lunedì, 20 ottobre 2008
Moods: Tranquilla *^*
Listening to: Vidoll ~ ...san ga koronda!!

Buonasera *_* Ancora una volta, posto una fanfiction scritta a quattro mani da me e Rosiel, ed è... una morte? Peggio XD... nel senso che secondo me è tanto bella che uccide ç_ç ovvero XD come al solito, i miei pezzi non mi fanno personalmente effetto più di tanto... però, su quelli che scriveva lei ç_____ç mi sono usciti dei lacrimoni tremendi ;____; per spiegarla brevemente, dirò che è struggente, triste, e che trasuda amore ad ogni riga. E' molto particolare, inoltre, e guardando il banner, si intende perfettamente tutta la trama e la situazione psicologica dei personaggi. Ho scelto di metterci soltanto il banner da Rosiel, perchè io, sinceramente, non avrei saputo farne uno altrettanto esplicativo... detto ciò: Pairing sempre lo stesso,avvertenze o altro, sempre le stesse, quindi, buona lettura ^_^



ASPHIXIA
Fandom: The GazettE
Pairing: RukixUruha (UruhaxRuki one-sided)
Genere: Yaoi
Rating:PWP/Rape
Warning: Contiene scene di contenuto sessualmente violento, se andate avanti nella lettura, sarà unicamente responsabilità vostra. Per cui se ciò vi impressiona, o vi da fastidio, cliccate la crocetta rossa in alto a destra, e tutto andrà bene ^_^
Status: One-shot conclusa

Buio. Ansia. Angoscia... eccitazione, passione... Paura. Lacrime. Lacrime che fuoriescono da quel buio che ti hanno imposto. Le cosce bagnate, a causa di un orgasmo provocato dal nulla. Le mani legate.

E' proprio vero che la paura ti fotte.

Se fossi lucido, potrei liberarmi da questa maledetta benda e vedere in faccia chi mi sta facendo questo.

Ma la paura, come ho appena detto, ti fotte, e l'unica cosa che ti passa per la mente è -cosa diavolo sta succedendo?-

Niente indizi. La persona che suppongo stia con me, non si avvicina al mio viso. Credo che abbia paura che possa riconoscerne il profumo.

Mi stava dando amore, o mi stava usando violenza?

Buio. Ansia. Angoscia... eccitazione, passione, paura... ASPHIXIA.

 

Ancora una volta, la mia vittima è in balia delle mie mani, delle mie attenzioni dolci, e allo stesso tempo taglienti come il filo di un rasoio.

Posso chiaramente sentire i suoi brividi spaventati, e le contrastanti sensazioni che gli dono. Eccitazione mista a tormento, lussuria espressa sotto costrizione, e non perché ne avesse voglia... se solo potessi vederti, in questo momento... bendato, con le guance rosse, e le sopracciglia aggrottate, in un'espressione che si perde tra la paura e l'estasi del momento... se solo potessi vedere il tuo corpo nudo, e meraviglioso, che vibra sotto il mio, probabilmente capiresti il perché del mio amore tragicamente perverso, che mi uccide privandomi del respiro...

 

“Ti prego...” dico in preda ad un terrore folle, mentre una lacrima raggiunge le mie labbra; “Perché?... Perché mi fai questo?... t-ti conosco?? d-dimmi chi sei...”

Lo so. Sembro un bambino che viene chiuso in un ripostiglio al buio, al quale viene tolta l'aria, l'ossigeno... la luce. Diviene tutto oppressivo, e ti senti morire dentro, ti senti morire asfissiato.

Adesso sto provando il terrore puro, e la cosa che mi fa più paura, è che sto provando allo stesso tempo, l'orgasmo puro. Non è normale, io non sono normale. So che piango come un bambino, ma poco mi importa, non mi vergogno.

 

Senza toccarlo, ma sfiorandolo appena con la punta di un dito, asciugo una sua lacrima, per poi lasciar morire la mia carezza sulle sue labbra morbide e meravigliose... non posso dirgli chi sono, né se mi conosce... non è ancora il momento.

Semplicemente, cercando di farlo calmare, o almeno di trasmettergli un po' di dolcezza, gli accarezzo le gambe. Purtroppo non so in che altro modo dimostrarti quanto ti amo... non ne sono capace.

 

“Rispondimi... t-ti prego.” dico, alzando le mani, cercando di toccare qualcosa, ma è come afferrare il fumo, il nulla. “Perché mi... fai questo? Che razza di vendetta è? Perché sei così crudele?” dico, mentre una mano morbida e calda mi sfiora il viso, ed io, nonostante la paura, come uno stupido, vi strofino il viso contro, come per accarezzarlo a mia volta, o per cercare calore.

Un'altra mano mi sale su per le gambe, e i brividi mi percorrono come scosse elettriche; sento la mia eccitazione crescere, e un po' me ne vergogno... sono nudo, indifeso, in balia delle mie reazioni psicologiche e fisiche, e non riesco a credere come un uomo, l'essere che ha superato tutti gli altri per intelligenza, possa essere tanto debole e fragile, in un momento come questo.

Improvvisamente, sento una mano afferrare di nuovo il mio membro, e nuovi brividi mi percorrono. “T-ti prego... aaah... s-sono stanco... e s-spaventato... aaah... l-lasciami andare...” dico, urlando e gemendo forte, perché nonostante tutto, questa situazione mi eccita. Lo so, non sono normale.

 

Ascoltare la sua voce che mi prega, che mi chiede chi sono, che mi chiede di lasciarlo andare, è così doloroso, che sento quasi sulla mia pelle i suoi brividi.

Porto una mia mano su di lui, lo accarezzo intimamente, in quel punto, che nonostante la paura gli da anche tanto piacere, e scelgo di rispondergli in un sussurro... un bisbiglio talmente flebile, che basterebbe il rumore del battito d'ali di una farfalla, per coprirlo. “Ssh... cerca di non avere paura... non ti faccio male...” dico soltanto questo, per poi richiudermi nel mio silenzio, ed accarezzare il suo sesso con più intensità.

Anche se mi fa un po' male, questa situazione perversa e crudele, mi riempie di eccitazione... sento come un pugnale conficcarsi nel cuore, ogni volta che penso una cosa simile, ma al dunque, non posso che rispondere con gesti e parole, che rendono la mia esistenza ancor più abominevole ai suoi occhi... “N-non hai la voce... di una persona che vuole essere lasciata andare” sussurro ancora sottovoce, mentre le mie mani si muovono con insistenza su di lui...

 

Un sussurro... finalmente ho meritato una risposta alle mie domande, anche se non ho capito cosa ha detto; la benda che mi ricopre gli occhi, purtroppo mi copre anche le orecchie -per fortuna in modo leggero- da poter percepire un suono, seppur debole, diverso.

“M-mi hai p-parlato? T-ti prego... parlami ancora... aaah” la sua mano continua a torturarmi, e io muovevo per istinto, e in preda all'eccitazione più pura, il bacino verso i suoi movimenti. Poi mi dice che la mia, non è una voce di uno che vuole essere lasciato andare. Questa frase l'ho sentita, o perché lui ha sussurrato più forte, o perché forse si è avvicinato. “N-non puoi... essere così... b-bastardo... c-cosa faresti tu?” dico, adesso arrabbiato.

Non gli basta approfittarsi di me? Deve anche prendermi in giro? Sentivo soffocare... troppi sentimenti...

Maledetto, dolce bastardo.

 

Mi avvicino di pochissimo a lui, in modo che possa sentirmi meglio, senza che debba alzare la voce. Se parlassi, di certo la riconoscerebbe. “Si...” sussurro. “Ti ho detto di non aver paura... ma se hai sentito ciò che ho detto dopo, forse vuol dire che l'hai solo ignorato.” Stringo con più forza la mano sul suo sesso, mentre con l'altra cerco l'apertura del suo corpo, forzandola con un dito. “Rilassati, bellissimo... io farei così.”

 

“C-cosa? ... aahh... i-io non... mmmh... r-riesco a s-sentirti bene... p-perché mi fai questo... ahhh.” dico piangendo ancora più forte.

Se fosse qualcuno che conosco? Qualcuno dei ragazzi? Oddio, non è possibile, morirei se venissi a sapere una cosa del genere.

In questo momento, riesco a pensare solo: -Perdonami Ruki...- esatto. Lui mi piace da sempre. Quando canta, quando ride, quando piange... Ho sempre cercato di stargli vicino, anche se dentro di me, lo amavo tantissimo, e adesso... adesso, per colpa di qualcuno che non ha le palle di mostrarsi, io non avrò più il coraggio di guardare Ruki in faccia. In fondo, non mi ha mai dato speranze.

Sento il respiro abbandonarmi, mi sento come se fossi caduto in un pozzo, o come se quest'ombra nera, mi stesse soffocando con un cuscino. Sento un suo dito entrare nel mio corpo, e allungo le mani. Mani che incontrano il nulla, e cado in avanti a pancia in giù, mentre le sue mani continuano a violare il mio corpo. “...R-ruki...” dico piangendo. L'unica cosa che può alleviare questo dolore, è pensare che sia lui.

Ma pensare che sia lui a farmi questo mi uccide. Mi faccio schifo.

 

Rimango totalmente impietrito, mentre pronuncia quel nome... perché, tra le tante persone che conosce, tra i tanti nomi che potevano uscirgli di bocca, proprio il mio? Per quale motivo? Che possa avere in qualche modo intuito che sono io? Non è possibile... l'ho evitato in ogni modo... mentre aggiungo un altro dito nel suo corpo, l'altra mano va ad accarezzargli la schiena, e cercando di tener ferma la voce il più possibile, mi avvicino al suo orecchio, e sussurro: “A chi appartiene questo nome? Parlami di questa persona... dimmi tutto quello che ti viene in mente su di lui, compreso cosa rappresenta per te...” continuo a muovere le mie dita nel suo corpo, mentre gli bacio la schiena lungo tutta la spina dorsale.

Spero solo che non abbia capito che con quelle quattro semplici lettere mi ha fatto gelare il sangue nelle vene...

 

Le sue dita nel mio corpo mi stanno uccidendo... voglio scappare, ma non posso, sono indifeso e non ne ho nemmeno la forza.

Il mio stato psichico mi uccide più di quello fisico. Lo sento avvicinarsi, sento un calore, poi, il suo alito caldo che mi sussurra quelle parole. Mi sale una rabbia!

“C-che t importa... mmmh... d-di chi è?” stringo tra le mani i lembi del lenzuolo per impedirmi di gemere, per impedirmi di far capire a lui e soprattutto a me che tutto questo mi eccita, e che mi sta facendo godere. Se ci penso, mi faccio schifo davvero. Che miserabile che sono. Io, la vittima di tutto questo, faccio più schifo di chi sta facendo tutta questa messinscena.

“E' s-solo q-qualcuno che... mmmh... n-non avrò mai... ah... il c-coraggio di... guardare in f-faccia mai più... p-per colpa tua!” dico urlando, e battendo le mani sul materasso dalla rabbia. Le sue carezze sulla mia schiena, mi fanno schifo al momento. Lo odio o sto sbagliando? Perché non finisce questo buio?

L'aria che mi manca, non posso meritarla, si Ruki, non ti merito più ormai.

 

“Mi importa... perché che ti piaccia o meno, in questo momento sei mio...” parlo sempre nello stesso modo, anche se ormai sento che tutto ciò diventa sempre più opprimente, ogni minuto che passa.

Non voglio che non mi guardi più negli occhi... i suoi sguardi, e i suoi sorrisi, sono la cosa più bella che ho... e mi fa male pensare che non li merito più; fa malissimo... ma è tutta colpa mia, e non sono degno neanche di sentirmi responsabile per quanto ho fatto... è una cosa che mi eccita troppo, per poterla smettere di punto in bianco... sono diventato dipendente da un tipo di droga fortissimo... che ti fotte fino al midollo, e ti rende completamente pazzo... e dire che le droghe mi hanno sempre fatto schifo, porca puttana! “Su... parlami... mi piace la tua voce.”

 

Riesco a girarmi, e a liberarmi dalle sue dita nel mio corpo. Nonostante non vedessi nulla, puntai il mio sguardo davanti a me, sperando che lo sentisse trafiggerlo da parte a parte.

“I-io non sono tuo... mi fai schifo!” dissi con tutta la rabbia che avevo in corpo, mentre sentivo scendere dal mio viso altre lacrime. “V-visto che vuoi saperlo... puoi avere anche il mio corpo, ma il mio amore è solo di Ruki... s-solo suo e di nessun altro!” urlo. Mi sembra di urlare ad un fantasma... avrei preferito dare anche il mio corpo, solo e soltanto a Ruki... ma non è colpa mia, se al mondo esistono persone cattive, che ti fanno del male, e magari ne ridono. Sto morendo dentro. Non riesco a smettere di piangere.

 

“Sshh... adesso fai silenzio.” blocco le sue braccia sul materasso, e mi porto su di lui, sovrastandolo, nonostante sia più piccolo di lui di statura; sento il suo respiro stanco e spaventato, a pochissimi centimetri dalle mie labbra, e chiudo gli occhi; insieme all'eccitazione, sale dentro di me, anche una rabbia indicibile... rabbia verso di lui, anche se non se la merita... rabbia verso questo me stesso schifoso che non ha nemmeno il coraggio di sbendarlo, e di farsi guardare negli occhi, mentre compie il suo crudele atto di violenza... sfogo ancora una volta tutto questo su di lui, portando una mano tra le sue cosce, forzandole ad aprirle, e penetrarlo con una sola, forte, dolorosa spinta...

 

“No che non sto zi... AAHH” cerco di liberarmi dal suo bloccarmi al materasso, cerco di forzare le mie gambe a non aprirsi, ma sono stanco, debole e spaventato.

Con una spinta molto forte, entra dentro di me, facendomi molto male... sono sicuro che sto sanguinando.

Possibile che un'altra persona sia capace di annullarmi così? Chi è costui che si è preso così violentemente tutto di me? “Aaaaah... mi stai facendo male... L-LASCIAMI!” ormai piango senza ritegno, mentre aumenta le spinte dentro di me. “RUKII... RUKI... P-PERDONAMI...” urlo. Mi senti? Riesci a sentire questo disgraziato che urla il tuo nome in modo così disperato?

