Moods: Un po' giù perchè We belong each other è finitaaa ç_çListening to: the Gazette ♥ Kyomu no Owari Hakozume no Mokushi
Salve *O* ecco, esattamente dieci giorni dopo (ma questo non vuol dire che posterò ogni dieci giorni XD se mi è possibile di meno XD) il seguito della mia amatissima fanfiction con Rosiel *_* ci siamo entrambe rese conto che nonostante stessimo scrivendo l'ultimo capitolo, i nostri blog e livejournal erano rimasti al secondo XD, quindi, recuperiamo! ù_ù... esattamente mezz'ora fa l'abbiamo finita, e già mi manca tantissimo, ma per adesso non aggiungo altro >.< preferisco parlare per bene quando arriveremo all'ultimo capitolo *_*
Adesso vi lascio al terzo *_* buona lettura *O*


WE BELONG EACH OTHER
Fandom: the GazettE ~ ガゼット
Pairing: UruhaxRuki
Genere: Yaoi/Introspettiva/Romantica/Triste
Rating: NC-17 (generale)
Rating per questo capitolo: PG
Status: Conclusa
E' una bella giornata oggi... non voglio starmene in casa.
Ho voglia di recuperare tutto il tempo che ho passato lontano dal cielo, dal sole, dalla natura... dalla vita.
Assaporo con calma il mio caffè, mentre guardo fuori dalla finestra...
Nonostante sia inverno, c'è un bel tepore... dalla cucina di casa mia, si vede il parco di Ueno, e mi è sempre piaciuto stare qui a guardare i bambini che giocano poco lontano dai genitori.
E' una cosa che ho sempre ritenuto bellissima, il sorriso dei bambini.
Poggio la mia tazza nel lavandino, e imbracciata la borsa con la macchina fotografica, esco di casa, all'aria aperta.
Non fa il freddo di stanotte, e si sta discretamente bene.
Prendo il piccolo sentiero che porta al parco, sentendomi felice quasi per la prima volta dopo tanto tempo.
Mi fermo in prossimità di uno scivolo, e le risate dei bimbi che ci giocano mi riecheggiano nelle orecchie; prendo la mia fotocamera, e solo nel momento in cui porto l'occhio a guardare nell'obbiettivo, mi sembra davvero di essere tornato a vivere... solo in questo momento, ho l'impressione di essere davvero tornato a vivere...
Solo in questo momento, ho l'impressione di sentire i battiti del mio cuore andare al galoppo, di pari passi con l'emozione che provo ad ogni scatto.
Comincio a fare foto a qualsiasi cosa: ai fiori, alle coppie che si tengono per mano, al cielo, agli alberi... e proprio mentre sto per fotografare uno di questi, noto un gattino piccolo ed impaurito su uno dei rami più alti.
Piccino... dev'essersi arrampicato e non riesce più a scendere. Adesso ti aiuto io!
Metto la fotocamera in borsa, e la appoggio per terra, accanto all'albero, per poi cominciare ad arrampicarmi su di esso; speriamo solo che mi tenga!
“Ce l'ho fatto... sei salvo, micino.” lo prendo tra le braccia, e placata la sua paura, comincia a fare le fusa tranquillo. Che carino!
Ehm... si... e adesso come scendo?! Porca miseria... mi guardo intorno, e noto una figura bionda, e molto alta, che viene verso di me. “Mi scusi, potrebbe aiutarmi, per favore?”
Un'altro colloquio, l'ennesimo, è andato a farsi friggere.
Se continuo di questo passo, per mangiare, il mese prossimo mi trovo costretto ad andare a battere da qualche parte.
Sono passati tre mesi da allora, e sembra che il mio mondo, crollato nello stesso istante in cui lei ha chiuso gli occhi, non voglia più risollevarsi. Mi va tutto male.
Mi stringo di più nel cappotto, e decido di tagliare per il parco di Ueno, per tornare a casa più in fretta.
Magari perdo un po' di tempo a pensare al da farsi.
Imbocco il vialetto principale, mentre dei bambini mi saltellano intorno, gridando. Sorrido. Credevo di non saperlo più fare.
Infilo le mani in tasca, e riprendo il mio cammino, quando improvvisamente mi sento chiamare.
Mi guardo intorno, ma non vedendo nessuno, scrollo le spalle, e continuo a camminare, fino a quando non so come, alzo lo sguardo sull'albero che ho di fronte, e la figura piuttosto minuta di un biondino con un berretto di lana coi pon-pon in testa, mi guardava come se aspettasse una mia risposta.
Tra le mani, stringeva un gattino piccolissimo...
“Che ci fai, lassù?” gli urlo seccato, rendendomi conto di avergli dato del tu involontariamente. Cavolo, sto peggiorando! Sto diventando anche maleducato!
“Aspetti!” dico, prima che lui possa accorgersene... magari aiutandolo metto a posto la situazione.
Mi avvicino all'albero e mi guardo intorno... guarda cosa mi tocca fare!
