGURI!!!

Bhè bhè... dato che ci troviamo nel mio blog di fanfic, approfitto per comunicare i miei prossimi aggiornamenti. Prossimamente troverete una Haitsu, una Koyato, e se riesco a farmi venire una buona idea, pure una Sakuhai, chissà... XD!

Ancora auguri Tat-chan... passa il compleanno nel migliore dei modi!! *___*

Buonanotte a tutti, Ja nee~ __

EDIT: Splinder deve morire... segna ancora 3 ottobre... io lo ammazzo... O.O
Fangirlato da: LittleKi alle ore 23:16 | link | commenti (4) | commenti (4)(pop-up)
categoria:compleanni, kat-tun
lunedì, 10 settembre 2007
Moods: Sfinita
Listening to: L'Arc~en~Ciel - Get out from the shell

Ecco la tanto attesa (da nessuno) e tormentata (nel senso che mi ha dato il tormento) terza ed ultima parte della'Akame!! Complimenti a me stessa... in ogni caso, non c'è nulla da fare... come va e come viene, nelle mie Akame, è sempre Kame che consola Jin, alla fine! XXDD!! Povera gioia...
Bhè, buona lettura! Vi avviso che è davvero troppo sdolcinata, però! Mi son venute le carie!!

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PRECIOUS FEELINGS
Pairing: Akame
Rating: S/R
Status: Completa

P.o.V Kamenashi

Oh, maledettissimo raggio di sole... perché mi hai svegliato?
Apro lentamente gli occhi, mentre sento svegliarsi ad una ad una, tutte le parti del mio corpo.
Mi giro dalla sua parte.
Dorme ancora profondamente.
Si rigira nel sonno e ogni tanto lo sento pronunciare il mio nome, mentre le sue sopracciglia si contraggono in un'espressione preoccupata.
Devi proprio dirmi qualcosa, eh?
Sospirando, mi alzo più lentamente possibile. Non voglio svegliarlo. Aspetterò che si svegli da solo.
Afferro una camicia, che indosso sopra i boxer, ed esco dalla camera.
Non apro le tende più di tanto. Non mi premuro di chiudere la porta dietro di me.
Non so perché... non so nulla in questo momento... so solo che la paura che avevo ieri sera, quando è venuto qui, sta di nuovo, lentamente, impossessandosi di me.
O forse... non mi ha mai del tutto abbandonato.
Mi dirigo verso la cucina con passo silenzioso, e comincio a preparare del caffè.
Ho davvero tanta paura...


P.o.V Akanishi

Che tepore...
E' dura aprire gli occhi, quando si è consapevoli di aver fatto qualcosa di stupido e sbagliato.
O quando si è codardi e idioti come me.
Andiamo, Jin... alzati da questo cazzo di letto... Mi costringo a schiudere i miei occhi, che incontrano la luce del mattino che filtra da quello spiraglio di finestra non nascosta dalle tende.
Strano che non le abbia aperte... di solito è la prima cosa che fa appena sveglio.
Mi metto seduto sul letto e mi guardo intorno.
L'ho sentito poco fa, quando è uscito... ma ho fatto finta di stare ancora dormendo.
Scendo dal letto, alla ricerca dei miei vestiti. Li trovo e me li infilo, fregandomene altamente del fatto che i jeans sono ancora umidi.
D'un tratto, il mio sguardo si posa su una cornice che Kazuya tiene sul comodino.
Contiene una foto che ci ritrae insieme, al mare. Ricordo perfettamente quando è stata scattata... eravamo a Okinawa, due anni fa... tutti insieme.
Ci eravamo appena fidanzati.
Era il periodo in cui Junno ancora correva dietro a Ueda, senza essere mai degnato di uno sguardo; Lo stesso in cui Koki e Maru sembravano una coppia sposata già da un pezzo.
Faccio il giro del letto, e mi siedo sul materasso ancora caldo della sottile presenza di Kame.
Prendo la cornice e la stringo fra le mani con un amaro sorrido. Nella foto tengo le mani intorno alla vita di Kazuya, e lui sorride felice. Vorrei tanto scoppiare a piangere... ma sarebbe del tutto inutile.
So di non averne alcun diritto. Rimetto a posto la foto, ed esco dalla camera.
Kazuya è seduto al tavolo in cucina, con una gamba appoggiata sulla sedia di fianco a sé, e una tazza di caffè bollente tra le mani.


