Moods: Tranquilla *_*
Listening to: Mika Nakashima ~ Blood
Salve a tutti *_* oggi posto la seconda fanfiction che ho scritto insieme alla mia Rosiel... il pairing è lo stesso di quella precedente, ovvero RukixUruha/UruhaxRuki <33 questa, come trama è molto più carina di Calm envy, ma la lemon qua è molto più consistente XDDDD Buona lettura *_*


SUGAR PAIN
Fandom: The GazettE
Pairing: RukixUruhaxRuki
Genere: Yaoi
Rating:NC-18
Status: One-shot conclusa
Finalmente le prove erano finite, non ce la facevo più. Avevamo aperto una torta per il compleanno di Ruki e mentre Kai spolverava ridendo i coriandoli che Reita continuava a gettargli sulla batteria e Aoi posava le sue chitarre, una acustica e una elettrica nei loro foderi, io mi avvicinai a Ruki che in quel momento, mandava giù un bicchiere di birra e affondò un dito nella panna della torta; "hey Ru....senti, quando tutti se ne vanno....puoi trattenerti, ti devo parlare?" speravo che abboccasse. Avevo preparato una bella sorpresina per il suo compleanno e forse, avrebbe capito i miei sentimenti verso di lui.
Passare il giorno del mio compleanno con le persone che condividevano con me ormai tutte le giornate della mia vita, è sempre stata una cosa che mi ha reso tanto felice.
Anche quel giorno dopo le prove, ero felice che fosse il mio compleanno, e che l'avessi passato con loro, benchè fuori si morisse di freddo e nevicasse. Mi sedetti sul divano osservando i miei amici, e quando Uruha mi si avvicinò e disse che doveva parlarmi, distolsi gli occhi da Reita e Kai, e gli risposi: "Certo, come vuoi."
" Bene..." dissi sorridendo e forse, sembrando più imbarazzato di quanto in realtà non fossi. Mi allontanai avvicinandomi alla mia chitarra per lucidarla e metterla nella sua custodia mentre Reita, continuava a fare casino dietro di me. "Raga per favore smettetela!!" dissi ridendo vedendo che stavano un po degenerando dato che Reita e Aoi si erano gettati addosso a Kai per fargli il solletico.
Scoppiai a ridere e involontariamente, mi voltai verso Ruki che nel frattempo, contiuava a leccarsi le dita ricoperte di panna ridendo. In quel momento, il mio stomaco fece una capriola all'indietro.
Mentre gustavo la panna della morbida torta che mi avevano regalato, ridevo, guardando i miei stupidi compagni di band che giocavano insieme.
Intinsi nuovamente il dito in una parte del dolce, dove ormai si era formato un piccolo fossetto per colpa del mio dito che continuava a prendere panna, e prima di portarmelo alla bocca, incrociai il mio sguardo con quello di Uruha.
Gli sorrisi, e gli feci un occhiolino, per poi tornare a mangiare con tutta calma... calma... certo, forse sarei stato più calmo, se il guardare i suoi occhi stupendi non mi avesse fatto mancare il fiato...
finalmente, quei pazzi si calmarono e dopo che li ebbi obbligati, con l'aiuto di Kai, a ripulire il casino che avevano combinato, si avviarono sulla porta. "Allora Ru... ti aspettiamo a casa per continuare i festeggiamenti?" disse Reita ridendo e battendo una pacca sulle spalle di Ruki. Prima che lui potesse rispondere, intervenni. "No Reita non aspettatelo....devo ancora fargli il mio regalo e non credo che tornerà in tempo...quindi non ci aspettate".
"Perchè, cosa gli hai regalato?" chiese Aoi sgrando gli occhi. "Non sono fatti tuoi Aoi, e poi se lo dico adesso non è più una sorpresa no?" dissi sorridendo per nascondere il mio imbarazzo alla bella figura che mi avevano appena fatto azzeccare mentre Ruki, continuava a guardarmi interrogativo. "Vabbè noi andiamo, a presto allora e divertitevi!" .
Li salutammo con un cenno della mano e chiusi la porta degli studi alle nostre spalle mentre gli altri, si allontanavano nella neve. "Adesso Ruki-chan, vieni con me" dissi prendendolo per mano cercando di non guardarlo negli occhi. Lo condussi nella sala prove e lo lasciai fermo al centro della sala. Presi la mia sciarpa e gliela legai intorno agli occhi poi, lo aiutai ad indossare il pesante giubbino, cappello, guanti e quant'altro perchè sulla moto faceva freddo e la mia macchina era rotta "ecco devi coprirti bene Ru... sulla moto fa freddo..." dissi alzandogli la cerniera del cappotto.
Salutai i miei amici, e seguii Uruha in sala prove.
Volevo chiedergli cosa avesse in mente, ma avevo paura di rovinare la sorpresa, o di fare la domanda sbagliata... in fondo sapevo che Uru è sempre stato irascibile sulle cose da lui pianificate.
Quando sentii che mi bendava, schiusi la bocca per dire qualcosa, ma mi fermai quando sentii che mi infilava il giubotto, e mi diceva che dovevo coprirmi.
"Ok, ma... perchè andiamo sulla moto? Dove mi porti?" chiesi, aggrappandomi a un suo braccio mentre mi chiudeva la cerniera del cappotto.
"mmh....in un posto...." risposi vago. Quando le sue mani strinsero forte il mio braccio, lo guardai con uno sguardo insieme perplesso ed eccitato...peccato che Ruki non poteva vederlo. Già ma potevo vederlo io... quelle labbra che uscivano al di fuori della mia sciarpa e arrossate dal freddo... già, lui non poteva vedermi no? Mi avvicinai. Volevo respirare per un attimo il suo respiro immaginando le mie labbra sulle sue. Non pensai minimamente che se ne potesse accorgere, ma comunque mi ritrassi subito. Non volevo correre rischi inutili. Mi preparai anche io e quando fui pronto, mi rivolsi a lui "bene sono pronto anche io... andiamo?"
Annuii nervosamente, e tesi di nuovo la mano in cerca del suo braccio, o della sua mano... quando trovai un appiglio a cui aggrapparmi, mi strinsi di più nel mio caldo cappotto, e lo seguii a testa bassa, verso quella che per me era una meta del tutto sconosciuta.
Senza esitazione, in un gesto più improvviso che pensato, cercai la sua mano con la mia, e la strinsi forte... abbassai la testa ancora di più, per evitare che mi vedesse... nonostante fossero gelide, avvertivo le mie guance rossissime, e il profumo dolce e pungente al contempo di Uruha, di cui era impregnata la sciarpa, colpiva le mie narici, inebriando i miei sensi, e facendomi sentire in qualche modo "intrappolato" dall'effetto che quel buonissimo odore esercitava su di me. L'odore di Uru... l'odore che avevo sempre desiderato sentire sul mio corpo...
