venerdì, 05 dicembre 2008
Moods: Felice *_*
Listening to: Good Charlotte ~ Seasons

Salve *_* stasera posto una cosa molto particolare... un'altra fanfiction con Rosiel, un'altra UruhaxRuki... sembra non ci sia niente di diverso dal solito, eh? xD Invece, qualcosa di diverso c'è ** Prima di tutto è a capitoli, e seconda cosa è un'idea mia *O*... tratta di un tema molto particolare e delicato, e ho voluto mettermi alla prova, per capire se sono capace di scrivere qualcosa di davvero maturo ed importante. In questa mia esperienza ho coinvolto anche la mia anima gemella XD spero non me ne abbia per questo >< (anche se so per certo che non lo farà *___* cioè, credo O.O) +stringe forte forte Rosiellina+ grazie mille tesora, perchè mi capisci al volo, e perchè solo con te avrei potuto affrontare una trama così *^* GRAZIE! E a tutti voi che siete interessati... buona lettura *_*





WE BELONG EACH OTHER
Fandom: the GazettE ~ ガゼット
Pairing: UruhaxRuki
Genere: Yaoi/Introspettiva/Romantica/Triste
Rating: NC-17 (generale)
Rating per questo capitolo: PG
Status: On going

Ecco. Con un tonfo si spalancano quelle porte. Un tonfo che nemmeno sento,che nemmeno vedo perchè sono concentrato anima e corpo su di lei. Distesa su quel letto, inerme, mentre urlo e corro. C'è folla.
Perchè c'è gente intorno a noi cosa sta succedendo? Il tuo viso bellissimo non può spegnersi così, non adesso, non ora.
E' successo tutto così all'improvviso. Stavamo parlando, quello che mi hai detto al momento l'ho sepolto nel cuore e so che più in là, quando sarà il momento, quelle parole mi si pareranno davanti con la consistenza di un muro e me ne renderò conto perchè ci andrò a sbattere diritto con la testa ma adesso, scusami, non riesco proprio a farmele venire in mente; so solo che improvvisamente, ti sei accasciata tra le mie braccia, con il viso sereno e sofferente.
Quell'immagine mi ritorna in mente mentre stringo la tua mano fredda tra la mia. La vista mi si appanna e d'istinto, sbatto le palpebre come una farfalla dalle ali ferite che non riesce più a volare... e come quel sangue di quelle ali, le mie lacrime trapelano dai miei occhi mentre il mio cuore sanguina dal dolore.
Ti prego, non smettere di correre. La senti la mia mano? Te la stringerò fino alla fine della corsa e tu sai che la fine della corsa è lontana per te vero? Ti prego dimmi di si...dimmi che lo sai, dimmi che non smetterai di correre, dimmi che stringerai ancora la mia mano e che sarà calda... hai tutta la vita davanti...con me... ti prego...
Improvvisamente, sento delle braccia forti stringermi le spalle. Una figura bianca che non conosco, mi allontana da te. No...non voglio lasciarti la mano, ti ho promesso che correrò, volerò con te se ti lasciò, le tue ali cadranno in frantumi. Non può succedere...
"Mi lasci! Non voglio!" grido, urlo, mi divincolo...ma è come se stessi combattendo contro un mio fantasma interiore, non con una
persona che mi impedisce di venire con te...
Quando il letto passa la porta troppo stretta, sono costretto a lasciarti e nello stesso momento, qualcosa mi si rompe dentro, in frantumi...
guardo quella porta che mi si chiude in faccia, come se si chiudesse per me la porta del paradiso e un brutto presentimento, che cerco di scacciare con tutto me stesso, si insinua nella mia testa....non potrei sopportare di non vederti mai più, di non ascoltare più la tua voce dolce, i tuoi capricci da bimbetta isterica, come ti chiamavo facendoti arrabbiare. Non sono mai stato bravo a farti capire quanto ti amassi.
Sento la presa di chiunque esso sia allentarsi sulle mie braccia e mi accascio a terra...
Sembra che io sia completamente congelato e forse lo sono, ma allora perchè le lacrime mi marchiano a fuoco? Lacrime di dolore, di rabbia... perchè questo doveva succedere a noi? Perchè avevo deciso di dichiararti apertamente tutto il mio amore e tu mi lasci...così... Vorrei solo abbracciarti per sempre e sapere che stai bene, anche lontano da me ma ti prego, vivi! Fallo per te e per tutti quelli che vivono per ogni tuo singolo gesto, compreso questo povero disgraziato che sono, che in questo momento non sente nemmeno che in questo stesso momento, altre persone stanno lottando per vivere ma a me non interessa.
A me interessi solo tu.