P.o.V Kamenashi

Alzo lo sguardo dalla mia tazza di caffè.
E' appena entrato in cucina, e mi guarda.
“Buongiorno” gli dico, e quasi non riesco a riconoscere il suono della mia voce.
“Buongiorno” mi risponde.
Si siede su una sedia accanto alla mia. Sembra pensieroso. Ha lo sguardo perso nel vuoto, e un'espressione indecifrabile. Non mi ha baciato.
E' la prima cosa che fa al mattino quando si sveglia dopo una notte passata a casa mia.
Ciò non mi lascia presagire nulla di positivo. “Vuoi del caffè?” gli chiedo, poggiandogli una mano sul braccio. Più che per farlo riscuotere che per il desiderio di toccarlo.
“S-si, grazie” risponde, quasi sussultando. Mi alzo in fretta e gli verso il liquido caldo in una tazza. Quella che di solito usa a casa mia. Incredibile... riempie la mia vita così tanto, che c'è un po' di lui ovunque io mi volti a guardare. Gliela metto davanti, e mi risiedo dov'ero prima.
“Grazie” ripete. Tengo lo sguardo su di lui, mentre prende la tazza con una mano e ne sfiora il bordo con l'indice dell'altra. Soffia sul caffè bollente, ma non lo beve.
“Ascolta, Kazuya, io non ce la faccio più, devo parlarti!” dice, ri-appoggiando la tazza sul tavolo e alzandosi i piedi. Incrocio i suoi occhi, e per un attimo desidero di non averlo mai fatto.
Il suo sguardo è così serio che mi strazia l'anima.
Così sinceramente addolorato, e doloroso... da frantumarmi il cuore in mille minuscoli frammenti.


P.o.V Akanishi

Mi sta guardando...
Sembra quasi avesse previsto l'arrivo di questo momento.
Annuisce, e continua a tenere gli occhi fissi su di me.
Si sistema meglio sulla sedia, in attesa che continui il discorso.
“Ecco, Kame... vedi, ieri pomeriggio sono stato a trovare YamaPi.”
“Oh, davvero? Come sta?” mi chiede. Ma il suo tono non risulta minimamente interessato.
Vuole solo incitarmi a parlare. “S-sta... sta bene” dico. Mi sudano le mani. Non risponde. Continua a fissarmi, in attesa... E' doloroso. Cazzo, se lo è! E non immagino quanto lo sia per lui...
“Sai, abbiamo parlato a lungo... p-poi... abbiamo cenato insieme...” Sono nervoso. Continuo a deglutire. Mi sento un verme schifoso sotto lo sguardo serio e attento di Kazuya. “E poi... poi...” continuare questa frase mi costa l'anima. Ma sorprendentemente, è Kame a finirla al posto mio.
“Ci sei andato a letto?” dice. Abbasso lo sguardo. Non voglio che legga sul mio viso tutta la mia colpa. Mossa sbagliata. Si alza e mi si avvicina. E' a pochi centimetri da me.
“Guardami negli occhi mentre ti parlo, Jin. Ci sei andato a letto? Eh? Rispondi... hai fatto sesso con Yamashita?” Ti prego, Kame, non usare quel tono così basso e pieno di rabbia inesprimibile.
Urla fino a spaccarmi i timpani... farebbe meno male.
“Rispondi, stronzo! Hai fatto sesso con lui, si o no? E guardami, dannazione!” dice, afferrando il mio viso con la sua mano, costringendomi a guardarlo. La sua presa non è forte, però.
Gli trema la mano. Lentamente, annuisco, ammettendo la mia colpa. La mia infedeltà.
“Capisco.” dice, allontanando la mano. Non faccio però in tempo ad accorgermene che già me la ritrovo di nuovo sulla guancia. Non dolcemente, stavolta... mi ha schiaffeggiato con tutte le sue forze. “Bastardo!” urla, rilasciando così tutta la tensione accumulatasi nel suo piccolo corpo.
Colpisce il mio petto con i pugni, cominciando a piangere forte.
“Bastardo... stronzo... come hai potuto? Perché l'hai fatto?” urla mentre continua a sfogarsi.
Non tento assolutamente di proteggermi dalla sua invettiva. Mi merito questo ed altro...
“Non lo so... ahi... perdonami... io...”
“Come cazzo vuoi che ti perdoni? Ti scopi un altro, e che fai? Vieni qui e ti scopi pure me? Il senso di colpa non ti permetteva di più?” Ha smesso di tirarmi pugni, ma continua a urlare con tutto il fiato che ha nei polmoni.
“Kazuya, calmati... ti sentiranno tutti...” la mia voce bassissima crea quasi un ossimoro con le sue urla.
“Non me ne fotte un cazzo! Mi spieghi perché sei venuto da me, dopo avermi tradito? Potevi rimanere con lui già che c'eri... tanto se te le sei fatto vuol dire che non avevi bisogno di me! Oppure la tua troia era troppo rovinata per essere fottuta più di tanto, eh?!”
Smettila, ti prego... non ce la faccio più! Non voglio vederti mentre cadi a pezzi davanti ai miei occhi... “Non dire così... io....”
“Fai silenzio!! chiudi quella tua fottutissima fogna e vattene da casa mia! Non voglio vederti più!” urla, mentre si inginocchia a terra, e nasconde il viso tra le mani, torturandomi con il suo irrefrenabile pianto.
“Kazuya, ti prego...”
“Vattene! Fa una cosa buona per una volta nella tua vita! Sparisci!” urla. Non gli si può dar torto.
Rimango fermo per un secondo a guardarlo, ma la sua immagine mi distrugge.
Non ce la faccio a vederlo così. Non ce la faccio, perché è tutta colpa mia.
Potevamo essere felici, e invece ho rovinato tutto. Sono uno stronzo che non ha scuse, punto.
Una volta arrivato alla porta, la apro, e mi fermo di nuovo.
“Spero tu possa perdonarmi, un giorno, amore mio. Sono stato un bastardo, ma credimi... ti amo davvero con tutto me stesso.” E lentamente, mi chiudo la porta alle spalle, mentre sento sussurrare da lui, una sola parola: “Bugiardo”