Mentre ripercorrevamo il corridoio degli studios, che pochi minuti prima avevamo percorso con gli altri, le sue mani mi stringevano fortissimo. Dio come avrei voluto strinegrlo forte, abbracciarlo, ma non era quello il momento. Speravo solo che tutto quello che avevo preparato da tre settimane prima, andasse per il verso giusto. Visto che non potevo stringerlo tra le braccia, mi limitai a contraccambiare stringendo altrettanto forte le sue mani. Usciti nella neve, mi diressi verso la mia moto e lo aiutai a salire. Mi accorsi che batteva i denti dal freddo. Montai sulla moto davanti a lui e misi gli occhiali per evitare che qualche fiocco di neve mi cadesse negli occhi mentre guidavo. "Cavolo Ru, già stai congelando... mannaggia.... stringiti a me sulla moto, forse sentirai meno freddo" dissi prendendo le sue mani e facendole incrociare intorno alla mia vita.
Sorrisi appena, mentre guidato dalle sue mani, mi stringevo ai suoi fianchi... lui sapeva più di chiunque altro quanto soffrissi il freddo, ed era sempre quello che più tentava di proteggermi da esso, coprendomi ogni volta di coperte e copertine varie... le sue premure erano così dolci... eppure a me sarebbe bastato il semplice calore del suo corpo, per non sentire più freddo.
Nascosi il viso nella sua spalla, e mi persi ancora una volta nella bellezza del suo profumo. "Fa freddo anche per te, Uru... mi dispiace che ti faccio sempre preoccupare."
" Mi preoccupo per te...perchè...emmh...sei l'unica cosa importante che ho da proteggere...." dissi sussurrando...cercai di coprire l'ultima frase con il rumore del motore della moto e abbassando il mio tono di voce. Partimmo. Il vento ghiacciato, lo sentivo sul mio viso anche sotto il casco...Ruki aveva solo la mia sciarpa a protteggerlo. "Tutto bene??" urlai per fami sentire "Non preoccuparti, una volta arrivati, ti scalderai per bene" dissi imboccando la salita per la montagna.
Il rumore del motore mi impedì di sentire tutta la sua frase, ma sorrisi di nuovo, sicuro del fatto che avesse detto qualcosa di dolce, come era suo solito.
Sono sempre stato una sorta di fratellino minore per i miei amici, ma lui in particolare, mi ha sempre viziato e coccolato fino alle estreme conseguenze.
A volte credo che tanta attenzione nei miei confronti sia anche esagerata... ma in fondo non mi dispiace. Per adesso, è ancora l'unica cosa che mi tiene legato a lui.
Quando mi chiede se va tutto bene, gli faccio un OK con la mano, in modo che mi veda dallo specchietto della moto.
In questo momento poco mi importa del freddo... sono così stretto al suo corpo, che sento di poter anare a fuco da un momento all'altro. Probabilmente non se ne accorge, ma mentre mi stringo più forte alla sua vita, strofino il naso sulla sua schiena, per poi lasciare un lieve bacino sul tessuto del suo giubotto... là, dove vorrei che ci fosse la sua pelle nuda, e non un inutile pezzo di stoffa...
Continuamo a correre. Sento uno strano movimento dietro di me, credo che Ruki si stia scaldando le labbra strofinandole contro la mia schiena. Cercai di aumentare la velocità. Il fatto che Ruki stesse congelando dietro la moto, mi dispiaceva troppo anche perchè lui soffriva tanto il freddo e di certo, non faceva bene a quella bellissima voce che aveva che mi faceva impazzire ogni volta...anche se avrei voluto sentirla in un altro contesto. Tutto questo, più che per il suo compleanno, serviva a fargli capire che io, non potevo più stargli vicino come amico. Ormai erano notti che non dormivo senza pensare a lui e dovevo smetterla, mi stavo ammalando. Così, ho voluto aspettare il suo compleanno. Il suo regalo sono io e il mio amore. Non avevo null'altro di altrettanto importante da offrirgli. Finalmente arrivammo in un piccolo boschetto di abeti ove al centro, sorgeva un vecchio chalet di legno. Era una casetta che era appartenuta a mio nonno abbandonata e che avevo in qualche modo ereditato. Per le tre settimane precedenti al compleanno di Ruki, ero tornato li tutte le notti per ristrutturarlo e metterci all'interno tutto l'indispensabile. L'avevo riverniciato, aggiustato e pulito tutto da solo. Al suo interno erano accese le luci dell'albero di natale e qualche candela che avevo acceso prima di andare agli studios a fare le prove per poi trovare le cose per bene dopo. Aiutai Ruki a scendere e lo condussi davanti alla porta. "Ecco Ru, siamo arrivati. Ora non sentirai più freddo" dissi aprendo la porta. Presi una mano di Ruki e lo condussi all'inteno del salottino e lo feci accomodare a terra, davanti al camino. Lo accesi, " Va meglio adesso?" dissi togliendomi il cappotto e poggiandolo sulle sue spalle visto che tremava ancora.
"Finalmente..." commentai. "Sono curioso..." mi lasciai condurre ancora una volta... -ormai da quella mano morbida e bianca, mi sarei fatto condurre ovunque- ed entrammo in quella che a giudicare dall'odore sembrava una costruzione interamente di legno.
"Va meglio, Uru... ma andrebbe ancora meglio se potessi vedere qualcosa..."
Più che il buio del non veder nulla, ciò che mi affliggeva, era che non riuscivo a distinguere null'altro dal colore scuro della sua sciarpa.
Io invece volevo vedere il suo bellissimo viso, volevo vedere i suoi occhi, la sua bocca... era meno di mezz'ora che tutto ciò era uscito dal mio campo visivo, eppure mi sentivo come un tossicodipendente in astinenza da settimane...
Sentico il calore del camino, e il leggero scoppiettio del fuoco che vi guizzava all'interno.
Una nuova ondata di emozioni mi travolse, quando poggiò sulle mie spalle anche il suo cappotto. "Non ce n'è bisogno, Uru-chan... così prenderai qualche malanno tu." Dov'era? Quanto mi era distante? Perchè non poteva stringermi tra le sue braccia e dirmi che sarei stato suo per sempre? Sarebbe stato il compleanno più bello di tutta la mia vita...
" Non preoccuparti per me, sto benone e poi...ho appena acceso il camino; se senti caldo puoi toglierti i due cappotti. Io...io torno subito". Mi alzai e andai a preparare una bella tazza di cioccolata calda. Mentre la cioccolata bolliva nella pentola lo guardavo...era di spalle. I suoi capelli biondi leggermente ondulati cadevano ribelli sui colletti dei due cappotti mentre lui ci si rannicchiava dentro. Ero in uno stato emotivo inspiegabile. Ero così felice e allo stesso tempo, spaventato a morte. Se avessi avuto un rifiuto? Avrei distrutto il suo compleanno, la nostra amicizia e la mia vita.
