Listening to: Tetsu69 ~ Scarecrow
Wow... è davvero tanto che non posto qualcosa... e dire che ce ne sarebbero di cose da postare XD Ho scritto tanto in questo periodo, e più scrivo e più vorrei scrivere... non riesco quasi ancora a capacitarmi di quanto mi abbia preso, nel corso degli anni questa bellissima attività. Bhè, piano piano posterò tutto quanto, non c'è di che preoccuparsi. ^_^
Dunque... quella che state per leggere, è una storia a capitoli. Non è ancora conclusa, ma ho preferito cominciare a postarla perchè: 1) Ce l'ho tutta in mente, ergo sono sicura di finirla entro breve, se mi ci metto seriamente (XD); 2) Non vedevo semplicemente l'ora di farlo! (XDDDD)... che dire... è una storia abbastanza complicata da sviluppare, ma mi diverto tantissimo a scriverla *_* Forse i personaggi sono un po' OOC, ma essendo una AU, la cosa non mi preoccupa. XD E' molto particolare, ma spero non risulti pesante alla lettura >_<
Stavolta non ho usato soltanto i L'arc come personaggi, ma ci sono anche personaggi esterni che elencherò di seguito, e se mai se ne dovessero aggiungere altri, allungherò la lista man mano *O*...
Dunque, prima di lasciarvi leggere, un enorme grazie va alla mia Amanta Botan che mi ha gentilmente fatto il banner... GRAZIE MILLE *______________________________* E a voi che avete avuto la pazienza di leggere le note di una scrittrice rompiscatole, senza cliccare sulla x rossa, auguro buona lettura *_*...

UNCONDITIONAL LOVE [capitolo 1]
Fandom: L'Arc~en~Ciel
Pairing: Haitsu (TetsuxHaido)
Genere: AU
Rating: NC-17
Status: In corso...
Personaggi esterni: Ayana Sakai (Tetsu's wife), Kaori Mochida (From E.L.T.), Takanori Nishikawa (From Abingdon Boys School)
Un'altra mattina lo accolse, in quel letto che non era suo, a rigirarsi tra candide coperte, accanto a un corpo ormai esplorato migliaia di volte.
Aprire gli occhi gli sembrava difficile, sapendo che la giornata che lo aspettava sarebbe stata dura e lunga come tutte quelle precedenti.
Ma in quel grande palazzo in cui entrava ogni giorno alle otto del mattino, Tetsuya Ogawa era il capo. E il capo non era mai in ritardo.
Non il capo che si era sforzato di diventare, almeno...
Riluttante, alzò le palpebre ad incontrare la luce del mattino, che filtrava dalla finestra semi aperta.
Guardò l'orologio da polso che la sera prima si era sfilato, ed aveva poggiato sul comodino: le sei e trenta del mattino.
Si sciolse dal caldo involucro di lenzuola, e uscì dal letto.
Raccolse i suoi vestiti sparsi in giro, e li indossò, cercando di fare il meno rumore possibile.
Mentre agganciava i bottoncini della sua camicia, sentì un grugnito alle sue spalle.
Si voltò, e sorrise alla figura sonnecchiante che si stiracchiava nel letto.
“Vai già via?”
“Si, purtroppo...” rispose, stringendo la cintura dei pantaloni.
“Vuoi che prepari la colazione?” chiese l'uomo dal letto, alzandosi a sedere.
“No, Haido, torna pure a dormire. Oggi ho un sacco di lavoro da sbrigare, devo andare in ufficio prima. Tu non hai lezione fino alle nove, no?”
“Dici sempre così, pur di non rimanere con me un minuto di più.” disse Haido, ignorando la domanda che gli era stata rivolta.
“Oh, andiamo, sai che non è vero... Adoro stare con te, ma devo andare...” rispose Tetsu.
“Si... ok...”
“Torno stasera, va bene?” chiese, abbassandosi per baciare le labbra di Haido.
“Va bene”
“A stasera”
Raccolse la sua giacca, le chiavi della macchina, e lasciò la casa, dopo aver posato dei soldi sul comodino dove prima c'era il suo orologio.