Questo mio corpo ormai sporco... potrai mai amarlo? Tu che sei per me l'aria che respiro... ti prego, salvami.

 

Stai zitto, ti prego... fai silenzio, non dire queste cose... non chiedermi perdono, non urlare il mio nome tra le lacrime... non ne sono degno, non lo merito... cosa faresti, se scoprissi che la persona che ami tanto, alla quale stai chiedendo perdono con tanta disperazione... è la stessa che sta violando il tuo corpo ripetutamente, beandosi delle tue urla spaventate, e nascondendosi sotto squallidi gesti violenti?

Probabilmente, smetteresti all'istante di amarmi, e cominceresti a provare nei miei confronti soltanto ripugnanza... non so se posso permetterlo. Per quanto possa essere utile, mi fermo per qualche istante nel suo corpo, e prendo ad accarezzargli le gambe e il sedere, cercando di donargli un po' di piacere, per poi ricominciare a muovermi dentro di lui.

 

“Aaaah... R-rukii... lasciami... b-bastardo... lasciami andare... mmmh... n-non toccarmi!” urlo con tutta la forza che ho in gola, sentendo le sue carezze. Cos'è, un modo per mettere a tacere la sua coscienza sporca? Bhè, non me ne fotte un cazzo della sua coscienza. So solo che ho perso ogni possibilità di dire a Ruki quello che provo per lui. Perché non gliel'ho detto fuori dagli studios, quando mi ha chiesto di tenergli compagnia per fumare una sigaretta, perché? Quando è stato? Ieri? Non lo ricordo nemmeno più, mi sembra di stare in questa situazione da una vita. Cerco di trascinarmi coi gomiti via da quell'essere, ma lui era sopra di me, e mi possiede senza sosta, e io non posso fare altro che piangere, anche se ormai so che è perfettamente inutile. Ho perso ogni possibilità con Ruki, ma magari, anche se tutto questo non fosse successo, non ne avevo comunque di possibilità. Il piccolo Ruki è così bello... sicuramente ci sono tante ragazze ai suoi piedi, che se ne fa di uno stupido disgraziato come me, che urla il suo nome mentre lo stanno violentando?

Il mio corpo sta reagendo incontrollato; goccioline fredde mi scendono dalla fronte, mentre tra le cosce sento il mio liquido caldo e appiccicoso, di nuovo.

“Ti... t-ti prego... l-lasciami” dico debolmente, sfinito e senza voce.

 

Gli ho tolto ormai ogni forza, non gli è rimasta una sola briciola d'energia... l'ho privato di qualsiasi cosa... porto una mano ad accarezzargli i capelli, mentre sento il mio seme sciogliersi dentro di lui, e colpire la sua pelle lacerata come se fosse acido.

Posso solo immaginare quanto debba bruciare, dannazione a me... questo gioco che mi ha eccitato fino alle estreme conseguenze, ha finito per distruggerlo. L'ho ridotto come un uccellino a cui sono state strappate le ali. E ha finito per distruggere me, che anche se non me lo sarei mai aspettato, vederlo così mi fa male eccome... esco dal suo corpo, e lo lascio stare per qualche istante, per poi ricominciare ad accarezzargli i capelli, molto più dolcemente. Quando parlo, la mia voce è ancora un sussurro, ma non più tanto flebile. “E' finita, adesso... ho fatto male i conti di questo misero gioco. Imploro il tuo perdono, anche se non lo merito.”

 

Finalmente esce dal mio corpo, ma non ho la forza di muovermi. Il suo piacere dentro di me, marchia a fuoco. Vorrei che fosse stato Ruki, a farlo con me, ma non in questo modo.

Mi accarezza i capelli, ma non ho nemmeno la forza si scansarmi, riesco solo a rannicchiarmi, portando le gambe al petto. “Misero gioco...” ripeto queste parole fra me e me per molto tempo, prima di trovare la forza di alzarmi, e trovare a tentoni la parete per appoggiarmici. “Tu hai annullato la mia persona per un gioco?” chiesi sconvolto, le mie labbra non riuscivano a chiudersi, e le lacrime non smettevano di scendere. “E... hai anche la faccia tosta di chiedermi perdono?” dico, rannicchiandomi sui cuscini. “Mi hai privato della possibilità di amare l'unica persona che mi rende felice... tu... sei un miserabile!” gli urlo contro. “Slegami, lasciami andare.” mi porto le mani al viso, ma la benda è talmente stretta che non riesco a sfilarla. Mi metto in ginocchio, e allungo le mani che sono ancora legate. Più tardi mi sarei accorto delle piaghe che mi aveva fatto la corda sui polsi. Allungo le mani nel vuoto...

 

Non è che volessi esattamente un gioco... semplicemente, è sbagliato il mio modo di amare. E' sporco, squallido, perverso... non merito altro che il suo odio, tutto qua.

“Mi dispiace di essere stato così crudele e bastardo.” mi dimentico persino di sussurrare, nel momento in cui comincio a piangere anche io, facendomi schifo da solo, e nient'altro. “Qualsiasi cosa io dica, adesso è inutile... quindi, vendicati pure della mia crudeltà, se desideri.” Mi avvicino a lui, mi porto le sue mani alle labbra, baciandole, e lasciandovi cadere sopra le mie lacrime. “Sfogati, e colpiscimi fino a quando ti sarai sentito meglio.”

 

Mentre cerco disperatamente di raggiungerlo, la sua voce, che non è più un sussurro, mi raggiunge bloccando le mie mani a mezz'aria e spaccandomi il cuore. Ora capisco perché sussurrava... la sua voce, l'avrei riconosciuta fra mille. 

“R-ruki...” mormoro, impietrito. “T-ti prego d-dimmi che non sei tu... non puoi essere tu... non è vero...”

Pensavo di aver finito tutte le lacrime, e invece, doveva ancora arrivare il colpo di grazia, Dovevo ancora iniziare a piangere davvero.

Allungo tremante le mani verso di lui, sfiorando il suo petto. Mi è vicino, adesso posso sentire l'odore della sua pelle.

Sento le sue mani che afferrano le mie, e le baciano, mentre le sue lacrime cadono sui miei polsi. “C-come hai potuto farmi questo... ti ho detto che mi fai schifo... io... i-io...”  ritraggo le mani dalla sua stretta e le batto sul letto con rabbia, accasciandomi su di esse. “Come hai potuto farmi una cosa del genere?! Perché?!” urlavo in una crisi disperata. Mi sento davvero soffocare, ogni secondo che quella storia assurda andava avanti. “Hai fatto in modo che io ti odiassi, perché... non sapevo che eri tu... perché? Per quale perverso motivo l'hai fatto? Ti rendi conto che mi hai fatto odiare la persona che amo, eh? TE NE RENDI CONTO?” urlo, e urlo ancora istericamente.

 

“Perché... sono folle... sono così pazzo di te, che ho pensato fosse l'unico modo che avevo per averti... non avrei mai immaginato che mi amassi, pensavo che dovessi prenderti con la forza per farti mio... è stata una mia stupida... e crudele f-fantasia...” ho distrutto tutto... tutto quello che poteva essere la cosa più bella della mia vita, perso per sempre. E' stato come se una seconda identità si fosse impossessata di me, calpestando tutto ciò che ero agli occhi di Uruha. “Me ne rendo conto...” dico, abbassando di nuovo un po' la voce, piangendo lacrime che non meriterei nemmeno di piangere... “Ai tuoi occhi... sono sempre stato una persona dolce... mi coccolavi sempre, mi volevi bene... e seppure io ti ami con tutto me stesso, ho mandato tutto in frantumi... reagisci, ti scongiuro... fammi provare tutto il dolore che senti adesso... svegliamoci da quest'incubo orribile che ho creato, e che non riesco a fermare...” Dio, abbandonami. Lasciami morire in balia della sua rabbia, ti prego... a che cosa cavolo serve, il pentimento, in un momento simile?

 

A malapena riesco a trovare la forza di alzarmi, e camminando in ginocchio, fino a raggiungerlo. Sento le mie lacrime scorrere, e il suo respiro sulle mie labbra. Quando lo sento abbastanza vicino, chiudo le mani a pugno, e lo colpisco in pieno viso, facendolo cadere sul letto.

“Mi bastava che me lo chiedessi, no?” alzo le mani fino al suo viso, che è bagnato dalle lacrime, e con un rivolo di sangue che gli scende dalle labbra, non posso vedere, quindi non so cosa sia, e glielo asciugo con il dorso della mano. “Di una cosa, non posso proprio perdonarti... non sapevo che fossi tu, e ti ho detto delle cose orribile, io... mi sento soffocare se solo ci penso...” dico, stringendo il viso di Ruki tra le mie mani ancora legate. Lo lascio andare, e passo le mie braccia sulla sua testa, in modo da abbracciarlo. “Ma ti prego, amore mio, se fino ad adesso c'è stato odio, amami come tu sai fare, lascia che ti mostri come ti amo io...”

Si, Ruki, ti amo con tutto me stesso, e non riesco ad odiarti nemmeno dopo tutto questo. D'altronde, eri tu che chiamavo prima, no? E in fondo, se sei arrivato a questo punto, è stata anche colpa mia. Se solo mi fossi dichiarato prima, tutto questo non sarebbe successo.

 

La cosa più brutta è proprio questa... che nonostante il mio comportamento sia stato quello di una persona che prova odio, io provo verso di lui soltanto amore; amore nella sua forma più pazza e violenta, ed è stato questo a farmi perdere la ragione.

Merito il suo pugno come ne merito mille altri ancora... meriterei che mi annientasse sotto il peso del suo dolore immane, e invece... dopo avermi colpito con ciò che gli rimaneva della sua forza, mi abbraccia. E non c'è bisogno che tu mi chieda di amarti, tesoro mio, perché ti amo più della mia vita.

Avvolgo le mie braccia intorno alla sua vita con delicatezza; adesso ho quasi paura di toccarlo, e di fargli male... “Ti amo, Uruha... riusciresti a sopportare... un amore così grande e disperato? Io non voglio altro che mi ami... non potevo chiedertelo in modo peggiore. Perdonami.”

 

“Perdonami tu, per averti detto quelle cose orribili, se tutto questo è successo è stata colpa mia, dovevo dirti ciò che provo quando ne avevo l'occasione...” dico, praticamente sulle sue labbra, che sfioro piano.

Prima mi chiedevo perché non mi baciasse, ma adesso sono contento che non l'abbia fatto.

Così non ho il ricordo di un bacio che non è di Ruki, ma di qualcosa di oscuro che stava quasi riuscendo a distruggerci.

Adesso lo sto amando, gli sto insegnando ad amare, adesso conduco io il gioco, ma con tutto l'amore di questo mondo.

Non permetterò a nulla di distruggerci, non permetterò più a nulla di soffocarci, un amore vero non può morire di ASPHIXIA.

~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, e a Rosiel, grazie! ^__^

Fangirlato da: LittleKi alle ore 23:01 | link | commenti (26) | commenti (26)(pop-up)
categoria:the gazette, ruki x uruha x ruki
domenica, 12 ottobre 2008

Moods: Tranquilla *_*
Listening to: Mika Nakashima ~ Blood

Salve a tutti *_* oggi posto la seconda fanfiction che ho scritto insieme alla mia Rosiel... il pairing è lo stesso di quella precedente, ovvero RukixUruha/UruhaxRuki <33 questa, come trama è molto più carina di Calm envy, ma la lemon qua è molto più consistente XDDDD Buona lettura *_*

SUGAR PAIN
Fandom: The GazettE
Pairing: RukixUruhaxRuki
Genere: Yaoi
Rating:NC-18
Status: One-shot conclusa

Finalmente le prove erano finite, non ce la facevo più. Avevamo aperto una torta per il compleanno di Ruki e mentre Kai spolverava ridendo i coriandoli che Reita continuava a gettargli sulla batteria e Aoi posava le sue chitarre, una acustica e una elettrica nei loro foderi, io mi avvicinai a Ruki che in quel momento, mandava giù un bicchiere di birra e affondò un dito nella panna della torta; "hey Ru....senti, quando tutti se ne vanno....puoi trattenerti, ti devo parlare?" speravo che abboccasse. Avevo preparato una bella sorpresina per il suo compleanno e forse, avrebbe capito i miei sentimenti verso di lui.

Passare il giorno del mio compleanno con le persone che condividevano con me ormai tutte le giornate della mia vita, è sempre stata una cosa che mi ha reso tanto felice.
Anche quel giorno dopo le prove, ero felice che fosse il mio compleanno, e che l'avessi passato con loro, benchè fuori si morisse di freddo e nevicasse. Mi sedetti sul divano osservando i miei amici, e quando Uruha mi si avvicinò e disse che doveva parlarmi, distolsi gli occhi da Reita e Kai, e gli risposi: "Certo, come vuoi."

" Bene..." dissi sorridendo e forse, sembrando più imbarazzato di quanto in realtà non fossi. Mi allontanai avvicinandomi alla mia chitarra per lucidarla e metterla nella sua custodia mentre Reita, continuava a fare casino dietro di me. "Raga per favore smettetela!!" dissi ridendo vedendo che stavano un po degenerando dato che Reita e Aoi si erano gettati addosso a Kai per fargli il solletico.
Scoppiai a ridere e involontariamente, mi voltai verso Ruki che nel frattempo, contiuava a leccarsi le dita ricoperte di panna ridendo. In quel momento, il mio stomaco fece una capriola all'indietro.