P.o.V. Kamenashi

Sono stanco...
Mi sento svuotato della mia parte luminosa... della mia felicità...
A cosa è servito, vivere la mia vita in funzione della sua per tutto questo tempo, se poi doveva andare a finire così?
Non lo so... Non lo capisco...
Me ne sto qui sdraiato su questo letto enorme dove ancora forte è il suo profumo...
Le lacrime hanno smesso di uscire... il cuore ha smesso di palpitare... immobile e inerme come una bambola, non sento più nulla. Da quando è uscito da quella dannata porta, due ore fa... la mia vita si è come fermata. Non ho risposto alle cinque telefonate che mi sono arrivate sul cellulare.
Non ho letto i quattro messaggi che ho ricevuto...
So già da chi vengono... Jin. Lo so perché il mio cellulare ha una suoneria diversa, quando mi chiama lui. Ora che il mio dolore e le mie lacrime sembrano essersi congelate, però... mi è tornata la voglia di far riprendere a scorrere la mia vita.
Anche se mi ha tradito... io lo amo.
E so che lui ama me, e che non l'avrebbe fatto se fosse stato in sè.
Lo amo... e non basterà il dolore a farmi smettere.
Non passerà... ci sarà sempre... ma per lui, posso dimenticarlo.
Voglio dargli un'altra possibilità... ma che sia l'ultima...
Può darsi questa sia la stronzata più grande della mia vita... ma non riesco a separarmene.
E' lui che riempie i miei giorni, le mie ore... i miei minuti...
Smettere di amare Jin sarebbe per me equivalente a smettere di respirare.
Il solo vedere il suo sorriso e il sentire la sua voce che urla allegramente il mio nome... mi rende l'essere umano più felice della terra.
Questi caldi pensieri mi fanno sciogliere il cuore.
E le mie lacrime tornano a scendere libere, lungo le mie guance. Voglio vederlo... voglio parlargli... devo perdonarlo. So che non lo rifarà.
Nonostante l'abbia considerato un bugiardo, poco fa... mi fido di lui. Mi fido del suo amore.
Mi avvicino al cellulare, compongo il suo numero, e me lo porto all'orecchio.
“P-pronto?” La sua voce non mi è mai sembrata così bassa e sepolcrale.
“Kame? Amore mio, finalmente...”
“Jin...”
“Si, amore mio...”
“Oh... Jin...” la sua voce mi fa singhiozzare, e il mio cuore sembra voler scoppiare da un momento all'altro.
“Jin... Jin, io ti amo...”
“Anche io... anche io, amore mio...”
“Voglio vederti...” gli dico, cercando di controllare le lacrime.
“Sono qui”
“Cosa?”
“Sono qui fuori... se vuoi vedermi, raggiungi l'ingresso... apri la porta e stringimi fortissimo.”
“Ma... Jin, sei impazzito? Sta diluviando lì fuori...” dico, mentre scatto in piedi sul letto. Lascio lì il cellulare dopo aver interrotto la chiamata e mi fiondo ad aprirgli.
Quando apro la porta, lo vedo lì, in piedi, bagnato fradicio... le guance rosse, le mani tremanti e gli occhi lucidi.
“Sono perdonato?” mi chiede sorridendomi. Apre le braccia, come a volermici accogliere dentro.
Gli salto praticamente addosso, e non mi importa un accidente di bagnarmi... voglio solo amarlo!
“Jin, per la miseria, non farlo mai più!” urlo, mentre lo stringo fortissimo a me. “Non ci provare mai più, capito!?! La prossima volta non ti perdonerò!!” singhiozzo, in preda alla disperazione.