Il bollire della cioccolata mi distolse dai miei pensieri e quando fu pronta, la versai in due tazze e tornai da Ruki che era rimasto bendato. Misi tra le sue mani una tazza di ciccolata e sistemai cinque o sei cuscini dietro di noi, anche se Ruki non lo sapeva, e mi sedetti di fronte a lui. "Allora ti sei scaldato?? Bevi che ti fa bene" dissi schiarendomi la voce...
Ancora non riuscivo a capire a cosa cavolo stesse pensando, e speravo di scoprirlo il più presto possibile... quando mi lasciò solo per andare chissà dove, portai le mie ginocchia al petto, e le strinsi con le braccia, avvolgendomi nel calore dei cappotti, e nel buio della sciarpa di Uruha.
Improvvisamente un profumo di cioccolata calda solleticò le mie narici, e si fece sempre più vicino, fino a quando sentii la voce di Uru che parlava vicinissimo a me.
"Adesso sto bene, grazie... c'è un tepore bellissimo..." 'e nel tuo cappotto si sta così bene che ci rimarrei anche per sempre' volevo aggiungere, ma restai in silenzio, in attesa che lui dicesse o facesse qualcosa, sorseggiando con calma la mia cioccolata.
"Si..." dissi avvicinandomi di più "ci ho messo tre settimane per creare questa atmosfera...." dissi sorridendo nervosamente. Posai un attimo la mia tazza a terra e strinsi le mani di Ruki che in quel momento stringevano la tazza di cioccolata. "Senti Ru io....ti ho portato qui perchè....devo dirti qualcosa di importante....però...vorrei che mi promettessi che se la cosa non ti garba, che nulla cambi tra di noi..." dissi con voce quasi sconsolata. Porco cane! Non avevo mai avuto tanta paura come in quel momento...
Lasciai la mia tazza sul pavimento accanto a me, e tornai a stringere le sue mani, cercando magari le parole adatte ad incitarlo a continuare il discorso.
"Uru... toglimi la tua sciarpa dagli occhi... permettimi di guardarti, mentre mi parli. Voglio poter vedere quant'è bello tutto ciò che hai preparato così a lungo." in fondo sapeva quanto amassi i suoi occhi, e quanto mi piacesse guardarli... non gliel'ho mai nascosto. Se solo non avessi nascosto neanche i miei sentimenti, chissà cosa sarebbe successo. "Ti ascolto, Uru-pon... e sono certo che qualunque cosa sia, tra di noi non potrà mai cambiare nulla." Benchè non potessi vederlo, tentai di sorridere a testa bassa per rassicurarlo.
Cavolo Ru....perchè mi chiedi di guardarti negli occhi quando per me, già è difficile pearlarti anche se sei bendato?
Con forza e coraggio, mi misi sulle ginocchia e, portando le mani dietro la sua testa, la condussi lentamente verso di me sciogliendo il nodo. Non so per quale motivo, oltre al cuore che mi sfondava il petto e allo stomaco che faceva capriole, avevo anche il respiro affannato. Quando la benda gli cadde lentamente dagli occhi scoprendoli, sentì il mio viso ribollire e deglutì nervosamente. Eravamo così vicini, forse anche troppo dannazione! Non poteva essere così maledettamente bello! Lentamente mi calai verso le sue labra sfiorandole leggermente con un leggero bacio. Mi schiarì la voce e aggiunsi..."bhè...quello che volevo dirti, c-credo che l'hai capito Ru...qualsiasi cosa ci sia su questo mondo, non è abbastanza come regalo per te...così, è stupido lo so, ma ho deciso di regalarti me e il mio amore per il tuo compleanno..." dissi abbassando lo sguardo sulla cioccolata illuminata da fuoco scoppiettante del camino.
Mentre diceva quelle parole, i battiti del mio cuore diventavano sempre più forti, e me lo sentivo martellare sempre più forte nel petto... di nuovo la sensazione che volesse schizzarmi via dal petto, come ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano, e che le mie orecchie ascoltavano la sua bella voce.
Una voce così profonda e dolce, non poteva che appartenere unicamente all'amore della mia vita.
"Uru-chan..." dissi, interrompendo il suo farfugliare, e prendendo le sue mani tra le mie. "Ascoltami... non potevi farmi un regalo migliore... ho sempre desiderato che un giorno tu mi dicessi qualcosa di simile... provo i tuoi stessi sentimenti da tanto tempo, e non so nemmeno io perchè non mi sono fatto avanti per primo." portai una sua mano all'altezza della mia guancia, e lasciai che mi accarezzasse, per poi lasciarvi un piccolo bacio. "Questo, Uru... è il calore che ho sempre desiderato."
Quando mi disse quelle parole, ci mancava poco che facessi le capriole insieme al mio cuore e al mio stomaco. Non riuscivo a credere alle mie orecchie....ero convinto al 90% che si sarebbe alzato, mi avrebbe dato uno schiaffo, e se ne sarebbe andato da li e invece no. Lui condivideva quei sentimenti che non mi facevano dormire da tanto tempo.
"Ru-Ruki...io..." non riuscì a finire, anche perchè non avevo più parole in realtà per continuare, semplicemete gli gettai le braccia al collo stringendolo forte e baciandolo con quanta passione avevo in corpo facendolo stendere sui cuscini dietro di lui. Finalmente potevo assaporare per bene quelle labbra fantastiche e morbide fin nei più assurdi limiti che sapevano di cioccolata.
Colto alla sprovvista dall'impeto di quel suo gesto tanto passionale quanto colmo di tutto il suo amore, mi lasciai stendere sui cuscini sotto il suo corpo, e ricambiavo ogni suo minimo bacio e ogni sua carezza... sentivo le guance in fiamme, e la mia pelle bollire, vogliosa di sentire la sua sempre di più...
"Uru..." sussurrai, mentre stringevo spasmodicamente la stoffa della sua maglietta nelle mie mani, e mordendo le sue labbra ad un bacio più appassionato. "...io... t-ti voglio..." quanto tempo avevo aspettato, per poter dire una cosa simile... non mi sembrava vero di essere a un passo dal realizzare il mio più bel desiderio...
Sentire come ricambiava le mi carezze, accarezzandomi con altrettandto impeto, le sue mani, quelle piccolissime mani che stringevano fin quasi a strappare la mia maglietta, mi facevano impazzire "Se ti da tanto fastidio Ru, puoi togliermela" dissi sorridendo e liberandomi da un suo morso alle mie labbra. Quando improvvisamente, pronunciò quelle parole che credevo non avrei mai sentito dalle sue labbra solo per me, sorrisi quasi commosso e gli accarezzai il viso rosso e caldo... "anche io ti voglio Ru...ti voglio tanto..." dissi affondando il mio viso tra la sua spalla e il suo collo dove il suo profumo, mi teneva come imprigionato accanto a lui mentre, lentamente, gli sfilai il maglione.