Dopo essere passato da casa, e aver fatto una doccia rigenerante, Tetsu era di nuovo in macchina, e si dirigeva nell'enorme grattacielo che faceva da sede alla sua agenzia di idols, la 'Kuuron entertainment'.
Ogni giorno, entravano ed uscivano da lì, personaggi famosi e promettenti talenti.
Fondata dal padre di Tetsu trent'anni prima, la Kuuron entertainment, era famosa per essere l'etichetta di molti, tra i più famosi attori e modelle del momento.
Un'impresa ricchissima, con più di 400 dipendenti al suo servizio.
Mentre le ruote della sua Ferrari sfrecciavano sull'asfalto, il cellulare di Tetsu squillò.
Mise l'auricolare, e rispose.
“Moshi moshi?”
“Tesoro, sei già al lavoro?” La voce della sua fidanzata rispose dall'altro capo dell'apparecchio.
“Buongiorno, Ayana...” rispose, modulando la voce nella più falsa tonalità di dolcezza che gli riuscì di trovare.
Conosceva quella ragazza fin da bambino, e non l'aveva mai neanche sfiorato l'idea di poterla avere un giorno come moglie.
I suoi genitori erano però del parere contrario, e l'avevano costretto a starci insieme, facendogli promettere che l'avrebbe sposata.
Tetsu aveva accettato nonostante non l'amasse minimamente, solo perché sapeva che contraddire una famiglia come la sua sarebbe stato del tutto inutile.
“Ci stavo andando adesso, a dire la verità. Sono in macchina.”
“Capisco.”
“Come mai, mi chiami a quest'ora?” le chiese Tetsu.
“Avevo voglia di sentirti, non pensavo di disturbarti...”
“Infatti non mi disturbi. Solo che di solito a quest'ora dormi ancora.” disse, svoltando un angolo e prendendo un'altra strada.
“Mah, mi sono svegliata presto stamattina. Mi ha telefonato tua madre. Mi ha invitata a pranzo” disse Ayana.
“Oh, bene. Perfetto.”
“Tu ci sarai per quell'ora, vero? Dovremmo anche discutere di alcune cose riguardo al matrimonio.”
“Si, per pranzo penso di esserci, ma dopo dovrò andar via. Ho degli appuntamenti nel pomeriggio.” disse Tetsu. La prospettiva di passare tutta la giornata a progettare il suo futuro da coniugato non era proprio allettante.
“Capisco... sempre lavoro, eh?” rispose Ayana, spazientita. “Non ho ancora capito se viene prima il lavoro o io, nella tua vita.”
“Ah, non dire così. Sai cos'è più importante per me. Sei tu... ma se devo lavorare, devo lavorare. Non è certo colpa mia.”
“Si, si, lo so...” sembrò calmarsi per qualche istante. “E pensi di poter cenare con me, stasera?”
“Ah, Aya-chan, penso proprio di no. Ho una cena con il caporedattore di una rivista.” in realtà non aveva nessun incontro del genere. Al contrario, doveva andare da Haido, come accadeva ormai sempre più di frequente.
Era così attratto da quel ragazzo magro e bellissimo, da sentirne continuamente il bisogno.
“Bhè... se non c'è verso di farti cambiare idea, allora ci vediamo oggi a pranzo.” si arrese Ayana, alla fine.
“D'accordo” rispose Tetsu.
“Ti amo”
“Ti amo anch'io” disse, e staccò la chiamata.
Fingere è la cosa più difficile da fare al mondo, a volte... pensò, mentre parcheggiava la macchina di fronte al grattacielo in cui lavorava.
“Ohaiyo, Ogawa-san” vari dipendenti lo salutarono al suo passaggio, mentre attraversava l'atrio del palazzo, diretto agli ascensori.
“Ohaiyo” rispondeva sempre educatamente, sorridendo affabile.
Una delle cose che lo rendevano così un ottimo capo, era la sua capacità di non far sentire mai a disagio le persone che lavoravano con lui.
Anche se ciò non toccava minimamente la sua indubbia autorità, le trattava con gentilezza.