Sento delle voci intorno a me... non mi ricordo neanche da quanto tempo è, che sono in questo stato... mi sembra passata un'eternità da quando mi hanno inniettato la medicina per l'anestesia.
Le voci dei medici che mi stanno operando giungono ovattate ai miei sensi... come se fossero lontane chilometri e chilometri e non riesco a capire quasi nulla di ciò che dicono.
In un momento come questo, in cui sono sospeso tra la vita e la morte, mi viene da pensare a come ho condotto la mia esistenza, se ho fatto qualcosa di sbagliato... se merito davvero questa occasione che mi è stata data. Perchè non voglio sprecarla.
Non riesco a percepire nessuna sensazione, e davanti ai miei occhi chiusi c'è soltanto una forte luce bianca... mi domando se sarò capace di superare tutto questo. Se sarò in grado di arrivare oltre quella luce morbida quanto fastidiosa, e tornare alla mia vita.
Mi sento intorpidito... le mie membra sono stanche... vorrei tanto smettere di pensare, di rimuginare sul passato e dormire finalmente con la meritata tranquillità. Ma ho paura che se smettessi di essere cosciente, potrei non riuscire a svegliarmi mai più, e la cosa mi spaventa troppo.
Non sono mai stato bravo ad immaginare come sia il mondo al di là della vita... forse perchè ho sempre desiderato vivere, con tutto me stesso.
La luce lentamente si affievolisce, si allontana... no... resta qui, non te ne andare... è così dolce il tuo calore... così intensa la tua forma, che mi ci stavo quasi abituando... non avevo quasi più bisogno di schermarmi gli occhi per proteggermi dalla tua forza.
Non mi lasciare qui, tra queste voci confuse che emettono il verdetto finale sul mio destino.
Non te ne andare...
Non portare via la mia vita...
Non più. Ti prego.

Ecco. Mi trovo di nuovo di fronte ad una porta chiusa. L'immagine di quella che si chiuse separandomi da lei per sempre, mi ritorna in mente. Asciugo una lacrima che nonostante gli occhiali scuri, scivola via verso le mie labbra. La lavo via con il palmo della mano mentre il mio sguardo si abbassa sui fiori che porto in mano. Non ho il coraggio di bussare.
Quante volte, fuori quella porta, le ho rubato mille baci nascondendoci dai suoi, e quando suo padre se ne accorgeva, mi urlava dalla finestra brandendo le pantofole come se fossero dei mattoni e mentre io scappavo ridendo, il suo sorriso da sotto la porta, mi illuminava la strada, sempre e comunque.
Sorrido a quel ricordo, perchè è questo quello che mi rimarrà di lei, oltre al suo amore che sono sicuro, sarà vicino a me per sempre; trovo il coraggio e busso alla porta.
Mi apre sua madre, vestita di nero, il viso travolto dalla sofferenza che assume un'espressione di emerito gelo e disgusto appena la mia figura entra nel suo campo visivo. Sono impacciato, e per alcuni secondi interminabili, lei mi guarda e io mi tormento le mani fino a quando mi ricordo che vi stringo i fiori..
"Q...questi..sono per lei...le mie più sentite condoglianze..." dico inchinandomi. Le porgo i fiori e faccio uno sforzo immane a tener ferma la voce, che invece, vorrebbe essere rotta dal pianto.
La donna si tira la porta verso di sè in modo che io non possa guardare all'interno e che i parenti non sentano...
"Non so che farmene dei tuoi fiori! Se speri che ti faccia vedere mia figlia ti sbagli! Non farti mai più vedere qui, me l'hai già portata via abbastanza. Sparisci!"
"M..ma io.." riuscì a balbettare solo questo prima che la donna mi strappasse di mano i fiori che le porgevo, strappando la carta che li avvolgeva e il contenuto  gettandomelo in faccia, prima di chiudere la porta sbattendola.
Rimasi lì, a guardare quei fiori distrutti come il mio cuore in quel momento. "Me l'hai già portata via abbastanza" quelle parole mi tuonano in testa improvvisamente. Ma quella donna... sa quanto sua figlia illumini il mio mondo con un solo sorriso? Quella donna, lo sa quanto sua figlia mi abbia aiutato ad essere una persona migliore? Lo sa che sua figlia aveva tantissimo amore da dare e che quando ti stringeva anche un dito con quella mano calda e delicata, ti infondeva il coraggio di mille leoni. Che cosa ho portato via io di sua figlia??? E' vero... l'ho pretesa tutta per me egoisticamente e me l'hanno portata via...non chiedo più nulla per me ormai...
Gli occhiali scuri ora non servono più a nascondere le lacrime e io non faccio nulla per toglierle via. Rimango per qualche minuto ad accarazzere i petali distrutti ma ancora delicati dei fiori, prima di raccoglierli tutti; lasciarli lì non era educato e non avrebbe fatto piacere alla mia piccola che mi raccomandava di essere sempre ordinato. Li alzai uno per uno, raccogliendoli nei brandelli di carta che gettai in una pattumiera più avanti e mi incamminai... destinazione, il nulla.
Cosa avrei fatto adesso? La casa era vuota e buia, deprimente. Sicuramente avrei passato la notte fuori, in giro per cercare di non pensare a niente ma avunque, i ricordi mi tartassavano la mente facendomi stare malissimo, alla fine, raggiungo l'ospedale dove la mia piccola se n'era andata. Mi siedo su un muretto del parcheggio con lo sguardo completamente perso, assente, e fisso le finestre in alto. Solo una era illuminata debolmente. Magari qualcuno stava guardando la televisione per alleviare la solitudine della malattia.
Ormai era così, da oggi sarei stato da solo. Non avrei cercato più nessuno. Se qualcun'altro se ne dovesse andare da me così, credo di non sopportarlo...