Ricambiando il suo sorriso leggermente in imbarazzo, aspettai che mi togliesse il maglione per far correre di nuovo le mani, dal suo petto,in basso, fino ai fianchi, fino a quando toccai l'orlo della sua maglietta, e finalmente lo liberai da essa; baciai sensualmente il suo collo, accarezzandolo con la punta della lingua, e lasciando un'umida scia di saliva sulla sua pelle, arrivai alla spalla, dove mi fermai a lungo, a cospargerla di baci, e di morsi sempre più vogliosi e passionali.
Le mie mani andarono a sfiorare la sua schiena, insinuando una mano nei suoi pantaloni, e l'altra la diressi verso il suo petto, soffermandomi a stuzzicarne un capezzolo...
"Sono a tua completa disposizione... fai di me tutto ciò che vuoi..."
Finalmente mi liberò da quel fastidio che era la mia maglia. Sentire le sue mani, i suoi baci, i suoi morsi sulla mia pelle, era un qualcosa a cui non avrei rinunciato nemmeno se mi avessero offerto l'intero universo. La sua lingua mi marchiava a fuoco sulla pelle, facendo nascere in me una forte eccitazione. Mi stava infliggendo la più dolce delle torture mentre le sue mani, si muovevano l'una sulla mia natica e l'altra sul mio petto "Ahh...Ru...s-sei fantastico..aah" dissi inarcando la schiena ad occhi chiusi, assaporando ogni suo gesto mentre, muovevo il mio bacino sensualmente su di lui.
Con la mano che tenevo sul suo petto, scesi fino ad incontrare il metallo freddo della fibbia della sua cintura, e la slacciai, cercando di farmi strada più facilmente, e toccare meglio la sua pelle sotto i pantaloni...
"A-anche tu... ahh... m-mi fai impazzire..." sussurrai, mordendomi il labbro inferiore, e gettando indietro la testa, in un gesto dettato dal godimento più puro.
Mi sistemai meglio sotto di lui, aprendo di più le gambe per lasciargli più spazio d'azione, e spostai la mia mano dal sedere all'inguine, conquistando finalmente ciò che avevo sempre voluto fino ad allora. "Uru... mmh... baciami... mordimi... non smettere mai..."
Vederlo godere sotto il mio corpo, Dio mi faceva impazzire. Torturarsi quelle labbra in preda al piacere più puro. Quando la sua mano, una volta slacciatami la cinta, si sposto dalla mia natica al mio inguine, quasi urlai dal piacere, mentre le sue gambe si aprivano un pò di più sotto di me. "Aaaah Ru....si....aaah...non smettere....mmh" mi calai su di lui assaporando la sua pelle dal collo fino a scendere alla pancia per poi risalire sui suoi capezzoli che iniziai a succhiare mentre la sua mano, mi stava facendo impazzire.
Non avevo assolutamente intenzione di smettere... al contrario, volevo fargli raggiungere il paradiso, e non mi importava in che modo; l'unica cosa che contava era vederlo godere insieme a me, grazie ai miei gesti, e farlo totalmente impazzire di piacere.
Infilai la mia mano sotto la sua biancheria intima, e quando il calore della sua eccitazione colpì le mie dita, mi sentii come se coinvolgesse anche il mio corpo, donandomi una serie di scariche elettriche lungo la schiena. "Ahh, Uru... s-sei bellissimo... q-quando... gemi... ahh... fallo ancora... v-voglio sentirti..." sussurrai, avvolgendo con decisione la mia mano intorno al suo sesso.
Lo guardai negli occhi, e non potei fare a meno di imprigionare per l'ennesima volta la sua lingua con la mia...
" Aaaah...si...fino a quanto v-vuoi....aaaah" dissi ansimando ancora più forte. Sapevo che lo eccitava ed urlare, eccitava anche me. Tornai a leccare i suoi capezzoli mentre giocherellavo con l'elastico dei suoi boxer grigi che fuoriuscivano dal jeans. Tornai sulla sua bocca violandola con la mia lingua in modo passionale mentre la mia mano strattonava giù i suoi boxer e i jeans. Mi alzai un attimo per sfilarglieli del tutto, per poi tornare a baciarlo mentre la mia mano, si insinuava fra le sue cosce per cercare la sua eccitazione calda e dura. Iniziai a muovere la mia mano con gesti dolci e decisi allo stesso tempo fino a quando, baciando Ruki, i miei occhi non caddero sulle tazze di cioccolata lasciate a terra. "O-ora....v-voglio portarti...in una dolce pena...hai...mmh..aahh...v-voglia di...v-venirci con me?" dissi afferando la tazza e intingendo un dito nella crema calda contenuta al suo interno. Portai il dito con la cioccolata alle labbra e lo succhiai sensualmente, mentre sentivo il membro di Ruki farsi sempre più duro sotto di me. Intinsi di nuovo il dito nella tazza e portai il mio dito sulle labbra di Ruki facendo in mondo che la sua lingua, accarezzasse il mio dito come se fosse un cibo vitale. Dalla sua bocca poi, trascinai il resto della cioccolata sul suo corpo candido fino ad arrivare al suo membro che spalmai di cioccolata. Arrivai di nuovo alle sue labbra dove vi era rimasta la ciccolata e presi a leccarle, lasciando ogni tanto qualche morso "ahhh Ru....sei la c-cosa più...buona del mondo" asserì scendendo a leccare la cioccolata sul suo coprpo morbido e caldo fino ad arrivare al suo membro che misi tutto in bocca succhiandolo con gusto.
Leccai le mie labbra, per sentire l'ottimo sapore della cioccolata mista alla sua saliva, ed inarcai il bacino quando Uruha mi prese in bocca, incitandolo a darmi sempre più attenzioni...
"Aaah... a-andrei ovunque con t-te...aaah... ooh s-si... così... n-non fermarti... mmmh."
Mi portai un dito alle labbra, e lo morsi con forza, nel tentativo di trattenere le mie urla, ma ottenni dei risultati decisamente scarsi... il piacere che mi infondevano quella bocca meravigliosa e bollente, e quella lingua che sapeva perfettamente come farmi impazzire, era così forte, che tentare di tener ferma la voce era uno sforzo assolutamente inutile.
Strinsi i suoi capelli tra le mie dita, accarezzandogli poi il collo e le spalle, e mentre succhiava con insistenza la mia erezione, ed io lo guardavo, mi veniva un'incredibile voglia di ricambiare ogni sua minima intenzione... avevo voglia di prendere nella mia bocca quella calda eccitazione che chiedeva soltanto di essere liberata dai vestiti e torturata nel migliore dei modi...