Mentre gustavo la panna della morbida torta che mi avevano regalato, ridevo, guardando i miei stupidi compagni di band che giocavano insieme.
Intinsi nuovamente il dito in una parte del dolce, dove ormai si era formato un piccolo fossetto per colpa del mio dito che continuava a prendere panna, e prima di portarmelo alla bocca, incrociai il mio sguardo con quello di Uruha.
Gli sorrisi, e gli feci un occhiolino, per poi tornare a mangiare con tutta calma... calma... certo, forse sarei stato più calmo, se il guardare i suoi occhi stupendi non mi avesse fatto mancare il fiato...

finalmente, quei pazzi si calmarono e dopo che li ebbi obbligati, con l'aiuto di Kai, a ripulire il casino che avevano combinato, si avviarono sulla porta. "Allora Ru... ti aspettiamo a casa per continuare i festeggiamenti?" disse Reita ridendo e battendo una pacca sulle spalle di Ruki. Prima che lui potesse rispondere, intervenni. "No Reita non aspettatelo....devo ancora fargli il mio regalo e non credo che tornerà in tempo...quindi non ci aspettate".
"Perchè, cosa gli hai regalato?" chiese Aoi sgrando gli occhi. "Non sono fatti tuoi Aoi, e poi se lo dico adesso non è più una sorpresa no?" dissi sorridendo per nascondere il mio imbarazzo alla bella figura che mi avevano appena fatto azzeccare mentre Ruki, continuava a guardarmi interrogativo. "Vabbè noi andiamo, a presto allora e divertitevi!" .
Li salutammo con un cenno della mano e chiusi la porta degli studi alle nostre spalle mentre gli altri, si allontanavano nella neve. "Adesso Ruki-chan, vieni con me" dissi prendendolo per mano cercando di non guardarlo negli occhi. Lo condussi nella sala prove e lo lasciai fermo al centro della sala. Presi la mia sciarpa e gliela legai intorno agli occhi poi, lo aiutai ad indossare il pesante giubbino, cappello, guanti e quant'altro perchè sulla moto faceva freddo e la mia macchina era rotta "ecco devi coprirti bene Ru... sulla moto fa freddo..." dissi alzandogli la cerniera del cappotto
.

Salutai i miei amici, e seguii Uruha in sala prove.
Volevo chiedergli cosa avesse in mente, ma avevo paura di rovinare la sorpresa, o di fare la domanda sbagliata... in fondo sapevo che Uru è sempre stato irascibile sulle cose da lui pianificate.
Quando sentii che mi bendava, schiusi la bocca per dire qualcosa, ma mi fermai quando sentii che mi infilava il giubotto, e mi diceva che dovevo coprirmi.
"Ok, ma... perchè andiamo sulla moto? Dove mi porti?" chiesi, aggrappandomi a un suo braccio mentre mi chiudeva la cerniera del cappotto.

"mmh....in un posto...." risposi vago. Quando le sue mani strinsero forte il mio braccio, lo guardai con uno sguardo insieme perplesso ed eccitato...peccato che Ruki non poteva vederlo. Già ma potevo vederlo io... quelle labbra che uscivano al di fuori della mia sciarpa e arrossate dal freddo... già, lui non poteva vedermi no? Mi avvicinai. Volevo respirare per un attimo il suo respiro immaginando le mie labbra sulle sue. Non pensai minimamente che se ne potesse accorgere, ma comunque mi ritrassi subito. Non volevo correre rischi inutili. Mi preparai anche io e quando fui pronto, mi rivolsi a lui "bene sono pronto anche io... andiamo?"

Annuii nervosamente, e tesi di nuovo la mano in cerca del suo braccio, o della sua mano... quando trovai un appiglio a cui aggrapparmi, mi strinsi di più nel mio caldo cappotto, e lo seguii a testa bassa, verso quella che per me era una meta del tutto sconosciuta.
Senza esitazione, in un gesto più improvviso che pensato, cercai la sua mano con la mia, e la strinsi forte... abbassai la testa ancora di più, per evitare che mi vedesse... nonostante fossero gelide, avvertivo le mie guance rossissime, e il profumo dolce e pungente al contempo  di Uruha, di cui era impregnata la sciarpa, colpiva le mie narici, inebriando i miei sensi, e facendomi sentire in qualche modo "intrappolato" dall'effetto che quel buonissimo odore esercitava su di me. L'odore di Uru... l'odore che avevo sempre desiderato sentire sul mio corpo...

Mentre ripercorrevamo il corridoio degli studios, che pochi minuti prima avevamo percorso con gli altri, le sue mani mi stringevano fortissimo. Dio come avrei voluto strinegrlo forte, abbracciarlo, ma non era quello il momento. Speravo solo che tutto quello che avevo preparato da tre settimane prima, andasse per il verso giusto. Visto che non potevo stringerlo tra le braccia, mi limitai a contraccambiare stringendo altrettanto forte le sue mani. Usciti nella neve, mi diressi verso la mia moto e lo aiutai a salire. Mi accorsi che batteva i denti dal freddo. Montai sulla moto davanti a lui e misi gli occhiali per evitare che qualche fiocco di neve mi cadesse negli occhi mentre guidavo. "Cavolo Ru, già stai congelando... mannaggia.... stringiti a me sulla moto, forse sentirai meno freddo" dissi prendendo le sue mani e facendole incrociare intorno alla mia vita.

Sorrisi appena, mentre guidato dalle sue mani, mi stringevo ai suoi fianchi... lui sapeva più di chiunque altro quanto soffrissi il freddo, ed era sempre quello che più tentava di proteggermi da esso, coprendomi ogni volta di coperte e copertine varie... le sue premure erano così dolci... eppure a me sarebbe bastato il semplice calore del suo corpo, per non sentire più freddo.
Nascosi il viso nella sua spalla, e mi persi ancora una volta nella bellezza del suo profumo. "Fa freddo anche per te, Uru... mi dispiace che ti faccio sempre preoccupare."

" Mi preoccupo per te...perchè...emmh...sei l'unica cosa importante che ho da proteggere...." dissi sussurrando...cercai di coprire l'ultima frase con il rumore del motore della moto e abbassando il mio tono di voce. Partimmo. Il vento ghiacciato, lo sentivo sul mio viso anche sotto il casco...Ruki aveva solo la mia sciarpa a protteggerlo. "Tutto bene??" urlai per fami sentire "Non preoccuparti, una volta arrivati, ti scalderai per bene" dissi imboccando la salita per la montagna.

Il rumore del motore mi impedì di sentire tutta la sua frase, ma sorrisi di nuovo, sicuro del fatto che avesse detto qualcosa di dolce, come era suo solito.
Sono sempre stato una sorta di fratellino minore per i miei amici, ma lui in particolare, mi ha sempre viziato e coccolato fino alle estreme conseguenze.
A volte credo che tanta attenzione nei miei confronti sia anche esagerata... ma in fondo non mi dispiace. Per adesso, è ancora l'unica cosa che mi tiene legato a lui.
Quando mi chiede se va tutto bene, gli faccio un OK con la mano, in modo che mi veda dallo specchietto della moto.
In questo momento poco mi importa del freddo... sono così stretto al suo corpo, che sento di poter anare a fuco da un momento all'altro. Probabilmente non se ne accorge, ma mentre mi stringo più forte alla sua vita, strofino il naso sulla sua schiena, per poi lasciare un lieve bacino sul tessuto del suo giubotto... là, dove vorrei che ci fosse la sua pelle nuda, e non un inutile pezzo di stoffa...

Continuamo a correre. Sento uno strano movimento dietro di me, credo che Ruki si stia scaldando le labbra strofinandole contro la mia schiena. Cercai di aumentare la velocità. Il fatto che Ruki stesse congelando dietro la moto, mi dispiaceva troppo anche perchè lui soffriva tanto il freddo e di certo, non faceva bene a quella bellissima voce che aveva che mi faceva impazzire ogni volta...anche se avrei voluto sentirla in un altro contesto. Tutto questo,  più che per il suo compleanno, serviva a fargli capire che io, non potevo più stargli vicino come amico. Ormai erano notti che non dormivo senza pensare a lui e dovevo smetterla, mi stavo ammalando. Così, ho voluto aspettare il suo compleanno. Il suo regalo sono io e il mio amore. Non avevo null'altro di altrettanto importante da offrirgli. Finalmente arrivammo in un piccolo boschetto di abeti ove al centro, sorgeva un vecchio chalet di legno. Era una casetta che era appartenuta a mio nonno abbandonata e che avevo in qualche modo ereditato. Per le tre settimane precedenti al compleanno di Ruki, ero tornato li tutte le notti per ristrutturarlo e metterci all'interno tutto l'indispensabile. L'avevo riverniciato, aggiustato e pulito tutto da solo. Al suo interno erano accese le luci dell'albero di natale e qualche candela che avevo acceso prima di andare agli studios a fare le prove per poi trovare le cose per bene dopo. Aiutai Ruki a scendere e lo condussi davanti alla porta. "Ecco Ru, siamo arrivati. Ora non sentirai più freddo" dissi aprendo la porta. Presi una mano di Ruki e lo condussi all'inteno del salottino e lo feci accomodare a terra, davanti al camino. Lo accesi, " Va meglio adesso?" dissi togliendomi il cappotto e poggiandolo sulle sue spalle visto che tremava ancora.

"Finalmente..." commentai. "Sono curioso..." mi lasciai condurre ancora una volta... -ormai da quella mano morbida e bianca, mi sarei fatto condurre ovunque- ed entrammo in quella che a giudicare dall'odore sembrava una costruzione interamente di legno.
"Va meglio, Uru... ma andrebbe ancora meglio se potessi vedere qualcosa..."
Più che il buio del non veder nulla, ciò che mi affliggeva, era che non riuscivo a distinguere null'altro dal colore scuro della sua sciarpa.
Io invece volevo vedere il suo bellissimo viso, volevo vedere i suoi occhi, la sua bocca... era meno di mezz'ora che tutto ciò era uscito dal mio campo visivo, eppure mi sentivo come un tossicodipendente in astinenza da settimane...
Sentico il calore del camino, e il leggero scoppiettio del fuoco che vi guizzava all'interno.
Una nuova ondata di emozioni mi travolse, quando poggiò sulle mie spalle anche il suo cappotto. "Non ce n'è bisogno, Uru-chan... così prenderai qualche malanno tu." Dov'era? Quanto mi era distante? Perchè non poteva stringermi tra le sue braccia e dirmi che sarei stato suo per sempre? Sarebbe stato il compleanno più bello di tutta la mia vita...

" Non preoccuparti per me, sto benone e poi...ho appena acceso il camino; se senti caldo puoi toglierti i due cappotti. Io...io torno subito". Mi alzai e andai a preparare una bella tazza di cioccolata calda.  Mentre la cioccolata bolliva nella pentola lo guardavo...era di spalle. I suoi capelli biondi leggermente ondulati cadevano ribelli sui colletti dei due cappotti mentre lui ci si rannicchiava dentro. Ero in uno stato emotivo inspiegabile. Ero così felice e allo stesso tempo, spaventato a morte. Se avessi avuto un rifiuto? Avrei distrutto il suo compleanno, la nostra amicizia e la mia vita.
Il bollire della cioccolata mi distolse dai miei pensieri e quando fu pronta, la versai in due tazze e tornai da Ruki che era rimasto bendato. Misi tra le sue mani una tazza di ciccolata e sistemai cinque o sei cuscini dietro di noi, anche se Ruki non lo sapeva, e mi sedetti di fronte a lui. "Allora ti sei scaldato?? Bevi che ti fa bene" dissi schiarendomi la voce...

Ancora non riuscivo a capire a cosa cavolo stesse pensando, e speravo di scoprirlo il più presto possibile... quando mi lasciò solo per andare chissà dove, portai le mie ginocchia al petto, e le strinsi con le braccia, avvolgendomi nel calore dei cappotti, e nel buio della sciarpa di Uruha.
Improvvisamente un profumo di cioccolata calda solleticò le mie narici, e si fece sempre più vicino, fino a quando sentii la voce di Uru che parlava vicinissimo a me.
"Adesso sto bene, grazie... c'è un tepore bellissimo..." 'e nel tuo cappotto si sta così bene che ci rimarrei anche per sempre' volevo aggiungere, ma restai in silenzio, in attesa che lui dicesse o facesse qualcosa, sorseggiando con calma la mia cioccolata.

"Si..." dissi avvicinandomi di più "ci ho messo tre settimane per creare questa atmosfera...." dissi sorridendo nervosamente. Posai un attimo la mia tazza a terra e strinsi le mani di Ruki che in quel momento stringevano la tazza di cioccolata. "Senti Ru io....ti ho portato qui perchè....devo dirti qualcosa di importante....però...vorrei che mi promettessi che se la cosa non ti garba, che nulla cambi tra di noi..." dissi con voce quasi sconsolata. Porco cane! Non avevo mai avuto tanta paura come in quel momento...


Lasciai la mia tazza sul pavimento accanto a me, e tornai a stringere le sue mani, cercando magari le parole adatte ad incitarlo a continuare il discorso.
"Uru... toglimi la tua sciarpa dagli occhi... permettimi di guardarti, mentre mi parli. Voglio poter vedere quant'è bello tutto ciò che hai preparato così a lungo." in fondo sapeva quanto amassi i suoi occhi, e quanto mi piacesse guardarli... non gliel'ho mai nascosto. Se solo non avessi nascosto neanche i miei sentimenti, chissà cosa sarebbe successo. "Ti ascolto, Uru-pon... e sono certo che qualunque cosa sia, tra di noi non potrà mai cambiare nulla." Benchè non potessi vederlo, tentai di sorridere a testa bassa per rassicurarlo.

Cavolo Ru....perchè mi chiedi di guardarti negli occhi quando per me, già è difficile pearlarti anche se sei bendato?
Con forza e coraggio, mi misi sulle ginocchia e, portando le mani dietro la sua testa, la condussi lentamente verso di me sciogliendo il nodo. Non so per quale motivo, oltre al cuore che mi sfondava il petto e allo stomaco che faceva capriole, avevo anche il respiro affannato. Quando la benda gli cadde lentamente dagli occhi scoprendoli, sentì il mio viso ribollire e deglutì nervosamente. Eravamo così vicini, forse anche troppo dannazione! Non poteva essere così maledettamente bello! Lentamente mi calai verso le sue labra sfiorandole leggermente con un leggero bacio. Mi schiarì la voce e aggiunsi..."bhè...quello che volevo dirti, c-credo che l'hai capito Ru...qualsiasi cosa ci sia su questo mondo, non è abbastanza come regalo per te...così, è stupido lo so, ma ho deciso di regalarti me e il mio amore per il tuo compleanno..." dissi abbassando lo sguardo sulla cioccolata illuminata da fuoco scoppiettante del camino.

Mentre diceva quelle parole, i battiti del mio cuore diventavano sempre più forti, e me lo sentivo martellare sempre più forte nel petto... di nuovo la sensazione che volesse schizzarmi via dal petto, come ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano, e che le mie orecchie ascoltavano la sua bella voce.
Una voce così profonda e dolce, non poteva che appartenere unicamente all'amore della mia vita.
"Uru-chan..." dissi, interrompendo il suo farfugliare, e prendendo le sue mani tra le mie. "Ascoltami... non potevi farmi un regalo migliore... ho sempre desiderato che un giorno tu mi dicessi qualcosa di simile... provo i tuoi stessi sentimenti da tanto tempo, e non so nemmeno io perchè non mi sono fatto avanti per primo." portai una sua mano all'altezza della mia guancia, e lasciai che mi accarezzasse, per poi lasciarvi un piccolo bacio. "Questo, Uru... è il calore che ho sempre desiderato."