Era esigente, questo si...
Pretendeva che tutto fosse fatto nel modo migliore.
Arrivò all'ascensore, e lo chiamò.
Entrò e premette il pulsante dell'ultimo piano.
Quando arrivò, si diresse immediatamente verso il suo ufficio.
Vide la sua segretaria venirgli incontro con un mucchio di fogli tra le braccia.
“Buongiorno, Ogawa-san.”
“Buongiorno.” rispose Tetsu.
“Ho appena preparato tutti i documenti che mi aveva chiesto. Glieli avrei lasciati sulla scrivania, se fosse venuto più tardi.”
“Grazie mille.” Si sedette sulla grande poltrona di pelle, dietro la sua scrivania.
“Le porto un caffè?” chiese la segretaria.
“Oh si, grazie.” rispose Tetsu. “Ah, Mochida, ascolta...”
La segretaria si voltò. “Si, presidente?”
“Sakurazawa è già qui?”
“E' arrivato giusto qualche minuto prima di lei, signore...” rispose Mochida.
“Fallo salire. Gli devo parlare. Porta un caffè anche per lui.” ordinò, mettendosi gli occhiali, e cominciando a sfogliare i documenti che gli erano appena stati consegnati.
“Come desidera, signore.”
La segretaria uscì, e Tetsu aspettò con calma che il suo amico arrivasse, insieme alla sua tazza di caffè.
Yasunori Sakurazawa era il fotografo di punta della Kuuron entertainment.
Un professionista serio ed esperto, che faceva il suo lavoro con grande attenzione e passione.
Sotto alcuni punti di vista, era un po' come lui, abituato a lavorare solo ed esclusivamente nel migliore dei modi possibili.
Il fatto poi fossero amici di vecchia data, aveva contribuito anche a instaurare quel rapporto di fiducia che non deve mai mancare tra il capo e un suo subordinato.
Dopo una decina di minuti, sentì una mano battere un paio di colpi sulla porta.
“Avanti.” disse.
“Mi hai fatto chiamare, capo?” Un ragazzo alto, dai lunghi capelli neri come l'ebano e dallo sguardo attraente, entrò nell'ufficio di Tetsu.
Quel giorno portava una coda di cavallo, probabilmente per comodità, un paio di jeans scuri che aderivano alle sue gambe lunghe, e una t-shirt a mezze maniche nera.
Era dotato di una grande bellezza, Yasunori Sakurazawa, e Tetsu ancora si chiedeva come potesse fotografare i modelli, quando lui stesso avrebbe potuto esserlo
“Siediti Sakura, per favore.” gli disse.
'Sakura' era il modo in cui lo chiamavano tutti i suoi amici.
Si sedette, e aspettò che Tetsu dicesse qualcosa.
Quest'ultimo finì di esaminare un documento, dopodiché, rivolse la sua attenzione al fotografo.
“Su chi stai lavorando, in questi giorni?” gli chiese, senza preamboli.
Sakura lo guardò incuriosito. “Su Kitamura.” rispose.
Tetsu sospirò. “Lo immaginavo.” disse.
Ken Kitamura, era la punta di diamante dell'agenzia gestita da Tetsu.
Un modello dal grande fascino, e una bellezza che sembrava appartenere solo a lui.
“Tetsu, è successo qualcosa con lui?” chiese Sakura.
“No no... almeno non direttamente.”
“Che significa?”
Prima che Tetsu potesse rispondere, o dire qualunque altra cosa, udì un altro paio di colpi sulla porta. “Avanti.” disse.
La porta si aprì, lasciando entrare Mochida, che trasportava un vassoio con due tazze e una zuccheriera.
“Ecco qui.” disse, poggiandolo sulla scrivania.
“Grazie. Puoi andare.” disse Tetsu.
“Con permesso.” disse cortesemente la ragazza, e uscì.
“Quella ragazza è stata un ottimo acquisto, Tetsu, complimenti.” disse Sakura, riferendosi alla segretaria appena uscita.