Improvvisamente, lo feci staccare da me, e ribaltai le nostre posizioni, facendo stendere lui sul pavimento, e salendo a cavalcioni sul suo bacino. "Adesso... voglio vedere impazzire te, amore mio... voglio farti urlare come non hai mai fatto in vita tua..." cominciai a viaggiare con la lingua lungo tutto il suo corpo, dal collo al petto... presi un po' di cioccolata, e la gustai tranquillamente sui suoi capezzoli, mordendoli appena... per poi spostarmi più in basso; gli sfilai di dosso i pantaloni e i boxer che ancora indossava, e mi posizionai tra le sue gambe, pronto a regalargli il massimo del piacere... "Pronto a toccare il cielo con un dito, Uru?"
Mentre succhiavo, il suo bacino si muoveva perfettamente in sintonia con il mio gesto facendomi godere a fondo del suo sapore. Più succhiavo, più lo vedevo torturarsi dal piacere, più tra le mie dita stringevo uno dei cuscini, visto che avevo la bocca occupata sfogavo in quel modo il mio piacere. Le sue mani tra i miei capelli....sapeva quanto mi facesse impazzire quando mi toccava i capelli e il suo accompagnare i movimenti della mia testa, mi portò a stringere forte i suoi fianchi fino a far scivolare le mie mani sulle sue natiche che presi a stringere forte, fino a quando, Ruki mi staccò da sè.... se non l'avesse fatto, credo che io non mi sarei mai staccato di mia iniaziativa, ma la cosa che mi piacque, fu il fatto che mi fece stendere dove poco prima c'era lui: sui cuscini c'era ancora il calore e il profumo del suo corpo e solo questo bastò ad eccitarmi. Prese la cioccolata e vederlo succhiarsi le dita mi fece paura...era lui che mi sovrastava...il mio piccolo Ruki, aveva trasformato la sua dolcezza in un'incontrastata forza... "S..si...aaaah... fammi impazzire amore mio...." dissi inarcando la schiena all'indietro , mentre il mio bacino si muoveva incontrollato sotto di lui. Quando la crema calda prese a colare sui miei capezzoli, d'istinto guardai fuori la finestra dove fioccavano piccole palline di neve e mi venne in mente il contrasto che c'era con la neve e con il calore che emanava il mio corpo in quel momento.
Quando la bocca di Ruki prese a gustare la cioccolata sui miei capezzoli, sfilandomi poi gli ultimi indumenti che avevo addosso, iniziai ad urlare quanto più potevo..." aaaha...S-si Ru....sii il mio orgasmo...aaah" urlai mentre le sue labbra si avvicinavano pericolosamente alla mia eccitazione.
Alle sue parole sorrisi con una malizia e con una punta di perversione che normalmente non mi sarebbero appartenute... partendo dal ginocchio, cominciai a baciare le sue gambe, ed accarezzarle come se fossero la cosa più preziosa del mondo; salii un po' più su, su quelle sue magnifiche cosce che solo dio sapeva quanto cazzo mi facevano impazzire... quante volte, mentre leccavo il manico della sua chitarra durante i live, immaginavo che sotto la mia lingua ci fosse la sua morbida e chiarissima pelle, invece di quel legno amaro...
Intinsi la mia mano nella tazza di cioccolata, e cominciai a versarla nel suo interno coscia, leccandola e mordendola con calma, approfondendo i morsi, man mano che la cioccolata veniva inghiottita dalla mia lingua... mi leccali le labbra, nel guardare i segni rossi che avevo lasciato sulla sua coscia, e rivolsi poi lo sguardo al suo viso, puntandolo nei suoi occhi.
"Si... ti farò impazzire lentamente... ti regalerò un orgasmo fantastico... tanto bello, che non ti stancherai mai di averne..." mi avvicinai alla sua eccitazione, e senza accontentarlo subito, presi ad accarezzarlo con la lingua in tutta la sua lunghezza, e mentre facevo ciò, per dar sollievo alla mia erezione che pulsava in attesa di attenzioni, strusciavo il mio bacino contro i cuscini, in un movimento che mi dava i brividi.
Mi avvicinai alla punta del suo sesso, e ne leccai la punta, guardandolo rabbrividire di piacere sotto di me, totalmente succube delle emozioni che io gli regalavo...
"Ah... Uru... è c-caldo... d-duro..." lo presi completamente in bocca, e cominciai a torturarlo piacevolmente, con la mia lingua. "E'... b-buonissimo, il tuo... sapore..." nonostante fosse ancora ben lontano dal raggiungere l'orgasmo, riuscivo a sentire perfettamente il suo sapore un po' amaro, ma che sapevo per certo avrei gradito tantissimo.
"Fammi sentire la tua voce... dimmi quanto ti piace..."
Mentre la sua lingua percorreva le mie cosce, succhiando la mia pelle e lasciandovi leggeri ma prepotenti morsi, la mia pelle si arrossava mentre io non facevo nulla per impedrmi di urlare e quasi strappare i cuscini, in preda a violenti brividi di puro piacere. Alzai a fatica la mia testa per guardarlo a mia volta negli occhi quando mi disse quelle parole "aaaaaaahhh Ruki...s-ssiiii....aaaaah" .Adesso, potevo capire quanto fosse eccitante la cioccolata! Che idea che mi era venuta... Quando le sue labbra sfiorarono il mio membro che ero convinto, stesse per scoppiare, presi il primo cuscino che mi capitò tra le mani per poi metterlo in bocca e affondarci i denti. "Ru....aaahh....s-sei....fantast..ico ahhhh...n-non....mmmh...non avevo mai...provato tanto p-piacere....aah...t-ti amo piccolo.......aaaah" . La sua voce, le parole che usava tutto, mi stava facendo impazzire. " A-anche tu...sei b-buonissimo...a-amore....aaaaah....m-mi....piace...troppo aaahhh". disi con quel po' di fiato che mi era rimasto per poi riprendere a mordere il cuscino, mentre sulla mia fronte, scendeva indifferente una goccia di sudore, ma non era certo il caldo del camino a farmi sudare. Era il calore del suo corpo che avrei amato con tutto me stesso, fino alla fine.
Consapevole di fargliene provare anche di più, continuai a succhiare il suo sesso ormai durissimo, e al movimento della mia bocca, vi aggiunsi quello di una mano; strinsi con possessione, facendolo quasi sussultare... la persona più bella che conoscevo, quella che più amavo al mondo, era così bella da vedere lì, distesa su quel pavimento cosparso di cuscini, persa nel piacere più puro... mi stava mandando troppo in tilt, non ce la facevo più!
"Uru..." sussurrai "Sei tu che sei stupendo... non ho mai visto niente di più bello al mondo... mai sentito niente di più eccitante... della tua voce che urla mentre godi..." quando mi accorsi che il movimento del mio bacino sui cuscini non bastava più a soddisfarmi, portai una mano tra le mie gambe, e cominciai a darmi piacere, allo stesso ritmo con cui la mia bocca ne dava a lui.