Quando mi disse quelle parole, ci mancava poco che facessi le capriole insieme al mio cuore e al mio stomaco. Non riuscivo a credere alle mie orecchie....ero convinto al 90% che si sarebbe alzato, mi avrebbe dato uno schiaffo, e se ne sarebbe andato da li e invece no. Lui condivideva quei sentimenti che non mi facevano dormire da tanto tempo.
"Ru-Ruki...io..." non riuscì a finire, anche perchè non avevo più parole in realtà per continuare, semplicemete gli gettai le braccia al collo stringendolo forte e baciandolo con quanta passione avevo in corpo facendolo stendere sui cuscini dietro di lui. Finalmente potevo assaporare per bene quelle labbra fantastiche e morbide fin nei più assurdi limiti che sapevano di cioccolata.

Colto alla sprovvista dall'impeto di quel suo gesto tanto passionale quanto colmo di tutto il suo amore, mi lasciai stendere sui cuscini sotto il suo corpo, e ricambiavo ogni suo minimo bacio e ogni sua carezza... sentivo le guance in fiamme, e la mia pelle bollire, vogliosa di sentire la sua sempre di più...
"Uru..." sussurrai, mentre stringevo spasmodicamente la stoffa della sua maglietta nelle mie mani, e mordendo le sue labbra ad un bacio più appassionato. "...io... t-ti voglio..." quanto tempo avevo aspettato, per poter dire una cosa simile... non mi sembrava vero di essere a un passo dal realizzare il mio più bel desiderio...

Sentire come ricambiava le mi carezze, accarezzandomi con altrettandto impeto, le sue mani, quelle piccolissime mani che stringevano fin quasi a strappare la mia maglietta, mi facevano impazzire "Se ti da tanto fastidio Ru, puoi togliermela" dissi sorridendo e liberandomi da un suo morso alle mie labbra. Quando improvvisamente, pronunciò quelle parole che credevo non avrei mai sentito dalle sue labbra solo per me, sorrisi quasi commosso e gli accarezzai il viso rosso e caldo... "anche io ti voglio Ru...ti voglio tanto..." dissi affondando il mio viso tra la sua spalla e il suo collo dove il suo profumo, mi teneva come imprigionato accanto a lui mentre, lentamente, gli sfilai il maglione.

Ricambiando il suo sorriso leggermente in imbarazzo, aspettai che mi togliesse il maglione per far correre di nuovo le mani, dal suo petto,in basso, fino ai fianchi, fino a quando toccai l'orlo della sua maglietta, e finalmente lo liberai da essa; baciai sensualmente il suo collo, accarezzandolo con la punta della lingua, e lasciando un'umida scia di saliva sulla sua pelle, arrivai alla spalla, dove mi fermai a lungo, a cospargerla di baci, e di morsi sempre più vogliosi e passionali.
Le mie mani andarono a sfiorare la sua schiena, insinuando una mano nei suoi pantaloni, e l'altra la diressi verso il suo petto, soffermandomi a stuzzicarne un capezzolo...
"Sono a tua completa disposizione... fai di me tutto ciò che vuoi..."

Finalmente mi liberò da quel fastidio che era la mia maglia. Sentire le sue mani, i suoi baci, i suoi morsi sulla mia pelle, era un qualcosa a cui non avrei rinunciato nemmeno se mi avessero offerto l'intero universo. La sua lingua mi marchiava a fuoco sulla pelle, facendo nascere in me una forte eccitazione. Mi stava infliggendo la più dolce delle torture mentre le sue mani, si muovevano l'una sulla mia natica e l'altra sul mio petto "Ahh...Ru...s-sei fantastico..aah" dissi inarcando la schiena ad occhi chiusi, assaporando ogni suo gesto mentre, muovevo il mio bacino sensualmente su di lui.

Con la mano che tenevo sul suo petto, scesi fino ad incontrare il metallo freddo della fibbia della sua cintura, e la slacciai, cercando di farmi strada più facilmente, e toccare meglio la sua pelle sotto i pantaloni...
"A-anche tu... ahh... m-mi fai impazzire..." sussurrai, mordendomi il labbro inferiore, e gettando indietro la testa, in un gesto dettato dal godimento più puro.
Mi sistemai meglio sotto di lui, aprendo di più le gambe per lasciargli più spazio d'azione, e spostai la mia mano dal sedere all'inguine, conquistando finalmente ciò che avevo sempre voluto fino ad allora. "Uru... mmh... baciami... mordimi... non smettere mai..."

Vederlo godere sotto il mio corpo, Dio mi faceva impazzire. Torturarsi quelle labbra in preda al piacere più puro. Quando la sua mano, una volta slacciatami la cinta, si sposto dalla mia natica al mio inguine, quasi urlai dal piacere, mentre le sue gambe si aprivano un pò di più sotto di me. "Aaaah Ru....si....aaah...non smettere....mmh" mi calai su di lui assaporando la sua pelle dal collo fino a scendere alla pancia per poi risalire sui suoi capezzoli che iniziai a succhiare mentre la sua mano, mi stava facendo impazzire.

Non avevo assolutamente intenzione di smettere... al contrario, volevo fargli raggiungere il paradiso, e non mi importava in che modo; l'unica cosa che contava era vederlo godere insieme a me, grazie ai miei gesti, e farlo totalmente impazzire di piacere.
Infilai la mia mano sotto la sua biancheria intima, e quando il calore della sua eccitazione colpì le mie dita, mi sentii come se coinvolgesse anche il mio corpo, donandomi una serie di scariche elettriche lungo la schiena. "Ahh, Uru... s-sei bellissimo... q-quando... gemi... ahh... fallo ancora... v-voglio sentirti..." sussurrai, avvolgendo con decisione la mia mano intorno al suo sesso.
Lo guardai negli occhi, e non potei fare a meno di imprigionare per l'ennesima volta la sua lingua con la mia...

" Aaaah...si...fino a quanto v-vuoi....aaaah" dissi ansimando ancora più forte. Sapevo che lo eccitava ed urlare, eccitava anche me. Tornai a leccare i suoi capezzoli mentre giocherellavo con l'elastico dei suoi boxer grigi che fuoriuscivano dal jeans. Tornai sulla sua bocca violandola con la mia lingua in modo passionale mentre la mia mano strattonava giù i suoi boxer e i jeans. Mi alzai un attimo per sfilarglieli del tutto, per poi tornare a baciarlo mentre la mia mano, si insinuava fra le sue cosce per cercare la sua eccitazione calda e dura. Iniziai a muovere la mia mano con gesti dolci e decisi allo stesso tempo fino a quando, baciando Ruki, i miei occhi non caddero sulle tazze di cioccolata lasciate a terra. "O-ora....v-voglio portarti...in una dolce pena...hai...mmh..aahh...v-voglia di...v-venirci con me?" dissi afferando la tazza e intingendo un dito nella crema calda contenuta al suo interno. Portai il dito con la cioccolata alle labbra e lo succhiai sensualmente, mentre sentivo il membro di Ruki farsi sempre più duro sotto di me. Intinsi di nuovo il dito nella tazza e portai il mio dito sulle labbra di Ruki facendo in mondo che la sua lingua, accarezzasse il mio dito come se fosse un cibo vitale. Dalla sua bocca poi, trascinai il resto della cioccolata sul suo corpo candido fino ad arrivare al suo membro che spalmai di cioccolata. Arrivai di nuovo alle sue labbra dove vi era rimasta la ciccolata e presi a leccarle, lasciando ogni tanto qualche morso "ahhh Ru....sei la c-cosa più...buona del mondo" asserì scendendo a leccare la cioccolata sul suo coprpo morbido e caldo fino ad arrivare al suo membro che misi tutto in bocca succhiandolo con gusto.

Leccai le mie labbra, per sentire l'ottimo sapore della cioccolata mista alla sua saliva, ed inarcai il bacino quando Uruha mi prese in bocca, incitandolo a darmi sempre più attenzioni...
"Aaah... a-andrei ovunque con t-te...aaah... ooh s-si... così... n-non fermarti... mmmh."
Mi portai un dito alle labbra, e lo morsi con forza, nel tentativo di trattenere le mie urla, ma ottenni dei risultati decisamente scarsi... il piacere che mi infondevano quella bocca meravigliosa e bollente, e quella lingua che sapeva perfettamente come farmi impazzire, era così forte, che tentare di tener ferma la voce era uno sforzo assolutamente inutile.
Strinsi i suoi capelli tra le mie dita, accarezzandogli poi il collo e le spalle, e mentre succhiava con insistenza la mia erezione, ed io lo guardavo, mi veniva un'incredibile voglia di ricambiare ogni sua minima intenzione... avevo voglia di prendere nella mia bocca quella calda eccitazione che chiedeva soltanto di essere liberata dai vestiti e torturata nel migliore dei modi...
Improvvisamente, lo feci staccare da me, e ribaltai le nostre posizioni, facendo stendere lui sul pavimento, e salendo a cavalcioni sul suo bacino. "Adesso... voglio vedere impazzire te, amore mio... voglio farti urlare come non hai mai fatto in vita tua..." cominciai a viaggiare con la lingua lungo tutto il suo corpo, dal collo al petto... presi un po' di cioccolata, e la gustai tranquillamente sui suoi capezzoli, mordendoli appena... per poi spostarmi più in basso; gli sfilai di dosso i pantaloni e i boxer che ancora indossava, e mi posizionai tra le sue gambe, pronto a regalargli il massimo del piacere... "Pronto a toccare il cielo con un dito, Uru?"

Mentre succhiavo, il suo bacino si muoveva perfettamente in sintonia con il mio gesto facendomi godere a fondo del suo sapore. Più succhiavo, più lo vedevo torturarsi dal piacere, più tra le mie dita stringevo uno dei cuscini, visto che avevo la bocca occupata sfogavo in quel modo il mio piacere. Le sue mani tra i miei capelli....sapeva quanto mi facesse impazzire quando mi toccava i capelli e il suo accompagnare i movimenti della mia testa, mi portò a stringere forte i suoi fianchi fino a far scivolare le mie mani sulle sue natiche che presi a stringere forte, fino a quando, Ruki mi staccò da sè.... se non l'avesse fatto, credo che io non mi sarei mai staccato di mia iniaziativa, ma la cosa che mi piacque, fu il fatto che mi fece stendere dove poco prima c'era lui: sui cuscini c'era ancora il calore e il profumo del suo corpo e solo questo bastò ad eccitarmi. Prese la cioccolata e vederlo succhiarsi le dita mi fece paura...era lui che mi sovrastava...il mio piccolo Ruki, aveva trasformato la sua dolcezza in un'incontrastata forza... "S..si...aaaah... fammi impazzire amore mio...." dissi inarcando la schiena all'indietro , mentre il mio bacino si muoveva incontrollato sotto di lui. Quando la crema calda prese a colare sui miei capezzoli, d'istinto guardai fuori la finestra dove fioccavano piccole palline di neve e mi venne in mente il contrasto che c'era con la neve e con il calore che emanava il mio corpo in quel momento.
Quando la bocca di Ruki prese a gustare la cioccolata sui miei capezzoli, sfilandomi poi gli ultimi indumenti che avevo addosso, iniziai ad urlare quanto più potevo..." aaaha...S-si Ru....sii il mio orgasmo...aaah" urlai mentre le sue labbra si avvicinavano pericolosamente alla mia eccitazione.

Alle sue parole sorrisi con una malizia e con una punta di perversione che normalmente non mi sarebbero appartenute... partendo dal ginocchio, cominciai a baciare le sue gambe, ed accarezzarle come se fossero la cosa più preziosa del mondo; salii un po' più su, su quelle sue magnifiche cosce che solo dio sapeva quanto cazzo mi facevano impazzire... quante volte, mentre leccavo il manico della sua chitarra durante i live, immaginavo che sotto la mia lingua ci fosse la sua morbida e chiarissima pelle, invece di quel legno amaro...
Intinsi la mia mano nella tazza di cioccolata, e cominciai a versarla nel suo interno coscia, leccandola e mordendola con calma, approfondendo i morsi, man mano che la cioccolata veniva inghiottita dalla mia lingua... mi leccali le labbra, nel guardare i segni rossi che avevo lasciato sulla sua coscia, e rivolsi poi lo sguardo al suo viso, puntandolo nei suoi occhi.
"Si... ti farò impazzire lentamente... ti regalerò un orgasmo fantastico... tanto bello, che non ti stancherai mai di averne..." mi avvicinai alla sua eccitazione, e senza accontentarlo subito, presi ad accarezzarlo con la lingua in tutta la sua lunghezza, e mentre facevo ciò, per dar sollievo alla mia erezione che pulsava in attesa di attenzioni, strusciavo il mio bacino contro i cuscini, in un movimento che mi dava i brividi.
Mi avvicinai alla punta del suo sesso, e ne leccai la punta, guardandolo rabbrividire di piacere sotto di me, totalmente succube delle emozioni che io gli regalavo...
"Ah... Uru... è c-caldo... d-duro..." lo presi completamente in bocca, e cominciai a torturarlo piacevolmente, con la mia lingua. "E'... b-buonissimo, il tuo... sapore..." nonostante fosse ancora ben lontano dal raggiungere l'orgasmo, riuscivo a sentire perfettamente il suo sapore un po' amaro, ma che sapevo per certo avrei gradito tantissimo.
"Fammi sentire la tua voce... dimmi quanto ti piace..."