“Kaori? Si, fa molto bene il suo lavoro.” rispose l'altro, zuccherando una tazza di caffè per l'amico. Gliela passò. “Ti dicevo, comuque, prima che Kaori ci interrompesse, che ieri ho ricevuto una telefonata da Yukihiro Awaji, ti dice nulla questo nome?”
Sakura parve riflettere per qualche istante.
“L'ho sentito nominare.” disse alla fine. “Se non erro è un fotografo...”
“Peggio.” lo interruppe Tetsu. “E' un fotografo, si. Ma per una rivista scandalistica.”
“In altre parole, è un paparazzo.” rispose Sakura.
“Precisamente.”
“E cosa voleva da te?”
“A quanto ho capito, questa persona non ha proprio un lavoro fisso. Uno che si guadagna da vivere con uno scoop qualunque, e da come mi ha parlato, mi è sembrato che sia disposto a fare qualsiasi cosa pur di mettere le mani su un bel po' di soldi.” spiegò Tetsu. “Ha detto che ha della roba forte su una delle nostre stelle, come le ha chiamate lui. E sono quasi certo che si tratti di Kitamura. Quello lì si caccia in un guaio al mese. E' sempre nel mirino di fotografi e paparazzi, e pare non rendersene conto neanche! Ma quando imparerà a essere un po' più discreto?!”
“Vedi, Tetsu, ho paura che non sia così sprovveduto come credi.. sa che gli scoop vendono e tenta di trarne profitto e visibilità. E' una persona molto furba, sa il fatto suo. Ho avuto modo di averci a che fare in più di un'occasione, e ti assicuro che lo fa apposta.” disse Sakura.
Abbozzò una risatina, poi tornò serio.
“Oh, io di questo sono sicuro, Sakura. Ma mi pare ora di smetterla adesso. Non mi va di avere a che fare con gente come Awaji, per colpa sua. Con le riviste scandalistiche non abbiamo nulla da spartire.” rispose Tetsu.
“Capisco.”
“Voglio togliermelo dai piedi al più presto, quello lì. Mi pare piuttosto intenzionato a far pubblicare l'articolo.”
“E suppongo che questo debba essere un lavoro delegato a me, non è vero?” chiese Sakura, sorridendo appena.
“Esattamente.” rispose l'altro.
“Ho capito. Cosa vuoi che faccia?” chiese, sistemandosi meglio sulla sedia.
“Mi ha lasciato il suo numero. Contattalo.” rispose Tetsu. “Prendi un appuntamento con lui. Devi convincerlo a darti quelle foto a tutti i costi. Mettilo alle strette se devi. E se poi proprio non vuole, digli pure che il presidente della Kuuron entertainment lo aspetta nel suo ufficio, con una proposta che non lo lascerà affatto indifferente.”
Sorrise, con un velo di cinismo, sul volto dai lineamenti pronunciati.
Sakura capì al volo le sue intenzioni.
“Vuoi pagarlo, Tet-chan?” gli chiese.
“Oh, non è escluso che arrivi a farlo, se necessario.” rispose. “Ma di questo non preoccuparti, ora. Pensa prima di tutto a fare quello che ti ho detto. Questo non è né il momento, né la situazione adatta per avere un paparazzo tra i piedi.”
“Ho capito. Sarà fatto.” rispose Sakura alla fine.
“Bene. Sapevo di poter contare su di te. Qui c'è il suo numero.” disse Tetsu, porgendogli un bigliettino che il fotografo prese e guardò.
“Oggi stesso lo chiamo. A proposito, come va con Ayana? I preparativi per il matrimonio procedono bene?”gli chiese.
“Oh, non me ne parlare, ti prego!” rispose l'altro, socchiudendo gli occhi.
“Qualcosa non va?” Sakura sapeva davvero tutto di lui.
Era l'unica persona alla quale raccontava proprio ogni cosa.
L'unica, alla quale avesse mai parlato di Haido.
E infatti, notando il silenzio dell'amico, il fotografo disse: “Ho capito. Centra ancora quel ragazzo, vero?”