"Ti piace, amore mio? Eh? Ne vuoi ancora... vuoi di più? Dimmi tutto ciò che vuoi che faccia... ogni tuo desiderio è un ordine..." con l'altra mano, strinsi forte una sua morbida natica, e in quel momento più che mai mi sembrò di esplodere... "Ahhhh... s-sii... anche io... anche io ti amo... t-tantissimo... ahh..."
Ormai la sua bocca mi stava facendo impazzire in tutti i sensi. Quando aggiunse anche il movimento della mano, che stringeva parecchio forte, credetti di scoppiare e infatti, mi uscì una lacrima. Stavo provando l'estremo piacere, il più puro che ci potesse esistere, dato dal fatto che a procurarmelo, era la persona che amavo, la sola unica persona che abbia mai amato con tutto me stesso. Avevo cercato di resistere ma quando la sua mano raggiunse le mie natiche accarezzandole con impeto venni tra le sue mani. "Aaaah R-Ru..ti prego...t-ti...voglio...aaaah" risposi urlando insieme a lui.
Chiusi gli occhi, quando raggiunse l'apice, per gustare appieno il suo sapore più intimo, e quando mi staccai da lui, ingoiai goccia dopo goccia tutto il suo seme, che mi sembrava avesse il sapore dello zucchero, mentre si dissolveva sulla mia lingua.
Scossi la testa per spostare un ciuffo di capelli dalla mia fronte sudata, e mi chinai su di lui, per baciarlo ancora una volta su quelle labbra stupende...
"Anche io... ti voglio... voglio farti mio... prenderti con tutte le mie forze... e voglio che tu mi faccia tuo..." allungai una mano sul suo corpo, e portai un dito ancora bagnato del suo seme alla sua stretta entrata, forzandola appena, per prepararla. "Adesso... voglio che impazzisci sempre di più... non mi basta ciò che hai fatto finora... voglio sentirti urlare ancora più forte..."
Finalmente un pò di tregua... mi stava ammazzando. Quando raggiunse le mie labbra, presi il suo viso tra le mani, mentre il mio respiro non voleva saperne di regolarizzarsi. Lo attirai sulle mie labbra, assaporando il mio stesso sapore dalla sua lingua. Cercavo di calmarmi mentre lui mi diceva quelle parole e risposi con quel poco fiato che avevo " N-non...a..aspetto altro..amore mio..." Non ebbi il tempo di finire che le sue dita, violarono la mia entrata più intima facendomi anarcare prima la schiena all'indietro per poi, affondare il viso sulla sua spalla e stringerlo forte "aaah.....m-mi....stai f-facendo....AAaah ...i-impazzire..." sussurrai mentre le sue dita continuavano a muoversi dentro di me.
Vedendo che il suo respiro non riusciva a calmarsi, e il suo cuore non smetteva di battere alla velocità della luce, fermai per qualche istante il movimento delle mie dita dentro di lui... mi abbassai sul suo viso e gli baciai la fronte imperlata di sudore... aveva le guance in fiamme, e le sue mani si stringevano forte alle mie spalle, nel tentativo di trattenersi...
"Posso entrare, tesoro? Non ce la faccio più... sto impazzendo anche io, non sai quanto... muoio dalla voglia di entrarti dentro..." ne avevo un bisogno quasi disperato... un debole sorriso fu la risposta che aspettavo, e finalmente estrassi le dita da quel corpo mozzafiato, lasciando che la mia eccitazione vi prendesse posto...
In quel momento, sentire la sua voce mi faceva sentire protetto e allo stesso tempo, mi teneva eccitato. Volevo ancora di più...sì, anche se ero esausto, anche se non ce la facevo più, lo volevo con tutte le mie forze. Sorrisi debolmente per fargli capire di entrare....non avevo nemmeno più la forza per parlare. lo strinsi forte a me pronto ad accoglierlo e quando finalmente sentì il suo membro caldo farsi strada fra le mie natiche, presi gemere sommessamente nel suo orecchio in modo da fargli sentire il mio respiro e la mia voce mentre contraevo i muscoli per far provare anche a lui il puro piacere mentre mi stava dentro.
Entrai lentamente nel suo corpo, ed immediatamente sentii una piacevolissima sensazione travolgere le mie membra stanche... riempire Uruha di me stesso, era probabilmente la cosa più bella che ero riuscito a fare fino ad allora... e mentre cominciavo a spingermi dentro di lui, all'inizio con un ritmo dolce e sensuale, mi rendevo conto sempre di più di quanto lo amassi, e di quanto non potessi davvero vivere senza di lui.
"Va...aah... t-tutto bene, a-amore?" gli chiesi, baciandolo tra una spinta e l'altra. "L-lo sai che... aaah... s-si sta benissimo... dentro di te? Sei... s-stupendo... c-caldo... m-morbido... e s-sei aah... tutto mio..." mi piaceva dirgli parole del genere all'orecchio... lo eccitava sentire la mia voce, lo sentivo dal modo in cui si stringeva contro di me, ed aumentava l'intensità dei suoi gemiti. Stavo perdendo la ragione...
Quel suo modo di spingere dentro di me così sensuale mi faceva impazzire, la sua voce si confondeva con i miei gemiti....era una cosa di cui davvero non ci sono parole. Lo strinsi talmente forte da graffiargli la chiara e delicata pelle.
"Aaaaahh...mmmh...s-sii...v-va tutto bene....aahaaah...siii s-sono...t-tutto tuo...solo per te...aah" dissi nel suo orecchio per poi morderlo con dolcezza ed abbandonarmi nel profumo della sua pelle.
Mi strinsi ai suoi fianchi con le mani, incitandolo a muovere il bacino nella mia direzione, per incontrare meglio le mie spinte, e goderne al massimo... gli accarezzai con calma le cosce, stringendole leggermente tra le mie mani, mentre i miei movimenti nel suo corpo si facevano sempre più irruenti; la sensazione di essere dentro di lui... unirmi a lui nel corpo quanto nell'anima, era qualcosa di semplicemente impagabile ed indescrivibile.
Non sarei mai riuscito a dare un nome a quell'emozione che mi stava letteralmente uccidendo, facendomi perdere nei meandri della follia più pura, del piacere più totalizzante. "Ahhh... d-dio... è s-stupendo... mmh..." mi abbassai nuovamente su di lui, e gli baciai le labbra, sfiorandone il contorno con la punta della lingua. "S-sei b-bellissimo... q-quando urli... aaah... i-in preda al piacere... urla il mio nome, tesoro... f-fammi s-sentire... quanto è bello... aaahh... q-quando esce dalle tue l-labbra in un g-gemito..."