Mentre la sua lingua percorreva le mie cosce, succhiando la mia pelle e lasciandovi leggeri ma prepotenti morsi, la mia pelle si arrossava mentre io non facevo nulla per impedrmi di urlare e quasi strappare i cuscini, in preda a violenti brividi di puro piacere. Alzai a fatica la mia testa per guardarlo a mia volta negli occhi quando mi disse quelle parole "aaaaaaahhh Ruki...s-ssiiii....aaaaah" .Adesso, potevo capire quanto fosse eccitante la cioccolata! Che idea che mi era venuta... Quando le sue labbra sfiorarono il mio membro che ero convinto, stesse per scoppiare, presi il primo cuscino che mi capitò tra le mani per poi metterlo in bocca e affondarci i denti. "Ru....aaahh....s-sei....fantast..ico ahhhh...n-non....mmmh...non avevo mai...provato tanto p-piacere....aah...t-ti amo piccolo.......aaaah" . La sua voce, le parole che usava tutto, mi stava facendo impazzire. " A-anche tu...sei b-buonissimo...a-amore....aaaaah....m-mi....piace...troppo aaahhh". disi con quel po' di fiato che mi era rimasto per poi riprendere a mordere il cuscino, mentre sulla mia fronte, scendeva indifferente una goccia di sudore, ma non era certo il caldo del camino a farmi sudare. Era il calore del suo corpo che avrei amato con tutto me stesso, fino alla fine.

Consapevole di fargliene provare anche di più, continuai a succhiare il suo sesso ormai durissimo, e al movimento della mia bocca, vi aggiunsi quello di una mano; strinsi con possessione, facendolo quasi sussultare... la persona più bella che conoscevo, quella che più amavo al mondo, era così bella da vedere lì, distesa su quel pavimento cosparso di cuscini, persa nel piacere più puro... mi stava mandando troppo in tilt, non ce la facevo più!
"Uru..." sussurrai "Sei tu che sei stupendo... non ho mai visto niente di più bello al mondo... mai sentito niente di più eccitante... della tua voce che urla mentre godi..." quando mi accorsi che il movimento del mio bacino sui cuscini non bastava più a soddisfarmi, portai una mano tra le mie gambe, e  cominciai a darmi piacere, allo stesso ritmo con cui la mia bocca ne dava a lui.
"Ti piace, amore mio? Eh? Ne vuoi ancora... vuoi di più? Dimmi tutto ciò che vuoi che faccia... ogni tuo desiderio è un ordine..." con l'altra mano, strinsi forte una sua morbida natica, e in quel momento più che mai mi sembrò di esplodere... "Ahhhh... s-sii... anche io... anche io ti amo... t-tantissimo... ahh..."

Ormai la sua bocca mi stava facendo impazzire in tutti i sensi. Quando aggiunse anche il movimento della mano, che stringeva parecchio forte, credetti di scoppiare e infatti, mi uscì una lacrima. Stavo provando l'estremo piacere, il più puro che ci potesse esistere, dato dal fatto che a procurarmelo, era la persona che amavo, la sola unica persona che abbia mai amato con tutto me stesso. Avevo cercato di resistere ma quando la sua mano raggiunse le mie natiche accarezzandole con impeto venni tra le sue mani. "Aaaah R-Ru..ti prego...t-ti...voglio...aaaah" risposi urlando insieme a lui.

Chiusi gli occhi, quando raggiunse l'apice, per gustare appieno il suo sapore più intimo, e quando mi staccai da lui, ingoiai goccia dopo goccia tutto il suo seme, che mi sembrava avesse il sapore dello zucchero, mentre si dissolveva sulla mia lingua.
Scossi la testa per spostare un ciuffo di capelli dalla mia fronte sudata, e mi chinai su di lui, per baciarlo ancora una volta su quelle labbra stupende...
"Anche io... ti voglio... voglio farti mio... prenderti con tutte le mie forze... e voglio che tu mi faccia tuo..." allungai una mano sul suo corpo, e portai un dito ancora bagnato del suo seme alla sua stretta entrata, forzandola appena, per prepararla. "Adesso... voglio che impazzisci sempre di più... non mi basta ciò che hai fatto finora... voglio sentirti urlare ancora più forte..."

Finalmente un pò di tregua... mi stava ammazzando. Quando raggiunse le mie labbra, presi il suo viso tra le mani, mentre il mio respiro non voleva saperne di regolarizzarsi. Lo attirai sulle mie labbra, assaporando il mio stesso sapore dalla sua lingua. Cercavo di calmarmi mentre lui mi diceva quelle parole e risposi con quel poco fiato che avevo " N-non...a..aspetto altro..amore mio..." Non ebbi il tempo di finire che le sue dita, violarono la mia entrata più intima facendomi anarcare prima la schiena all'indietro per poi, affondare il viso sulla sua spalla e stringerlo forte "aaah.....m-mi....stai f-facendo....AAaah ...i-impazzire..." sussurrai mentre le sue dita continuavano a muoversi dentro di me.

Vedendo che il suo respiro non riusciva a calmarsi, e il suo cuore non smetteva di battere alla velocità della luce, fermai per qualche istante il movimento delle mie dita dentro di lui... mi abbassai sul suo viso e gli baciai la fronte imperlata di sudore... aveva le guance in fiamme, e le sue mani si stringevano forte alle mie spalle, nel tentativo di trattenersi...
"Posso entrare, tesoro? Non ce la faccio più... sto impazzendo anche io, non sai quanto... muoio dalla voglia di entrarti dentro..." ne avevo un bisogno quasi disperato... un debole sorriso fu la risposta che aspettavo, e finalmente estrassi le dita da quel corpo mozzafiato, lasciando che la mia eccitazione vi prendesse posto...

In quel momento, sentire la sua voce mi faceva sentire protetto e allo stesso tempo, mi teneva eccitato. Volevo ancora di più...sì, anche se ero esausto, anche se non ce la facevo più, lo volevo con tutte le mie forze. Sorrisi debolmente per fargli capire di entrare....non avevo nemmeno più la forza per parlare. lo strinsi forte a me pronto ad accoglierlo  e quando finalmente sentì il suo membro caldo farsi strada fra le mie natiche, presi  gemere sommessamente nel suo orecchio in modo da fargli sentire il mio respiro e la mia voce mentre contraevo i muscoli per far provare anche a lui il puro piacere mentre mi stava dentro.

Entrai lentamente nel suo corpo, ed immediatamente sentii una piacevolissima sensazione travolgere le mie membra stanche... riempire Uruha di me stesso, era probabilmente la cosa più bella che ero riuscito a fare fino ad allora... e mentre cominciavo a spingermi dentro di lui, all'inizio con un ritmo dolce e sensuale, mi rendevo conto sempre di più di quanto lo amassi, e di quanto non potessi davvero vivere senza di lui.
"Va...aah... t-tutto bene, a-amore?" gli chiesi, baciandolo tra una spinta e l'altra. "L-lo sai che... aaah... s-si sta benissimo... dentro di te? Sei... s-stupendo... c-caldo... m-morbido... e s-sei aah... tutto mio..." mi piaceva dirgli parole del genere all'orecchio... lo eccitava sentire la mia voce, lo sentivo dal modo in cui si stringeva contro di me, ed aumentava l'intensità dei suoi gemiti. Stavo perdendo la ragione...

Quel suo modo di spingere dentro di me così sensuale mi faceva impazzire, la sua voce si confondeva con i miei gemiti....era una cosa di cui davvero non ci sono parole. Lo strinsi talmente forte da graffiargli la chiara e delicata pelle.
"Aaaaahh...mmmh...s-sii...v-va tutto bene....aahaaah...siii s-sono...t-tutto tuo...solo per te...aah" dissi nel suo orecchio per poi morderlo con dolcezza ed abbandonarmi nel profumo della sua pelle.

Mi strinsi ai suoi fianchi con le mani, incitandolo a muovere il bacino nella mia direzione, per incontrare meglio le mie spinte, e goderne al massimo... gli accarezzai con calma le cosce, stringendole leggermente tra le mie mani, mentre i miei movimenti nel suo corpo si facevano sempre più irruenti; la sensazione di essere dentro di lui... unirmi a lui nel corpo quanto nell'anima, era qualcosa di semplicemente impagabile ed indescrivibile.
Non sarei mai riuscito a dare un nome a quell'emozione che mi stava letteralmente uccidendo, facendomi perdere nei meandri della follia più pura, del piacere più totalizzante. "Ahhh... d-dio... è s-stupendo... mmh..." mi abbassai nuovamente su di lui, e gli baciai le labbra, sfiorandone il contorno con la punta della lingua. "S-sei b-bellissimo... q-quando urli... aaah... i-in preda al piacere... urla il mio nome, tesoro... f-fammi s-sentire... quanto è bello... aaahh... q-quando esce dalle tue l-labbra in un g-gemito..."

Le sue mani mi invitarono a muovermi in sintonia con lui per farlo entrare di più dentro me. Lo accontentai mentre, in una ricerca spasmodica, cercai la sua mano. Quando l'ebbi trovata, la strinsi forte e la portai alle mie labba dove ne succhiai le dita come se fossero cosparse di cioccolata mentre continuavo a gemere sommessamente. Quando ebbi assaporato fino in fondo le sue dita, portai la sua mano sul mio inguine. Appena prese il mio membro tra le mani accontentai la sua richiesta di sentirmi urlare il suo nome "aaaaaaah...R-Rukiii...Ru...aaah"

Strinsi la mia mano intorno al suo sesso, in una carezza soddisfacente per lui che ne godeva, tanto per me che amavo guardarlo mentre si contorceva dal piacere...
Quando poi accontentò la mia richiesta, ed ansimò il nome con tutte le sue forze, semplicemente non capii più nulla... persi anche quel poco di ragione che mi rimaneva, e spinsi con maggiore forza e velocità nel suo bellissimo corpo; in contemporanea, strinsi più forte anche la sua eccitazione tra le mie dita, e diedi alla mia mano lo stesso ritmo incessante delle mie spinte.
"Ahh... a-ancora... Uru... d-dillo ancora... aaah"

Sapevo che le mie urla e i miei gemiti lo stavano facendo impazzire, me ne accorgevo anche dal fatto che prese a spingere con maggior forza dentro di me facendomi praticamente sciogliere. Le sue spinte, la sua mano, il profumo della sua pelle, la sua voce che mi incitava ad urlare di più  mi stavano letteralmente facendo impazzire e strinsi con maggior forza le mie gambe intorno alla sua vita spingendo ancora più forte. "Ru...aaaaah...s-sto...v-venendo...aaaah" urlai strimgendomi a lui. Quando finalmente arrivammo insieme, urlando i nostri nomi, mi staccai da lui piano e mi stesi sui cuscini ad occhi chiusi cercando di riprendere fiato mentre, sulla mia pelle, le sue mani continuavano ad accarezzarmi. Gli avevo dato prima il mio corpo perchè era giusto così, era il suo compleanno ma, dopo aver ripreso fiato, lo avrei fatto mio, avrei finalmente ralizzato il mio desideri più grande, vederlo ansimare sotto di me. Mentre riprendevo fiato, gli presi una mano e lo tirai a me facendo poggiare la sua testa sul mio petto e lo abbracciai forte. "Ti amo Ru...sei la mia vita..." dissi abbracciandolo forte ad occhi chiusi, ascoltando come se me ne fossi accorto solo adesso, lo scoppiettio rilassante delle fiamme nel camino.

Gli sorrisi, con tutta la dolcezza e l'amore di cui sono capace, e mi appoggiai al suo petto, chiudendo gli occhi e cercando di portare il mio respiro alla normalità; la sua pelle sudata e bollente era qualcosa di estremamente piacevole contro la mia, e mi sentivo perfettamente completo... se non per quella sensazione di essere suo anche nel corpo, che ancora mi mancava.
Lo baciai sulle labbra, delicatamente, poi con la punta della lingua mi feci spazio nella sua bocca, e lambii tra le mie labbra il suo inferiore, succhiandolo con attenzione. "Anche io ti amo, amore mio... sei tutto quello che ho sempre desiderato... la cosa più bella che mi sia mai capitata."

"Si..." dissi deglutendo mentre lui si muoveva su di me per raggiungere le mie labbra ancora una volta. Dopo che ebbi assaporato la morbidezza delle sue labbra, risposi guardandolo negli occhi e accarezzandogli il viso "Anche io ho sempre desiderato d-di abbracciarti, stringerti...ma avevo paura, paura che tu mi allontanassi da te..." detto questo mi abbandonai sul suo collo per saggiarlo con piccoli morsi. Lentamente mi alzai, facendolo scivolare sotto di me e lo feci girare di schiena, che rempì di baci e morsi leggeri mentre la mia mano, scendeva verso le sue natiche stringendole con forza per poi piano, infilare un dito per prepararlo. Gli sussurrai all'orecchio...."Ma ora voglio che tu sia tutto mio"

Afferrai un cuscino e ci poggiai sopra la fronte, stringendolo forte anche con le mani, mentre sentivo la sua bocca sulla mia schiena marchiarmi a fuoco, e rendermi totalmente succube delle sue attenzioni.
Nonostante mi fossi appena svuotato in lui, avendo raggiunto il piacere massimo, non vedevo l'ora di provare la stessa sensazione di lui dentro di me... volevo che mi facesse impazzire come io avevo fatto con lui... "Ahhh... s-si... f-fammi tuo..." sussurrai, inarcando la schiena, quando sentii un suo dito penetrare l'entrata del mio corpo. "...ahh... Uru... s-scopami, t-ti prego... s-sto morendo dalla voglia di averti..."

Quando il mio dito entrò in lui, avvertì il brivido che percorreva la sua pelle facendogli inarcare la schiena. Allargai maggiormente le sue gambe per permettere all'altro dito di entrare mentre con l'altra mano, lavoravo sulla mia eccitazione e, per eccitarmi ancora di più, mordevo la sua pelle...
"S-sii...aaaah.....sarai t-tutto mio Ru...e-e...io...aaaaah....mmmmh....s-sto...m-morendo d-dalla....voglia di s-scoparti...aaaaaaah...t-ti....v-voglio!....aaah....s-sei d-di....fuoco aaaaaaaah" mentre dicevo queste parole, prima che venissi tra le mie mani, entrai prepotentemente dentro di lui. I suoi muscoli reaggirono a quella improvvisa intrusione stringendosi intorno al mio membro facendomi urlare di piacere mentre tenevo le mani sui suoi fianchi attirando il suo bacino verso di me per entrare più a fondo.. "S-scusami Ru....aaaaaaaaaaah....m-ma....aaah...t-ti volevo t-troppo...aaaaah"

"Aaaahhh..." urlai con tutto il fiatto dei miei polmoni, alla sua improvvisa entrata nel mio corpo... quello che avevo avvertito non era dolore... era l'ondata travolgente e fantastica di calore dovuta alla sensazione del suo sesso duro dentro il mio corpo... "Ahhh... n-non c-cè... p-problema... aaaah..." inarcai la schiena ancora una volta, sotto le sue irruente spinte, e strinsi forte le mie mani sul cuscino, per sfogare in qualche modo la mia enorme eccitazione. "S-sei t-tu che... m-mi fai... aaahh... d-diventare b-bollente..." con una spinta più profonda, colpì quel piccolo punto dentro di me che mi fece letteralmente sciogliere dal piacere, e come in preda ad una scossa elettrica, non potei che gridare più forte che potevo... "Aaaaahhhh... U-uruha...aaaahh... p-prendimi... c-con tutta... aaah... l-la forza che hai..."