"L'operazione è riuscita bene, signor Matsumoto. Il cuore risponde bene a tutti gli impulsi e non ci sono stati segni di rigetto, nè tantomeno complicazioni, di nessun tipo." apro gli occhi, lentamente... la voce del dottore che parla con mio padre, fuori dalla mia stanza, arriva chiara alle mie orecchie, seppure la testa mi faccia male in modo incredibile. Forse è l'effetto dell'anestesia che sta svanendo, ma mi sento addosso mille dolori diversi... almeno, il dolore è la prova che sono vivo. Che ancora esisto, che la mia occasione non è andata sprecata, e che nessuna luce mi ha fatto suo, portandomi via.
Credo di averla sognata... una luce che danzava davanti ai miei occhi; mi incitava a seguirla, e allo stesso tempo mi rifiutava.
"Dio, per fortuna..." sento che mio padre risponde in questo modo al dottore.
"Suo figlio è stato molto forte. Se vuole può vederlo."
"No... preferisco quando si sveglia."
"Come vuole. Adesso devo andare, mi chiamano in sala operatoria. Arrivederla"
Lo sapevo... vai, vai... vai via, scappa come hai sempre fatto, tanto a chi vuoi che importi? Non ci sei mai stato nella mia vita, e adesso vieni a preoccuparti di me? Lo fai perchè sei felice che sono vivo, o forse perchè non morendo, ho intralciato i tuoi piani per l'ennesima volta?
Questa battaglia la vinco sempre io, come vedi, carò papà.
Ciò che mi dispiace è che forse è colpa mia, che non sono mai stato capace di farti capire quanto fosse importante per me il mio sogno.
Tu l'hai sempre rifiutato, me l'hai sempre negato... ma io sono andato contro tutto e tutti, pur di alimentare il mio amore per la fotografia. E adesso, che tu venga a vedermi, dopo anni che non ci parliamo, è perfettamente inutile. Apprezzo il gesto, sul serio, ma non serve poi a molto.
Mi giro verso la finestra della stanza. Il sole è tiepido, ed i raggi illuminano la camera. Mi sembrano secoli che non guardavo il cielo. Non vedo l'ora di tornare ad imprimerlo in uno dei miei ricordi indelebili chiamati foto.
Chiudo di nuovo gli occhi, mentre i rumorini elettrici delle macchine che hanno la funzione di monitorare la mia salute, mi riempie le orecchie.
Sono stanco... ho subito un'operazione complicatissima, ed è stata molto lunga a quanto ho sentito. Ce l'hai fatta, Takanori. Sei ancora vivo.

~To be continued...~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, e a Rosiel, grazie! ^__^
Fangirlato da: LittleKi alle ore 01:02 | link | commenti (2)
Commenti
#1    16 Dicembre 2008 - 19:39
 
Sembra molto interessante, nn vedo l'ora di leggere il seguito^^
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#2    17 Dicembre 2008 - 16:18
 
Grazie *_* adesso posto il secondo capitolo! *O*
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Commenti
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categoria:the gazette, uruha x ruki