Le sue mani mi invitarono a muovermi in sintonia con lui per farlo entrare di più dentro me. Lo accontentai mentre, in una ricerca spasmodica, cercai la sua mano. Quando l'ebbi trovata, la strinsi forte e la portai alle mie labba dove ne succhiai le dita come se fossero cosparse di cioccolata mentre continuavo a gemere sommessamente. Quando ebbi assaporato fino in fondo le sue dita, portai la sua mano sul mio inguine. Appena prese il mio membro tra le mani accontentai la sua richiesta di sentirmi urlare il suo nome "aaaaaaah...R-Rukiii...Ru...aaah"
Strinsi la mia mano intorno al suo sesso, in una carezza soddisfacente per lui che ne godeva, tanto per me che amavo guardarlo mentre si contorceva dal piacere...
Quando poi accontentò la mia richiesta, ed ansimò il nome con tutte le sue forze, semplicemente non capii più nulla... persi anche quel poco di ragione che mi rimaneva, e spinsi con maggiore forza e velocità nel suo bellissimo corpo; in contemporanea, strinsi più forte anche la sua eccitazione tra le mie dita, e diedi alla mia mano lo stesso ritmo incessante delle mie spinte.
"Ahh... a-ancora... Uru... d-dillo ancora... aaah"
Sapevo che le mie urla e i miei gemiti lo stavano facendo impazzire, me ne accorgevo anche dal fatto che prese a spingere con maggior forza dentro di me facendomi praticamente sciogliere. Le sue spinte, la sua mano, il profumo della sua pelle, la sua voce che mi incitava ad urlare di più mi stavano letteralmente facendo impazzire e strinsi con maggior forza le mie gambe intorno alla sua vita spingendo ancora più forte. "Ru...aaaaah...s-sto...v-venendo...aaaah" urlai strimgendomi a lui. Quando finalmente arrivammo insieme, urlando i nostri nomi, mi staccai da lui piano e mi stesi sui cuscini ad occhi chiusi cercando di riprendere fiato mentre, sulla mia pelle, le sue mani continuavano ad accarezzarmi. Gli avevo dato prima il mio corpo perchè era giusto così, era il suo compleanno ma, dopo aver ripreso fiato, lo avrei fatto mio, avrei finalmente ralizzato il mio desideri più grande, vederlo ansimare sotto di me. Mentre riprendevo fiato, gli presi una mano e lo tirai a me facendo poggiare la sua testa sul mio petto e lo abbracciai forte. "Ti amo Ru...sei la mia vita..." dissi abbracciandolo forte ad occhi chiusi, ascoltando come se me ne fossi accorto solo adesso, lo scoppiettio rilassante delle fiamme nel camino.
Gli sorrisi, con tutta la dolcezza e l'amore di cui sono capace, e mi appoggiai al suo petto, chiudendo gli occhi e cercando di portare il mio respiro alla normalità; la sua pelle sudata e bollente era qualcosa di estremamente piacevole contro la mia, e mi sentivo perfettamente completo... se non per quella sensazione di essere suo anche nel corpo, che ancora mi mancava.
Lo baciai sulle labbra, delicatamente, poi con la punta della lingua mi feci spazio nella sua bocca, e lambii tra le mie labbra il suo inferiore, succhiandolo con attenzione. "Anche io ti amo, amore mio... sei tutto quello che ho sempre desiderato... la cosa più bella che mi sia mai capitata."
"Si..." dissi deglutendo mentre lui si muoveva su di me per raggiungere le mie labbra ancora una volta. Dopo che ebbi assaporato la morbidezza delle sue labbra, risposi guardandolo negli occhi e accarezzandogli il viso "Anche io ho sempre desiderato d-di abbracciarti, stringerti...ma avevo paura, paura che tu mi allontanassi da te..." detto questo mi abbandonai sul suo collo per saggiarlo con piccoli morsi. Lentamente mi alzai, facendolo scivolare sotto di me e lo feci girare di schiena, che rempì di baci e morsi leggeri mentre la mia mano, scendeva verso le sue natiche stringendole con forza per poi piano, infilare un dito per prepararlo. Gli sussurrai all'orecchio...."Ma ora voglio che tu sia tutto mio"
Afferrai un cuscino e ci poggiai sopra la fronte, stringendolo forte anche con le mani, mentre sentivo la sua bocca sulla mia schiena marchiarmi a fuoco, e rendermi totalmente succube delle sue attenzioni.
Nonostante mi fossi appena svuotato in lui, avendo raggiunto il piacere massimo, non vedevo l'ora di provare la stessa sensazione di lui dentro di me... volevo che mi facesse impazzire come io avevo fatto con lui... "Ahhh... s-si... f-fammi tuo..." sussurrai, inarcando la schiena, quando sentii un suo dito penetrare l'entrata del mio corpo. "...ahh... Uru... s-scopami, t-ti prego... s-sto morendo dalla voglia di averti..."
Quando il mio dito entrò in lui, avvertì il brivido che percorreva la sua pelle facendogli inarcare la schiena. Allargai maggiormente le sue gambe per permettere all'altro dito di entrare mentre con l'altra mano, lavoravo sulla mia eccitazione e, per eccitarmi ancora di più, mordevo la sua pelle...
"S-sii...aaaah.....sarai t-tutto mio Ru...e-e...io...aaaaah....mmmmh....s-sto...m-morendo d-dalla....voglia di s-scoparti...aaaaaaah...t-ti....v-voglio!....aaah....s-sei d-di....fuoco aaaaaaaah" mentre dicevo queste parole, prima che venissi tra le mie mani, entrai prepotentemente dentro di lui. I suoi muscoli reaggirono a quella improvvisa intrusione stringendosi intorno al mio membro facendomi urlare di piacere mentre tenevo le mani sui suoi fianchi attirando il suo bacino verso di me per entrare più a fondo.. "S-scusami Ru....aaaaaaaaaaah....m-ma....aaah...t-ti volevo t-troppo...aaaaah"
"Aaaahhh..." urlai con tutto il fiatto dei miei polmoni, alla sua improvvisa entrata nel mio corpo... quello che avevo avvertito non era dolore... era l'ondata travolgente e fantastica di calore dovuta alla sensazione del suo sesso duro dentro il mio corpo... "Ahhh... n-non c-cè... p-problema... aaaah..." inarcai la schiena ancora una volta, sotto le sue irruente spinte, e strinsi forte le mie mani sul cuscino, per sfogare in qualche modo la mia enorme eccitazione. "S-sei t-tu che... m-mi fai... aaahh... d-diventare b-bollente..." con una spinta più profonda, colpì quel piccolo punto dentro di me che mi fece letteralmente sciogliere dal piacere, e come in preda ad una scossa elettrica, non potei che gridare più forte che potevo... "Aaaaahhhh... U-uruha...aaaahh... p-prendimi... c-con tutta... aaah... l-la forza che hai..."