Tetsu annuì. “Sai, non riesco a capire. Ayana ultimamente mi tartassa, con questa storia del matrimonio. Passare il tempo con lui senza pensare a niente, mi aiuta. E' una distrazione.”
“Si, posso immaginare.” rispose Sakura. “Ayana non sospetta nulla, vero?”
“No, assolutamente. E' convinta che io la ami, come sempre.”
“E hai intenzione di vederlo anche questa sera?” chiese Sakura.
Tetsu annuì di nuovo.
“Capisco. Buona fortuna, allora.” rispose il fotografo. Poi si alzò dalla sedia. “Bhè, io ora devo tornare al lavoro, e tu hai molto da fare, quindi vado. Stai attento, Tet-chan.”
“Ok... grazie di tutto.”
Sakura alzò le spalle. “Dovere.” disse, ed uscì dalla stanza.
“Stai attento.” ripetè Tetsu tra sé e sé, voltandosi verso la grande finestra, facendo perdere il suo sguardo nel cielo, attraverso le vetrate.
Tetsu parcheggiò la sua macchina nel giardino della grande villa dove abitavano i suoi genitori.
Anche se aveva un appartamento per proprio conto, era sempre dai suoi che si tenevano i pranzi, le cene e le cerimonie importanti.
Pensò che Ayana fosse già lì ad aspettarlo.
E infatti, quando entrò in casa, la trovò in salotto con sua madre, che chiacchieravano sedute sul divano.
“Eccomi.” si annunciò.
“Bentornato, caro.” gli rispose sua madre.
Tetsu le si avvicinò, e le baciò una guancia. “Ciao mamma.” le disse. Poi si avvicinò alla sua fidanzata. “Ciao, tesoro.” la salutò, baciandole le labbra.
Le si sedette accanto, prendendole la mano.
Le sorrise, poi si rivolse a sua madre: “Papà è in casa?”
“Oh no, figliolo. Aveva una partita di golf con alcuni dei suoi vecchi amici, e non è ancora tornato. Tetsu annuì. “Dovrebbe essere qui a momenti, comunque.” aggiunse la signora Ogawa. “Bhè ragazzi, vi lascio da soli.” si alzò ed uscì dalla stanza.
Ayana poggiò la testa sulla spalla di Tetsu, stringendo ancora le sue dita tra le sue. “Sei stanco?” gli chiese.
“No, non particolarmente.” rispose.
“Sei pensieroso. C'è qualcosa che ti preoccupa?”
“Mah, si tratta di lavoro, e non mi va di parlarne.” le sorrise, carezzandole una guancia con dolcezza.
D'un tratto sentirono il rombo di un motore, e lo scricchiolio della ghiaia del giardino.
“Oh, dev'essere tornato tuo padre.” disse Ayana.
E infatti, dopo qualche istante, il signor Ogawa entrò in casa, in tenuta da golf.
Era incredibile il modo in cui riusciva perfettamente a nascondere la sua età, dimostrando di essere sempre più giovane, e in piena forma.
“Buongiorno, ragazzi.” salutò.
“Buongiorno.” rispose Ayana, educatamente.
“Ciao, papà.”
“Oh, figliolo, era da tanto che non ti si vedeva qui per pranzo. Hai fatto bene a venire. Ora vogliate scusarmi, ma mi voglio cambiare prima di mangiare.” sorrise gentilmente, con lo stesso identico sorriso che aveva anche suo figlio, e si allontanò.
“Sai, ho sempre pensato che tu somigliassi tantissimo a tuo padre.” considerò Ayana.
“Davvero?” rispose Tetsu.
“Già.”
“Non ci ho mai fatto caso.”
Stettero in silenzio per un po', seduti vicini, mano nella mano.
Tetsu le accarezzava meccanicamente i lunghi capelli castani, in lente carezze, che avrebbe voluto fare ad un'altra persona.
Chiuse gli occhi, immaginando di trovarsi in un altro posto, e non lì con la sua futura moglie.
Anche quando lei lo baciò, con dolcezza e passione al contempo, immaginò che ci fosse qualcun altro al suo posto...
Tetsu bussò alla porta della casa che lo accoglieva ormai quasi ogni sera.