Dopo che mi aveva stremato prima, non sapevo da dove mi usciva tutta quella forza con cui lo stavo prendendo. Stringevo sempre più forte i suoi fianchi, tirandoli violentemente contro il mio corpo mentre la mia bocca, continuava ad assaporare la sua schiena con morsi e baci roventi. Una mia mano prese a scivolare incontrollata verso una sua natica stringendola con forza mentre l'altra, scivolò verso il suo inguine prendendo il suo membro duro e bollente tra le mani e di certo, non fui più dolce delle mie spinte nel muovere la mia mano...volevo sentirlo urlare, volevo fargli provare di stare a un passo dal credere di morire come avevo provato io poco prima, volevo che venisse tra le mie mani. Mentre spingevo ancora e ancora, inarcai la schiena all'indietro con gli occhi serrati dal puro piacere che mi procuravano i suoi muscoli che si stringevano attorno al mio membro mentre, con le mie spinte andavo sempre più in fondo, sempre di più... "Ruuu....aaaaaaaaa....s-sto venendo.....aaaaaaaaaah"  dissi stringendolo ancora più forte prepotente mentre urlavo in preda al piacere più puro.

Sentivo il suo corpo andare a fuoco dentro di me, esattamente come il mio... sentivo la sua carne violare sempre più violentemente la mia, e ad ogni fortissima spinta non potevo che urlare, e mordermi le labbra con forza, per i brividi e i sussulti che provavo ogni volta che colpiva in profondità, e con quella forza che non avrei mai pensato gli sarebbe appartenuta... le braccia non mi tenevano più, qualsiasi appiglio era completamente inutile... mi stava sfinendo, e ne volevo sempre di più, non mi importava con che impeto... fare sesso con lui era decisamente la cosa più bella del mondo, per me.
"Ahhhhh... s-siii... v-vieni, U-uru... aaahhha... l-lasciami... v-venire con te... mmmh... r-riempimi di te... amore m-mio..."
Il suo seme caldo, colpì la mia pelle bruciandola come acido, e a tale contatto urlai ancora più forte, sentendomi per la prima volta nella mia vita un essere completamente perfetto.

Aumentai la velocità fin nei limiti più impensati e questo mi fece svuotare completamente nel suo corpo mentre, allo stesso tempo, anche lui veniva tra le mie mani. La mia voglia di assaggiarlo ancora, si fece insistente tra le mie labbra così, uscì piano da lui e lo feci stendere con la schiena sui cuscini, posizionandomi tra le sue gambe per accogliere tra le mie labbra tutto il suo seme. Iniziai a succhiare mentre la sua schiena si piegava spasmodica mentre veniva ancora tra le mie labbra e gustavo a fondo il suo sapore un pò amaro, ma che per me era più buono di qualsiasi altra cosa. Era l'essenza della persona che più amavo. Mi staccai da lui leccandomi le labbra sensualmente per poi risalire verso il suo corpo e stendermi sfinito su di esso abbracciandolo forte.

Quando mi liberai di tutto me stesso nella sua mano, e mi rilassai sotto il suo corpo, mi resi conto di quanto fossi esausto, e di quanto mi avesse completamente privato di ogni mia minima forza...
Per il mio bellissimo amante, evidentemente però non era abbastanza... cominciò a pulirmi dal mio seme, ingoiandolo tutto e facendomi provare nuovamente la sensazione di un forte orgasmo.
Portai le mie mani tra i suoi capelli, accarezzando quelle morbide chiome bionde, mentre lo guardavo leccarsi le labbra con occhi lucidi, soddisfatto dal mio sapore. "S-sei... instancabile, Uruchan... e sei meraviglioso..."

" N- non potrei....mai...stancarmi di te" dissi stringendolo forte mentre le sue dita attraversavano i miei capelli procurandomi dolci brividi lungo la schiena. Aveva ragione, ero instancabile, insaziabile, avevo ancora tantissima voglia di lui ma ci eravamo davvero stremati. Non avevo mai pensato che fare l'amore con la persona della tua vita fosse così, appagante, ti dava tutto. Quindi, adesso che ormai io ero solo suo e lui soltanto mio, che non avremmo dovuto più fingere, che non avremmpo più dovuto nascondere i nostri sentimenti, mi beavo nel stare tra le sue braccia, sul suo corpo che poggiava a sua volta sui cuscini, intorno a noi, sparsi sul tappeto, i nostri vestitii e le coperte che avevo preso appena entrati.Il fuoco continuava a scoppiettare allegro nel camino invidioso che i nostri corpi emanassero più calore e passione delle sue fiamme e io, mi stringevo a lui con la testa poggiata sul suo petto ad ascoltare i battiti del suo cuore che si stavano pian piano stabilizzando mentre le sue mani, continuavano ad accarazzerare i miei capelli facedomi quasi addormentare. In quel momento, stavo così bene che avrei potuto stare così per sempre.
"Allora... non senti più freddo adesso, piccolo?" dissi accarezzandogli il viso con una mano dolcemente.

Sorrisi della sua dolcezza... anche dopo un momento come quello appena trascorso, in cui la passione era stata tanto forte da diventare quasi violenta, era capace di trattarmi come la cosa più preziosa del mondo. Ed era probabilmente davvero ciò che per lui ero.
"No, Uru... non sento più freddo. Adesso che ho ricevuto il calore più bello che esista, mi sento benissimo." Presi la mano che mi stava accarezzando il viso, e vi strofinai piano la mia guancia sul palmo, per poi baciarla dolcemente. "Grazie, Uruha... grazie di tutto."

Sorrisi imbarazzato a quelle parole "grazie a te amore mio....grazie per avermi amato fino in fondo e....grazie di esistere, alla fine..." aggiunsi sorridendo "mi sa che il regalo lo hai fatto tu a me!" mi trascinai più su verso le sue labbra per sfiorarle dolcemente e affondare poi il viso sul suo collo, tra i suoi capelli e stringerlo forte..."Ru....torniamo a casa domani....o vuoi che il mio regalo continui?? tanto la casetta è mia possiamo starcene qui anche per sempre se vuoi, voglio averti solo e soltanto tutto per me...."

"Non chiederei mai niente di meglio..." dissi, prendendo il suo viso tra le mani, e ricambiando ogni suo bacio. "Possiamo stare qui tutto il tempo che vuoi..." mi guardai intorno, e sorrisi. "Prima ero bendato, e non ho avuto modo di vedere bene questo posto... però è davvero bellissimo. Molto romantico..." passare le mie giornate in un posto così, con la persona che più amavo al mondo, sarebbe stata la prospettiva più meravigliosa che potessi desiderare. "No, tesoro... tu mi hai fatto un regalo meraviglioso... mi hai dato il tuo amore. Io l'ho soltanto ricambiato." In quel momento, il mondo fuori da quella casa di montagna, per me non aveva alcun senso, nè la minima importanza. Ciò che davvero importava, era stare tra le braccia di Uruha, fino al momento in cui sarebbe giunta una nuova alba, e anche oltre.

~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, e a Rosiel, grazie! ^__^

Fangirlato da: LittleKi alle ore 15:12 | link | commenti (10) | commenti (10)(pop-up)
categoria:the gazette, ruki x uruha x ruki
martedì, 07 ottobre 2008
Moods: Stanca =.= e un po' nervosa.
Listening to: Vidoll ~ Mayura v^ Pisaroto

Hola! *O* Non è esattamente tantissimo tempo che non aggiorno, ma scusatemi lo stesso, se non posso farlo come vorrei =_=... fosse per me, aggiornerei i miei blog anche un giorno si e un giorno no (non è vero, ma ci crediamo tutti XD), solo che... non ho un secondo di tempo per ricopiare Unconditional love, e trovandomi in un profondo periodo di crisi di fede manco ne ho voglia=.=, e a volte ci si mette pure splinder, che stronzo come sempre non si apre per giorni interi. =_= Approfitto adesso che mi va per aggiornare tutto... Detto ciò... ultimamente mi sto dilettando con la mia Rosiel, a scrivere insieme, a quattro mani! *_* +lovva Rosiel con tutta se stessa+ finora abbiamo scritto due fanfic, con lo stesso pairing, ovvero RukixUruhaxRuki (*çççççççççççççççççççççççç*)... questa che posto oggi, è la prima che abbiamo scritto, che prende nome da una delle canzoni che più amiamo dei The GazettE *_*, Calm Envy... io gestisco Ruki, scritto in grassetto, mentre lei gestisce Uruha, scritto in corsivo <3 si comincia dal mio personaggio.
Buona lettura! ^_^ (Il banner sottostante al mio, naturalmente, è opera di Rosiel *^*)






CALM ENVY
Fandom: The GazettE
Pairing: RukixUruhaxRuki
Genere: Yaoi
Rating: PWP
Status: One-shot conclusa


I miei occhi volsero nella sua direzione, mentre concentrato con la sua chitarra, imbronciava le labbra, e aggrottava le sopracciglia.
Mi sedetti sul divano di fronte a lui, ed accesi una sigaretta... la sua espressione, in quel momento, era semplicemente fantastica... tanto che non potevo fare a meno di fissarlo.


Mi chiedevo perchè, proprio quando avevo l'ispirazione per comporre della musica, mi trovavo Ruki che in qualche modo mi metteva a disagio. Disagio? Non so se si può definire disagio, ma sentivo i suoi occhi "spogliarmi".
Io per tutta risposta, cercavo di non farmi notare, mentre lo guardavo, perchè era esattamente quello che facevo io ogni volta. Poggiai spazientito la chitarra a terra, e mi stesi sul divano non proprio educatamente, accendendomi una sigaretta.


"Era carina, Uru-pon... quando t'è venuta in mente?" gli chiesi, allungandomi per prendere il posacenere dal tavolino.
Tirai una lunga boccata dalla mia sigaretta, e soffiai il fumo in aria, per poi tornare a guardarlo con insistenza. Non so esattamente perchè mi veniva sempre voglia di provocarlo. "Poi... come mai hai smesso di suonare?"

"Mmmh..." mormorai, tirando una boccata dalla sigaretta, per poi soffiare il fumo in aria, cercando un punto dove fissare lo sguardo, che non fosse il bel biondino seduto di fronte a me. "Non so... mi ronzava in mente stanotte, ma... sono nervoso, non riesco a svilupparla, quindi... credo sia inutile continuare. Storpierei soltanto l'idea iniziale." dissi, tirando un'altra profonda boccata.

"Ho capito... e se posso chiedere, come mai sei nervoso?" Non sapevo nè quando avevo dato inizio al mio gioco, nè perchè... sapevo solo che c'era qualcosa che volevo avere ad ogni costo, e quel qualcosa era il bellissimo biondino che mi stava di fronte, e che tentava in tutti i modi possibili di sfuggire al mio sguardo. "E' per caso, perchè siamo soli?"

Mi girai di scatto: "Non dire cazzate, Taka!" spensi la sigaretta nel posacenere, e mi misi a sedere, almeno credo -normalmente-. "Perchè dovrebbe imbarazzarmi stare da solo con te? Ti conosco da una vita." Mi alzai dal divano e, scalciando la chitarra, mi avvicinai a lui posizionandomi tra le sue gambe e alzandogli il viso con una mano per costringerlo a guardarmi negli occhi... "E poi, anche se fosse?"
Hai voluto iniziare questo gioco Ruki, ma ti è convenuto provocarmi?

Puntai sfacciatamente i miei occhi nei suoi, e sostenni il suo sguardo, impassibile. Fu forse il fatto che mi aveva chiamato con il mio nome di battesimo, a farmi effetto? Oppure era semplicemente la vicinanza con la sua bocca meravigliosa... vicinanza talmente piccola che sarebbe bastato avvicinarmi di un centimetro, per annullare totalmente?
"La mia era una semplice domanda... se poi fosse davvero così, cercherei di fare qualcosa per toglierti dall'imbarazzo... Uru-pon..." calcai volutamente il suo nome, inclinando appena la testa, in modo da permettere alla sua mano di sfiorare la mia guancia.


Quel suo modo di fare sfacciato mi provocava e non poco. D'altronde, stavo assumendo anche io lo stesso atteggiamento. Stava diventando una sfida a chi era il più forte e volevo proprio vedere chi ne sarebbe uscito vincitore: la cosa mi stava eccitando parecchio.
" Allora, tanto per curiosità.... cosa vorresti fare per togliermi dall'imbarazzo?" risposi a quella provocazione inarcando il sopracciglio avvicinandomi di più a quelle labbra tanto morbide e stringendo volutamente più forte, il suo viso nella mia mano.

Non risposi subito... lasciai che i miei occhi precedessero le mie intenzioni...
Lo guardai a lungo, poi spostai lo sguardo sulle sue labbra; allungai una mano per portarla dietro il suo collo, e lo attirai verso di me, conquistando la sua bocca con la mia, a raggiungere finalmente il mio traguardo.
"Diciamo che comincerei col fare qualcosa di simile..." sussurro, per poi riportare le mie labbra sulle sue.

Improvvisamente la sua mano raggiunse la mia nuca attirandomi su quelle labbra che desideravo sfiorare da quando si era seduto di fronte a me. Quando si staccò per dirmi quelle parole, leccai le mie labbra come se volessi prendermi ogni traccia del suo sapore.
"Non preoccuparti Ru, basta e avanza per togliermi dall'imbarazzo" risposi con un sorriso provocatorio per poi spingerlo, facendo aderire la sua schiena allo schienale del divano mentre io, mi sedetti a cavalcioni su di lui, bloccando le sue mani con le mie mentre cercavo la sua lingua in preda a non so quale pazzia. Era iniziata come un gioco a provocare ma stava finendo come qualcosa di bello quanto pericoloso.