Dopo che mi aveva stremato prima, non sapevo da dove mi usciva tutta quella forza con cui lo stavo prendendo. Stringevo sempre più forte i suoi fianchi, tirandoli violentemente contro il mio corpo mentre la mia bocca, continuava ad assaporare la sua schiena con morsi e baci roventi. Una mia mano prese a scivolare incontrollata verso una sua natica stringendola con forza mentre l'altra, scivolò verso il suo inguine prendendo il suo membro duro e bollente tra le mani e di certo, non fui più dolce delle mie spinte nel muovere la mia mano...volevo sentirlo urlare, volevo fargli provare di stare a un passo dal credere di morire come avevo provato io poco prima, volevo che venisse tra le mie mani. Mentre spingevo ancora e ancora, inarcai la schiena all'indietro con gli occhi serrati dal puro piacere che mi procuravano i suoi muscoli che si stringevano attorno al mio membro mentre, con le mie spinte andavo sempre più in fondo, sempre di più... "Ruuu....aaaaaaaaa....s-sto venendo.....aaaaaaaaaah" dissi stringendolo ancora più forte prepotente mentre urlavo in preda al piacere più puro.
Sentivo il suo corpo andare a fuoco dentro di me, esattamente come il mio... sentivo la sua carne violare sempre più violentemente la mia, e ad ogni fortissima spinta non potevo che urlare, e mordermi le labbra con forza, per i brividi e i sussulti che provavo ogni volta che colpiva in profondità, e con quella forza che non avrei mai pensato gli sarebbe appartenuta... le braccia non mi tenevano più, qualsiasi appiglio era completamente inutile... mi stava sfinendo, e ne volevo sempre di più, non mi importava con che impeto... fare sesso con lui era decisamente la cosa più bella del mondo, per me.
"Ahhhhh... s-siii... v-vieni, U-uru... aaahhha... l-lasciami... v-venire con te... mmmh... r-riempimi di te... amore m-mio..."
Il suo seme caldo, colpì la mia pelle bruciandola come acido, e a tale contatto urlai ancora più forte, sentendomi per la prima volta nella mia vita un essere completamente perfetto.
Aumentai la velocità fin nei limiti più impensati e questo mi fece svuotare completamente nel suo corpo mentre, allo stesso tempo, anche lui veniva tra le mie mani. La mia voglia di assaggiarlo ancora, si fece insistente tra le mie labbra così, uscì piano da lui e lo feci stendere con la schiena sui cuscini, posizionandomi tra le sue gambe per accogliere tra le mie labbra tutto il suo seme. Iniziai a succhiare mentre la sua schiena si piegava spasmodica mentre veniva ancora tra le mie labbra e gustavo a fondo il suo sapore un pò amaro, ma che per me era più buono di qualsiasi altra cosa. Era l'essenza della persona che più amavo. Mi staccai da lui leccandomi le labbra sensualmente per poi risalire verso il suo corpo e stendermi sfinito su di esso abbracciandolo forte.
Quando mi liberai di tutto me stesso nella sua mano, e mi rilassai sotto il suo corpo, mi resi conto di quanto fossi esausto, e di quanto mi avesse completamente privato di ogni mia minima forza...
Per il mio bellissimo amante, evidentemente però non era abbastanza... cominciò a pulirmi dal mio seme, ingoiandolo tutto e facendomi provare nuovamente la sensazione di un forte orgasmo.
Portai le mie mani tra i suoi capelli, accarezzando quelle morbide chiome bionde, mentre lo guardavo leccarsi le labbra con occhi lucidi, soddisfatto dal mio sapore. "S-sei... instancabile, Uruchan... e sei meraviglioso..."
" N- non potrei....mai...stancarmi di te" dissi stringendolo forte mentre le sue dita attraversavano i miei capelli procurandomi dolci brividi lungo la schiena. Aveva ragione, ero instancabile, insaziabile, avevo ancora tantissima voglia di lui ma ci eravamo davvero stremati. Non avevo mai pensato che fare l'amore con la persona della tua vita fosse così, appagante, ti dava tutto. Quindi, adesso che ormai io ero solo suo e lui soltanto mio, che non avremmo dovuto più fingere, che non avremmpo più dovuto nascondere i nostri sentimenti, mi beavo nel stare tra le sue braccia, sul suo corpo che poggiava a sua volta sui cuscini, intorno a noi, sparsi sul tappeto, i nostri vestitii e le coperte che avevo preso appena entrati.Il fuoco continuava a scoppiettare allegro nel camino invidioso che i nostri corpi emanassero più calore e passione delle sue fiamme e io, mi stringevo a lui con la testa poggiata sul suo petto ad ascoltare i battiti del suo cuore che si stavano pian piano stabilizzando mentre le sue mani, continuavano ad accarazzerare i miei capelli facedomi quasi addormentare. In quel momento, stavo così bene che avrei potuto stare così per sempre.
"Allora... non senti più freddo adesso, piccolo?" dissi accarezzandogli il viso con una mano dolcemente.
Sorrisi della sua dolcezza... anche dopo un momento come quello appena trascorso, in cui la passione era stata tanto forte da diventare quasi violenta, era capace di trattarmi come la cosa più preziosa del mondo. Ed era probabilmente davvero ciò che per lui ero.
"No, Uru... non sento più freddo. Adesso che ho ricevuto il calore più bello che esista, mi sento benissimo." Presi la mano che mi stava accarezzando il viso, e vi strofinai piano la mia guancia sul palmo, per poi baciarla dolcemente. "Grazie, Uruha... grazie di tutto."
Sorrisi imbarazzato a quelle parole "grazie a te amore mio....grazie per avermi amato fino in fondo e....grazie di esistere, alla fine..." aggiunsi sorridendo "mi sa che il regalo lo hai fatto tu a me!" mi trascinai più su verso le sue labbra per sfiorarle dolcemente e affondare poi il viso sul suo collo, tra i suoi capelli e stringerlo forte..."Ru....torniamo a casa domani....o vuoi che il mio regalo continui?? tanto la casetta è mia possiamo starcene qui anche per sempre se vuoi, voglio averti solo e soltanto tutto per me...."
"Non chiederei mai niente di meglio..." dissi, prendendo il suo viso tra le mani, e ricambiando ogni suo bacio. "Possiamo stare qui tutto il tempo che vuoi..." mi guardai intorno, e sorrisi. "Prima ero bendato, e non ho avuto modo di vedere bene questo posto... però è davvero bellissimo. Molto romantico..." passare le mie giornate in un posto così, con la persona che più amavo al mondo, sarebbe stata la prospettiva più meravigliosa che potessi desiderare. "No, tesoro... tu mi hai fatto un regalo meraviglioso... mi hai dato il tuo amore. Io l'ho soltanto ricambiato." In quel momento, il mondo fuori da quella casa di montagna, per me non aveva alcun senso, nè la minima importanza. Ciò che davvero importava, era stare tra le braccia di Uruha, fino al momento in cui sarebbe giunta una nuova alba, e anche oltre.
~End~
Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, e a Rosiel, grazie! ^__^