Una stanza in cui consumare un peccato, in cui tornare quando ne aveva voglia e bisogno, era tutto ciò che desiderava in quel momento.
E la persona con la quale divideva ogni volta tale peccato, gli aprì, salutandolo con uno di quei suoi magnifici sorrisi, che da soli bastavano a stordirlo, e a fargli venire voglia di farlo suo, soltanto suo.
“Buonasera” disse, con la sua voce sensuale.
Tetsu lo guardò per un momento.
Indossava un maglione bianco, abbastanza largo, con le maniche tirate fin sopra i gomiti, e che scendeva leggermente da un lato, lasciando scoperto un po' della sua spalla.
Le sue gambe morbide e perfette, erano avvolte in un paio di jeans aderenti, che mettevano languidamente in risalto la forma del suo sedere e dei suoi fianchi.
“Bhè, neanche mi saluti?” gli chiese, con lo stesso sorriso.
Tetsu entrò in casa, e si chiuse la porta alle spalle; lo afferrò per i fianchi, e lo spinse contro la parete più vicina, portando il proprio corpo a stretto contatto con il suo.
Lo guardò negli occhi un secondo, prima di baciarlo sulle labbra.
Con impeto, con urgenza, ma con la solita dolcezza sempre protagonista di ogni loro incontro.
“Ciao.” sussurrò, quando si staccarono. Gli accarezzò ancora le labbra con le sue, mentre le sue dita si perdevano tra i lunghi capelli scuri. “Sei bellissimo.” gli disse.
“Grazie.” rispose Haido.
Tetsu ricominciò a baciarlo, accarezzandogli la pelle sotto il maglione, che alzò, e gli sfilò in un movimento carico di sensualità.
Gli portò le mani sotto il sedere, ed Haido alzò le gambe, allacciandole intorno alla sua vita.
Lo trascinò così fino in camera da letto, tenendoselo in braccio, stringendolo forte, e continuando a possedere la sua bocca.
Lo poggiò sul morbido materasso, e in pochi istanti si lasciarono trasportare fino a fare l'amore. E più in profondità Tetsu lo penetrava, più Haido urlava e gemeva in quel modo che avrebbe fatto impazzire chiunque.
E quanto più i suoi ansiti si intensificavano, tanto più l'altro lo possedeva, dandogli sempre di più, fino ad arrivare in paradiso...
Haido guardò con amore la persona addormentata a accanto a sè.
Anche se fino a poco prima l'aveva fatto suo con forza e prepotenza, ora riposava con un'espressione così rilassata e dolce, da sembrare quasi quella di un bambino.
Dormiva serenamente, sdraiato a pancia in giù, con il lenzuolo di candida seta che lo copriva a metà, lasciando nuda la sua schiena leggermente sudata.
Gli accarezzò i capelli, e Tetsu parve quasi sorridere nel sonno.
Lo amava; amava quella persona che lo possedeva quasi solo per sfogo, o per desiderio sessuale, più di ogni altra cosa. Eppure fingeva che tutto andasse bene così.
Sapeva perfettamente che non era ricambiato, e neanche ci sperava. Sapeva che per Tetsu era solo una distrazione... ma gli andava davvero bene.
Pur di stargli accanto aveva accettato anche il suo ruolo di puttana.
Perché alla fin fine, a quello si era ridotto... Tetsu lo pagava per avere sesso in cambio, non la si poteva chiamare altro che prostituzione.
Ma pur di avere come scudo quelle esili braccia che nascondevano in realtà una grande forza, non se ne lamentava.
Non lasciava trasparire i suoi sentimenti, e fingeva di essere attratto soltanto sessualmente.
D'altra parte Tetsu era anche fidanzato, e proprio non se la sentiva di complicargli la vita.
Non gli restava dunque che ingoiare l'amaro, e sperare che forse, un giorno, avrebbe potuto regalargli con sincerità tutto il suo amore...
Gli sarebbe bastato anche solo che Tetsu avesse accettato i suoi sentimenti e basta... davvero, anche solo quello.
~End~
Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^
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