“Ho creduto di averti perso...” mi dice, e mi guarda negli occhi. Gli prendo il viso tra le mani, e lo bacio sulle sue fantastiche labbra, morbide e carnose.
“Ti amo... ti amo... ti amo...” continuo a ripeterlo... come un bisogno disperato... lo ripeto mentre continuo a baciarlo. Poi, quando lo abbraccio più forte e lui appoggia la fronte tra l'incavo del mio collo e la spalla, sento che è bollente.
“Amore, tu scotti... hai la febbre... tesoro, sei stato sotto questa pioggia tutta la mattina?”
Annuisce, e si rilassa un po' debole, contro il mio corpo.
“Stupido... vieni dentro, su...” Lo prendo per mano, e lo trascino in casa. Lo conduco fino in bagno.
Apro il rubinetto della vasca, e comincio a riempirla d'acqua calda.
Mentre aspetto che si riempia abbastanza, mi avvicino al mio amore, e lo spoglio.
Gli sfilo la maglietta, scendo con una carezza a slacciargli la cintura... i pantaloni... uno dopo l'altro lascio cadere a terra i suoi indumenti, poi mi spoglio a mia volta.
Chiudo il rubinetto della vasca, e ci entro dentro.
Tendo una mano verso Jin, per invitarlo ad entrare con me. Apro le gambe per fargli spazio, e lascio che appoggi la schiena al mio petto.
Chiude gli occhi, rilassandosi sotto le mie carezze sui suoi capelli, e sulle spalle.
“Kazu-chan...”
“Dimmi”
“Io... mi sento male...”
“Lo so, tesoro... è perché hai la febbre” gli dico, baciandogli la testolina bollente.
“No... mi sento male dentro... Mi sento in colpa...”
“Shhh... lo supereremo... dimenticheremo...” gli dico, mentre continuo a coccolarlo.
Poi, senza neanche accorgermene... comincio a cantare una canzone...
Una canzone che abbiamo ascoltato io e lui insieme, qualche giorno fa... è una canzone abbastanza vecchia... e non ricordo come si chiama... ma mi sembra adatta a questo momento...

Left to myself in the quiet sea... You won't come back anymore but
The night sky gives me comfort... Soon the night will open up... To a wavering light...
wavering... wavering... wavering...”

Le parole suonano come una dolce Ninna nanna.
In questo momento non importa se lui mi ha tradito o no.
Non importa se l'ho perdonato o no...
Importa soltanto il peso di questi nostri preziosi sentimenti.
Preziosi come oro, forse... solo... estremamente più rari...

I feel Heavenly...”


~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^



DUE PAROLE MIE: La canzone cantata da Kame nell'ultima scena, ha niente o poco a che vedere con il resto della storia. Si tratta di "Sizuka no umi de" dei L'Arc~en~Ciel. Per chi non la conoscesse, le parole cantante da Kazuya, sono proprio le prime che compongono la canzone. E' una canzone dolcissima, e suona davvero come una Ninna Nanna. Ho scelto di fargliela cantare semplicemente perchè la stavo ascoltando mentre ho scritto la parte finale, e mi è sembrata adattissima. Poi, avendo la voce di Kame un tono molto dolce, ci stava praticamente a pennello. Dico che è abbastanza vecchia, perchè effettivamente risale a 12 anni fa. Tratta dall'album "Heavenly", del 1995
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categoria:kat-tun, jin x kame