Inizio con l'arrampicarmi anche io, e arrivato ad altezza ramo, sono abbastanza vicino al ragazzo per guardarlo in viso...
“Aspetti...” dico, passando il braccio intorno alla sua vita. Mentre lo tiro a me, i miei occhi incrociano per un attimo i suoi... lui mi dice “grazie” e sorride... questo sorriso... che ci fa questo ragazzo, con il sorriso della donna che ho tanto amato? Non è possibile... forse mi sono sbagliato.
“Cos... ah!” mentre scuoto la testa per non pensare più a quel sorriso, il ramo sotto il mio piede, si spezza per il peso e cado, tirandomi addosso il ragazzo e il gattino. Ovviamente, entrambi cadono addosso a me! “Ahio, il sedere...” dico, mentre il ragazzo siede comodamente sulla mia pancia, accarezzando il gatto. “Pronto?! Vi togliete di dosso, per favore?” urlo, contrariato.
“Mamma che caduta... meno male che stai bene, piccino.” sussurro al gattino, accarezzandolo.
Poi mi rendo conto di essere ancora addosso alla povera persona che mi ha aiutato a scendere (o meglio a cadere) dall'albero.
“Oh mi scusi tanto!” dico, alzandomi in piedi. “Chiedo scusa, non devo essere esattamente un peso piuma!” rido, sentendomi un po' in imbarazzo per la situazione.
E infatti, sento che mi si è alzata la temperatura, maledetta timidezza...
Mi sfilo il cappello con una mano, tenendo con l'altra il gatto stretto al mio petto, e mi scompiglio un po' i capelli.
Intanto, il ragazzo è ancora seduto a terra, che mi guarda con un'espressione strana.... i suoi capelli biondi, lunghi fino alle spalle, sono lucenti, e sembrano morbidissimi... ha un bel paio d'occhi castani e le labbra piene.
Per qualche bizzarro motivo, mi sembra di averlo già visto da qualche parte.
Ricordo il suo tono di voce, e prima, quando mi ha stretto per la vita, ho sentito come se quelle braccia mi avessero già stretto prima d'ora.
Ma se dovessi dire dove l'ho già incontrato, proprio non ne sarei capace... che mi sia semplicemente sbagliato?
Allungo la mia mano per aiutarlo a mettersi in piedi, e quando si rialza, lo guardo stupito da capo a piedi, tenendogli ancora stretta la mano.
“Mamma mia quanto sei alto... per caso ci siamo già incontrati da qualche altra parte? Ha l'aria vagamente familiare...”
Finalmente, quel ragazzo strano decide di scendere dalla mia pancia, chiedendomi mille volte scusa, imbarazzato. Ma tu guarda che tipo!
In ogni caso, scruto il suo viso incuriosito... forse spero di cogliere ancora quel sorriso, quell'espressione, com'è stato possibile?
Eppure, questo ragazzo non assomiglia per nulla, a lei... davvero non ha nulla... com'è potuta accadere una cosa del genere?
Questo tizio mi incuriosisce, anche perchè, ho la sensazione di stare bene vicino a lui...
Credo di stare impazzendo... sono cose assurde!
Lei non c'è più e non posso cercarla in altre persone.
Improvvisamente, mi accorgo che il tizio mi guarda forse proprio perchè anche io lo guardo con curiosità. Mi alzo da terra spolverandomi i jeans e lui mi porge una domanda che mi suona stranissima... o questo ragazzo è un chiromante con la capacità di leggere la mente altrui, o non lo so... pura coincidenza!
“No... non mi sembra di averti mai visto. Ricordo bene il viso di tutte le persone che ho conosciuto nella mia vita, e non mi sembra di aver mai visto i tuoi lineamenti da qualche parte, prima d'ora.” dico, mentre continuo ad aggiustarmi i vestiti, quando delle gocce fredde mi cadono in testa.
“Cavolo, ci mancava solo questa!” dico, arrabbiato. Odio non avere l'ombrello a portata di mano. Prendo il cappello dalle mani del ragazzo, prendo il gattino e ce lo ficco dentro. “Dopo tutto quello che abbiamo fatto per salvarlo...” rimetto il berretto tra le sue mani, mentre la pioggia scende più forte. “Ah... vieni da me, ci asciughiamo i vestiti, non vorrei avere sulla coscienza anche un tuo eventuale raffreddore!”
Il ragazzo mi sorride, corre sotto l'albero a prendere credo la sua borsa, che non avevo notato prima, e attraversiamo il parco correndo, arrivando bagnati fradici sotto casa mia.
~To be continued...~
Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, e a Rosiel, grazie! ^__^
Fangirlato da: LittleKi alle ore 23:11 | link | commenti (5)
| commenti (5)(pop-up)
categoria:the gazette, alternative universe, uruha x ruki
Commenti

categoria:the gazette, alternative universe, uruha x ruki