Sorrisi appena, con una punta di malizia alle sue parole, e quando si sedette su di me, e prese a giocare con la mia lingua, nel gioco più bello del mondo, semplicemente cominciai a non capire più nulla.
Portai le mie mani ai suoi fianchi, stringendo appena la stoffa della maglietta sotto le mie dita, come a volergliela strappare di dosso.
"Basterà anche, Uru... ma vedo che non ti accontenti..." mi spostai a baciarlo sul collo, sfiorando la sua pelle bianchissima con la punta della lingua. "Sei esigente..."


"Si...ahh...s-sono molto esigente q-quando il gioco...mi piace...aahh" risposi mordendomi il labbro e inarcando la schiena all'indietro quando le sue mani strinsero i miei fianchi attirando il mio bacino verso il suo e le sue labbra, sfiorarono il mio collo. Il tocco della sua lingua, mi provocava dei brividi che mi scorrevano lungo tutta la schiena. Inoltre, mi era impossibile trattenere i gemiti di piacere, e anche se avessi potuto, non lo avrei fatto.... sapevo che sentirmi gemere lo faceva eccitare ancora di più. Volevo inesorabilmente trascinarci in un unico vortice mentre mi mordevo le labbra quasi fino a spaccarle per tutto il piacere che mi procuravano i suoi baci.

Incoraggiato dalla sua voce fantastica, che si propagava nel mio cervello, passando nelle orecchie, come la più meravigliosa e additiva delle droghe, infilai le mani sotto la sua maglietta, saggiando la pelle nuda e bollente con le mie dita, volendone sempre di più, ancora, e ancora, fino a farlo soccombere nel piacere più totale...
"Dimostramelo, dai..." dissi, scendendo ad accarezzare il suo sedere, toccandolo come se fosse la cosa migliore del mondo... "Fammi sentire quello che vuoi... ed io lo farò."


Inarcai un sopracciglio guardandolo negli occhi.
"Non ti conviene provocarmi Ru..." dissi muovendomi sensualmente su di lui mentre le sue mani mi accarezzavano sotto la maglia per poi scendere possessive sulle mie natiche. Mi calai su di lui mentre le mie mani sbottonavano la sua camicia e si insinuavano all'interno andando a stuzzicarne i capezzoli. "Uno: voglio sentirti urlare" gli sussurrai all'orecchio per poi morderlo dolcemente.
Le mie labbra si spostarono sul suo collo, mentre le mie mani arrivarono lentamente allla sua cinta, sbottonandola. "Due: voglio farti impazzire" stavo letteralmente perdendo il controllo, ormai, non rispondevo più delle mie azioni ne di quello che dicevo: "e....tre paradiso o inferno che sia, sii la mia droga, voglio raggiungere l'extasi con te Ru..." dissi risalendo di nuovo verso le sue labbra per poi lasciarvi un leggero ma voglioso morso.

Quando sentii le sue mani penetrare nella mia camicia, e indugiare sui miei capezzoli, in una dolcissima e piacevolissima tortura, feci quello che mi chiedeva, ed ansimai con tutte le mie forze, stringendo un po' di più il suo sedere tra le mie mani, per poi spostarle sul davanti dei suoi jeans; sfilai dall'asola il bottone, ed abbassai la cerniera, per avere più spazio di movimento... facendolo spostare dalle mie gambe per qualche istante, glieli sfilai di dosso, e li feci cadere a terra, lasciandolo con la sua maglietta stretta a mezze maniche, ed un paio di boxer neri, che gli stavano talmente bene da farmi indovinare perfettamente ogni minima forma del suo corpo...
Una delle mie mani andò a cercare per l'ennesima volta la sua pelle morbida e bianca, mentre con l'altra prendevo la sua, e gliela facevo poggiare sul mio inguine. " Si... aah... f-fammi urlare... fammi vedere q-quanto sei bravo a farmi urlare... e ti prometto che ti faccio visitare inferno, purgatorio e paradiso, nel giro di mezz'ora..." Ti porterò dolcemente alla follia più pura, fino al momento in cui non ne potrai più.


Quando sentì la sua meravigliosa voce eccitata che eccitava me a sua volta, presi ad ansimare con lui mentre le sue mani, mi stringevano sempre più forte.
Quando prese la mia mano e la poggiò sul suo inguine, il mio stomaco fece una capriola così, presi a sbottonare freneticamente i suoi jeans, mentre la mia mano, incontrollata, come spinta da una forza invisibile, si insinuava al suo interno. Volevo sentire la sua eccitazione pulsare tra le mie mani. La cosa, mi faceva eccitare proprio come se lui la stesse facendo a me. "Si...Ahhh...ovunque solo con te Ru...mmh...stringimi.....più forte" Presi a muovere le mie mani prima lentamente, poi man mano, aumentai di velocità...volevo sentirci urlare in preda al piacere più puro.

Ascoltando la sua supplica, lo tenni stretto contro il mio corpo, accarezzando più pelle possibile, e baciando ogni singola parte del suo corpo che riuscivo a raggiungere con le labbra... gli sfilai di dosso la maglietta, e la lasciai cadere al pavimento, mentre le sue carezze sul punto dove io l'avevo guidato, si facevano più audaci...
"Aaaah... c-così... Uru... d-di più..." serrai gli occhi, ed appoggiai la mia fronte al suo petto, avvolgendo con le mie braccia la sua schiena, e leccando la pelle appena sotto il capezzolo, per poi prendere tra le labbra quel piccolo bottoncino invitante, e stuzzicarlo con i denti e con la lingua.
"Fammi impazzire, Uru... aaaahhh... r-rendimi completamente matto... ah..." sussurrai tra un gemito e l'altro, mordendo il suo fianco con forza e dolcezza allo stesso tempo.


Ogni qualvolta mi stringeva, cazzo mi sentivo male e bene....il mio stomaco faceva capriole, la mia voce usciva incontrollata dalla mia gola, il mio corpo si muoveva incontrollato su di lui come in una richiesta di attenzioni continua e sempre più intensa. Le sue labbra che torturavano il mio petto, la sua fronte, che pian piano iniziava a farsi umida contro la mia pelle, la sua vicinanza calda, tutte cose che mi stavano facendo impazzire davvero, avevo la sensazione di essere preda di una potente droga. Ma, nonostante questo, volevo approfittare di quel momento per trovare risposte a domande che il mio cuore continuava a farmi.... in base alle risposte, mi sarei comportato di conseguenza. Dovevo costringermi ad essere coscienete e prestare attenzione alle sue parole, pronto a leggere tra le righe mentre la mia mano, continuava imperterrita il suo lavoro.
"Ru....aaahh....c-cosa provi per me davvero?..e...e da quanto?..."


Cercando di riprendere fiato, per rispondere alla sua domanda, mi strinsi ancora di più contro di lui, e senza smettere di accarezzare la sua schiena, lo guardai negli occhi, per essere sicuro che il mio sguardo gli dicesse tutta la verità, e non si nascondesse soltanto dietro l'eccitazione del momento.
Anche perchè sarebbe stata l'ultima cosa che avrei voluto, con lui.
"T-ti adoro, Uru... aahhh... d-da così tanto tempo... c-che l'ho quasi dimenticato..." presi il suo viso tra le mie mani, e lo avvicinai al mio, per baciare intensamente le sue labbra. "Io... ti amo, Uru-chan..."


"E...perchè non me l'hai mai detto?..." Dissi fermandomi d'un tratto "Cosa aspettavi??? Dovevo alzarmi io da quel divano e provocarti per capire che mi amavi?.....Sei stato poco leale sai?" dissi scendendo dalle sue gambe e stendendomi sul divano. Lo guardavo mentre lui era rimasto lì, immobile, mezzonudo....era bellissimo. I capelli biondi, bagnati leggermente da un po di sudore provocato dalla massima eccitazione di prima- lo supponevo perchè mi trovavo nelle stesse condizioni- il respiro affannoso e il suo sguardo smarrito, mi avrebbero fatto arrivare correndo in capo al mondo. Volevo il massimo da lui, volevo sentirlo, ma avevo uno strano senso di insoddisfazione come se non potessi avere tutto quello che volevo e la cosa mi lasciava di merda. Avrei voluto fondermi dentro di lui se avrei potuto e invece, mi limitavo a contemplarlo con il fiato corto, steso su quel divano a gambe aperte, come se aspettassi solo lui. Sentivo le mie labbra di fuoco, volevano baciarlo ancora, ancora e ancora.

Passandomi il braccio sulla fronte, mi asciugai un po' di sudore, avvertendo un senso di fastidio, quando si staccò dal mio corpo... non tanto per l'atto che stava compiendo ed aveva lasciato a metà... tanto più per il calore della sua pelle a contatto con la mia, che aveva lasciato un gran freddo su di me.
"Non so nemmeno io... p-perchè non te l'ho mai detto... forse per stupidità..." allungai una mano verso una delle sue gambe, e la accarezzai, perdendomi a guardarlo in tutta la sua bellezza. I suoi occhi lucidi, e i suoi capelli spettinati... le sue guance leggermente arrossate, e le sue labbra irresistibili, dicevano che mi voleva a tutti i costi, e in qualsiasi modo...
Lasciai un piccolo bacio sul suo ginocchio, e ci appoggiai contro la fronte; "Forse la mia... era solo paura di perderti... perchè se fosse andata male, avrei perso anche la tua amicizia... e sei troppo importante perchè potessi permettere una cosa simile." Mentre parlavo, non smettevo di accarezzare la sua gamba nemmeno per un secondo...


" Sai...prima.....mi era passato in mente che.....te ne stavi approfittando, che ne so, un momento di sbandamento o che avevi solo voglia di scopare...." Lo guardavo assaggiare coi baci la mia gamba e con gli occhi, cercavo di dirgli di fare di più....volevo l'impossibile da lui. Fino ad adesso stava andando bene.... non era solo sesso....non poteva esserlo. Vidi il suo sguardo a quelle parole e abbassai il mio "anche io non te lo l'ho detto per lo stesso motivo....aspettavo un tuo input ma poi, non ce l'ho più fatta..." continuai continuando a guardarmi la pancia mentre con le mani torturavo una ciocca dei miei capelli mentre, in tutto questo, i suoi baci continuavano a farmi rabbrividire.

Chiusi gli occhi, baciandolo nell'interno coscia, mentre una mia mano andava ad accarezzargli i fianchi e la pancia perfettamente piatta.
"Non lo farei mai, Uru-chan..." dissi, sfiorando la mano che teneva abbandonata lungo il fianco, per poi stringerla nella mia, ed avvolgere le mie dita con le sue, in una stretta dolce e possessiva al contempo. "Non mi approfitterei mai di te..." sussurrai, accarezzando con la bocca il suo inguine, ancora coperto dai boxer. "Perchè voglio che tu sia solo mio..." Giocherellai con l'elastico della sua biancheria, per poi abbassarla di poco, e lasciargli una serie di baci sulla pelle appena scoperta. "...e voglio che io sia solo tuo... farei qualsiasi cosa per te, Uru... basta che tu mi dica cosa."


" Non c'è bisogno che te lo dica Ru..."  risposi mordendomi il labbro inferiore eccitato, mentre le sue labbra, si avvicinavano ancora di più verso quello che volevo...
"Io voglio quello che vuoi tu Ru....voglio essere solo tuo e voglio che tu sia solo mio..."
Dissi alzandomi sui gomiti per osserverlo meglio, per guardare quel demone dell'amore dalla bellezza angelica saggiare la mia pelle, lentamente, in modo da farmi impazzire.

Mi alzai dalla mia postazione per raggiungere le sue labbra, e le baciai per un tempo che mi sembrò interminabile... accarezzai con estrema calma le sue labbra con la punta della lingua, come a voler memorizzare immediatamente il suo sapore, che mi dava letteralmente alla testa...
Le morsi una volta, poi un'altra ancora, prima di spostarmi verso il suo orecchio. "Sei stupendo..." mormorai, baciandolo sul collo, e nel punto appena sotto il lobo dell'orecchio... lasciai un'umida traccia su tutto il suo petto, man mano che scendevo di nuovo verso il basso, e con decisione, abbassai i suoi boxer, e tornai a baciarlo nell'inguine e nell'interno coscia.
Avvolsi le mie dita intorno alla sua eccitazione, così calda, che mi dava piacere anche solo a tenerla nella mia mano... vi poggiai poi le mie labbra alla punta, e chiusi di nuovo gli occhi, accarezzandola con la lingua, per poi lasciarlo penetrare completamente nella mia bocca, e scoprire finalmente il suo sapore più intimo, e da me tanto desiderato... mentre cominciavo a succhiare con più decisione, strinsi di nuovo la mia mano nella sua. Non l'avrei più lasciata per niente al mondo.


Le sue labbra. Ancora una volta tra le mie. Ancora una volta la sua lingua cercava la mia. Ancora una volta una morsa allo stomaco. I suoi sussurri, la sua voce, il suo alito caldo, i suoi morsi dolci al mio orecchio....avrei voluto afferrare qualsiasi cosa, urlare, fare tutto e fare niente. Mi sentivo incapace di intendere e di volere, un burattino nelle sue mani felice della propria condizione. La sua pelle, le sue labbra, continuavano a marchiarmi a fuoco mentre la mia schiena, continuava a reagire a quelle violente scosse di accitazione che mi provocava. Quando finalmente arrivò alla parte più intima di me, sentì il mio viso scoppiare di calore. Avrei messo la mano sul fuoco che in quel momento mi stava uscendo il fumo dalle orecchie.
"Aaahh...Ruki...."
continuavo ad urlare il suo nome, ad urlare, nella mia testa non vi entrava nemmeno più la mia voce, era vero. Non mi sentivo.
Sentì le sue dita scivolare nella mia mano che in quel momento cercava di stringere forte il divano, come per trattenermi da chi sà quale caduta nel vuoto ma quella mano, era per me un appiglio sicuro. La strinsi forte. Lo guardai. Il viso rosso mentre succhiava il mio membro soddisfatto, i capelli biondi che gli incorniciavano il viso.... mi stavo chiedendo se fossi morto o ero ancora vivo. Mi alzai a sedere stringendo sempre la sua mano tra la mia; non volevo assolutamente lasciarla, e con l'altra, gli accarezzai quei morbidi capelli biondi che profumavano di miele. Gli accarezzavo il viso e mi chinai per baciarglielo dolcemente.


Quando sentii il suo corpo muoversi sotto di me, e la sua bocca baciare il mio viso, mi staccai dalla sua erezione, e cercai le sue labbra ancora una volta... le trovai e me ne impossessai, trasmettendogli il suo stesso sapore attraverso di me.
Lasciai finire il lavoro cominciato dalla mia bocca alle mie mani, mentre lo guardavo negli occhi, mordendomi il labbro inferiore, e perdendomi a guardare il suo viso, preda del piacere più puro.
Dio, avevo davanti agli occhi qualcosa di talmente bello che non mi sembrava nemmeno reale... possibile che quell'angelo biondo stesse davvero per diventare tutto mio? E soprattutto... lo meritavo?
"Uru-chan... sei l-la cosa più bella che abbia mai visto, lo sai? Voglio farti mio..." mentre pronunciavo queste parole, con la mia mano libera lo indussi ad avvolgere le sue mani intorno al mio collo, per farmi stringere forte nel suo abbraccio.

Mentre gli baciavo il viso, senti le sue labbra raggiungere le mie. Era strano assaporare me stesso tramite lui ma....così potevo sentire come lui sentiva me.... sarà strano ma io la trovavo una cosa bellissima, stavamo condividendo davvero tutto, corpo e anima. Avevo sempre sognato che andasse così tra me e Ruki. Quando lo vedevo cantare, con quella voce capace di scuotermi dentro come uno tsunami, quando durante i live ogni suo minimo gesto mi eccitava a tal punto da sentire il bisogno di baciare la chitarra per trattenermi. Adesso, tutto stava avvenendo, lui era tutto mio ed io tutto suo, non avrei più dovuto aspettare.
Mi sussurrò quelle parole come se non desiderasse altro, portando le mie braccia intorno al suo collo. Una volta che le mie mani si furono congiunte dietro la sua testa, affondai le mie mani tra i suoi capelli stringendolo forte a me
"Tu sei stupendo Ruki....ma davvero fin nei limiti dell'assurdo. Voglio essere tuo, cosa aspetti?" chiesi sorridendo.


Sorrisi, abbassando lo sguardo per sfuggire al suo, sentendomi leggermente in imbarazzo; non sono mai stato bravo ad accettare complimenti...
Non potevo credere che stava per succedere davvero... l'avevo desiderato così a lungo che mi sembrava di scoppiare; sentivo il cuore battere a mille, e i polmoni in fiamme, mentre tentavo di calmare il mio respiro, reso affannato dalla sua inspiegabile bellezza.
Lo feci stendere di schiena sul divano, e mi appoggiai contro il suo corpo... la sua pelle contro la mia era calda,  morbida... meravigliosa.
Mi spostai il tempo di sfilarmi di dosso i vestiti che ancora indossavo, e quando mi riabbassai su di lui, e i nostri bacini si sfiorarono, una scossa elettrica pervase tutto il mio corpo.
Lo abbracciai forte, e ripresi a baciarlo, mentre violavo l'entrata del suo corpo con un dito, con l'intenzione di prepararlo per fargli il meno male possibile. Lo vidi stringere gli occhi per il fastidio avvertito al suo interno, e gli baciai una guancia arrossata per calmarlo. "Rilassati, tesoro... non ti farò male..." sussurrai, aggiungendo un altro dito...


Ancora una volta, come se fossi stata una bambola mossa da lui, mi lasciai guidare dai suoi gesti, mi lasciai completamente trasportare. Senza problemi, mi accompagnò nel mio girarmi di schiena sul divano. Sentì il suo corpo aderire al mio. Era come avere una calda coperta addosso, mi sentivo protetto e al sicuro anche se, quando il suo dito penetrò in me lentamente, sentì molto fastidio e strizzai gli occhi, ma pensavo che era lui, che era Ruki, che era la persona che...amavo da oltre una vita e...ero felice. Non mi importava altro. Gli sorrisi. "Non preoccuparti a-amore mio....aahhh....s-so che non mi farai male....m-mi fido di te...." sussurrai lentamente. Il fatto che presto saremmo stati una cosa sola, mi lasciava completamente senza fiato.

Cominciai a muovere le mie dita nel suo corpo con piccoli movimenti, e con lentezza, mentre disseminavo di baci la sua mascella e il suo mento, dove poi lasciai un leggero morso.
Il sapere che si fidava di me, mi incoraggiò tantissimo; feci in modo che aprisse un po' di più le gambe sotto di me, per permettere alle mie dita di entrare più in profondità, e quando sentii i suoi muscoli rilassarsi, al suo interno, le tolsi, e le sostituii con il mio sesso. Mi feci strada lentamente dentro di lui, baciandogli la fronte sudata, e sentendolo incredibilmente stretto intorno alla mia eccitazione.
"Ah... D-dio, Uru... s-sei così c-caldo... aahh..." il calore di quel corpo da me tanto agognato, mi faceva suo succube, fino a farmi completamente impazzire.
Cominciai a muovermi con più insistenza, mentre la sua bellissima voce che gemeva riempiva le mie orecchie. "T-ti amo, Uru-chan..."


Mi lasciai stringere, mi lasciai baciare, mi lasciai mordere. Ormai ero completamente suo. Le sue dita dentro il mio corpo, ormai non facevano più effetto. Volevo di più. Volevo lui, lo volevo dentro. Quando finalmente fui pronto ad occoglierlo e il suo membro si faceva strada dentro di me, urlai dal piacere stringendo forte il cuscino che si trovava sotto di me sul divano. Le sue parole  mi eccitarono talmente tanto, da portarmi ad alzare di più il mio bacino verso quello di Ruki per far passare una mano sotto il mio corpo e riprendere quello che Ruki aveva interrotto. "si...aaaahh...s-sii...ti amo anche i-io Ru...aaaah"
Era una sensazione inspiegabile, il mio "io" si era fuso in due corpi, il mio cuore batteva nel suo petto come il suo nel mio.
Continuava. Andava sempre più forte facendomi urlare in preda alla passione più pura, ma quando sentì che stava rallentando l'andata, mi sottrassi al suo dominio spingendolo sul divano e salendo cavalcioni su di lui. Mi guardava allibito ma poi, capendo il mio gioco, il suo sguardo si fece sfacciato. Adesso era lui la mia preda.

Mi spinsi in profondità nel suo corpo, velocizzando i miei movimenti attimo dopo attimo, baciandolo e mordendolo sempre con più forza, con un impeto quasi violento...
Improvvisamente Uruha ribaltò le nostre posizioni, rendendomi vittima della sua lussuria, e del suo desiderio più profondo... mentre mi preparavo ad assecondare la sua voglia, ed a riceverlo dentro di me, gli sorrisi con sfacciata malizia, alzando il collo quanto bastava, per chiedergli implicitamente di baciarlo e di morderlo, e di farmi impazzire come io avevo fatto impazzire lui...
"Avanti, Uru... f-fallo... ti voglio..."


"Mi vuoi??" sorrisi malizioso leccandomi le labbra "mi avrai...prima però...voglio assaggiarti Ru-chan" detto questo, mi avventai sul suo collo come un avvoltoio assale la sua preda. Sulla mia pelle bianchissima avevo ancora i segni dei suoi morsi leggermente arrossati. Ora, finalmente, potevo assaggiare io la sua pelle, il suo sapore più intimo. Con le mie labbra, accarezzavo tutta la sua pelle mentre con la lingua, lo accarezzavo dolcemente prendendomi il sapore del suo sudore che sapeva così tanto di lui. Scesi più giù, sul suo corpo dove lasciavo tanti morsi leggeri e decisi mentre la mia mano, incitava la sua erezione ad eccitarsi in modo da poter accorciare le distanze che mi separavano dal momento di farlo mio completamente. Quando arrivai con le labbra al suo inguine, sospirai di piacere prima di leccare il suo membro bollente in tutta la sua lunghezza per poi portralo tutto in bocca. Succhiai fino a quando non venne tra le mie labbra. Vederlo eccitarsi e andare in escandescenza sotto le mie attenzioni mi faceva impazzire. Mentre continuavo a torturare con la mia boca il suo membro, le mie dita entrarono nel suo corpo per prepararlo.

Sussultai in preda al piacere più puro, mentre sentivo quelle labbra di fuoco avvolgersi intorno alla mia erezione... sentivo il mio cuore battere così forte, che sembrava potesse scoppiare da un momento all'altro.
"Aaaahh... U-uru... aaah..." gemetti più forte nel momento in cui sentii le sue dita entrarmi dentro, e conquistare il mio territorio più intimo e nascosto... sapevo che non c'era fretta... sapevo che non c'era alcuna ragione per affrettare le cose... ma ciò che sentivo come la sensazione più forte in quel momento, era la voglia di sentire il suo sesso duro e bollente nel mio corpo.
"Uruha... aaah... p-prendimi... t-ti voglio davvero troppo..."
Strinsi forte la stoffa del divano sotto di me, in attesa che il mio bellissimo amante esaudisse il mio desiderio.

Mi staccai dal suo inguine e lo guardai un pò perplesso "ma se entro adesso ti faccio male..." dissi con tono più dispiaciuto di quanto in realtà volessi ma, vedendo che il suo sguardo non ammetteva obbiezioni, sorrisi incoraggiato e tolsi le mie dita per prendere posto al suo interno, lentamente.
Dio che sensazione stupenda sentire i suoi muscoli che si contraevano intorno al mio membro ogni volta che spingevo.
"Rukii....aaaahh...t-ti amo tantissimo..." dissi prendendo sempre più velocità e spingendo più forte dentro di lui. Con una mano intanto continuavo ad istigare il suo membro mentre, nel frattempo spingevo, ero chino sul suo corpo baciando ogni centrimetro della sua pelle bollente.

Lasciando che le mie dita si perdessero a stringere delicatamente le ciocche dei suoi capelli lunghi, e biondi come l'oro, gettai indietro la testa, e mi morsi il labbro con forza, fin quasi a sentirlo sanguinare... non importava se mi avesse fatto male... non importava nulla... importavano solo i suoi fantastici movimenti, mentre andava sempre più forte, sempre più veloce... in un ritmo sensualmente perfetto...
"A-anche... ahhhh... a-anche io..." urlai, non so quanto... ma urlai davvero forte... e in fondo l'aveva detto lui che voleva sentirmi urlare...
Inarcai la schiena, e strinsi i muscoli del sedere intorno alla sua erezione, in modo da donare a lui almeno la metà del piacere che lui era capace di far provare a me... "D-di più... Uru..."


Le sue dita che massaggiavano la mia cute, che stringevano i miei capelli con la forza dell'eccitazione mi facevano impazzire, i capelli erano il mio punto debole e questo lui lo sapeva bene, più li stringeva più andavo forte, più urlava più perdevo il controllo. E... quando stringeva i muscoli delle natiche mi faceva impazzire
"S-si aaah......aaaah...fallo ancora...aaah"


Strinsi più forte i suoi capelli, alla base del collo, punto per lui particolarmente sensibile, e strinsi di nuovo i miei muscoli intorno alla sua eccitazione, guardandolo negli occhi, come per provocarlo a farmi capire quanto gli piacesse tutto ciò.
"S-sei bellissimo, a-amore mio... aaaahh..." ansimai senza fiato, baciando le sue labbra rosse e gonfie dei miei precedenti baci. "S-stai aaah... s-sempre con m-me... ahh... s-stringimi forte..."


Cavolo Ruki, aveva deciso di farmi impazzire davvero... se avesse continuato in quel modo sare scoppiato dentro di lui. Le nostre labbra continuavanoa cercarsi ancora , e ancora, senza smettere. Cercavano l'una il calore dell'altra mentre di lì a poco, mi svuotai completamente dentro di lui.
Stanco, uscì lentamente accasciandomi sul suo corpo candido e morbido, sudato quanto il mio e lo strinsi forte. Sotto il mio orecchio sentivo i battiti molto accelerati del suo cuore, sembrava quasi volesse sfondargli il petto. Socchiusi gli occhi e prendendo fiato, risposi lentamente "si Ru, staremo sempre insieme, ci apparteniamo ormai...non potrei vivere senza di te. Stasera, mi hai regalato la cosa più preziosa che potevi darmi: il tuo amore" mi fermai...non sapevo come continuare, stavolta ero arrosito dall'imbarazzo così, strizzai gli occhi e mi strinsi più forte a lui mentre sentivo le sue mani accarezzarmi dolcemente.


Sorrisi, quando sentii un calore diverso da quello dell'eccitazione, provenire dalle sue guance... attraverso le sue parole, trapelavano tutti i sentimenti che provava nei miei confronti.
Tutto l'amore che conteneva il suo cuore, era soltanto mio, e sarebbe stato così per sempre, così come il mio era soltanto per lui... "Credo di non essere mai stato meglio in vita mia, Uru-pon..." in quel momento anche il soprannome con cui l'avevo sempre chiamato, mi sembrò più dolce. "Non potrei chiedere niente di meglio che stare qui, tra le tue braccia, dopo aver fatto l'amore con la persona più bella che abbia mai conosciuto..." gli baciai i capelli, e continuai ad accarezzarglieli, fino a quando non sentii il suo cuore rallentare i battiti e calmarsi, per tornare alla normale andatura.
Non sono mai stato tipo da parole romantiche, ma il mio amore ne meritava eccome. "E ripetere che ti amo ormai sarebbe anche riduttivo... ormai anche i muri lo sanno" dissi, ridendo appena. Avrei concesso tutto l'oro del mondo, per fermare il tempo a quell'istante...

Per ascoltare meglio le sue parole, alzai la testa poggiando il mio mento sul suo petto. Era dolcissimo mentre mi diceva quelle cose e non potetti fare a meno di trascinarmi più su, verso le sue labbra per baciarlo dolcemente accarezzandogli i capelli  "nemmeno io sono mai stato così tanto bene...mi hai dato tutto Ru...e io non posso che ringraziarti amandoti per sempre" affondai il viso sulla sua spalla abbracciandolo forte mentre fuori dalla finestra, i primi raggi del sole nascevano insieme al nostro amore.

~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, e a Rosiel, grazie! ^__^

Fangirlato da: LittleKi alle ore 16:35 | link | commenti (11) | commenti (11)(pop-up)
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