Listening to: L'Arc~en~Ciel ~ Link -KISS mix-
Cavolo! O_O E' davvero un bel po' che non posto nulla... eppure qualcosa, la vostra Kikyo qualcosa l'ha scritto... ù_ù A cominciare dalla Sakutsu che posto adesso. Non saprei se aggiungere qualcosa o meno, a parte che amo questa coppia con tutta me stessa, e che ho due Haitsu a capitoli da finire =O=...

WATER
Fandom: L'Arc~en~Ciel
Pairing: Sakutsu (SakuraxTetsu)
Genere: Romantica
Rating: R
Status: Completa
La grande casa del ragazzo dai capelli rossi era immersa nel buio.
Solo la TV accesa illuminava il salotto silenzioso, mentre trasmetteva un programma comico.
Il ragazzo magro dai lunghi capelli rossi era stanco, e riposava sdraiato sul divano con una coperta leggera poggiata sulle gambe.
Si era addormentato guardando la televisione, dopo un bagno caldo.
Tutto ad un tratto, lo squillo del telefono lo costrinse a riscuotersi dal suo sonno leggero.
Aprì lentamente gli occhi, mentre il trillo dell'apparecchio gli rimbombava nelle orecchie, nel silenzio della casa buia.
Maledisse mentalmente chiunque avesse osato disturbare il suo riposo, momento di per sé raro.
Si alzò, spense la televisione, e si diresse in camera da letto per rispondere.
Ne avrebbe approfittato anche per andare a dormire...
“Pronto?” rispose.
“Ehi...” riconobbe la voce calda e profonda dall'altro capo, e subito ritirò le maledizioni mentali.
Si sedette sul pavimento con la schiena poggiata al materasso, e chiuse appena gli occhi.
“Ciao...”
“Come va?” chiese la persona che più amava al mondo, con dolcezza.
“Sono distrutto, Sakura...” rispose.
“Oh, anche io sono stanco, piccolo. Ma tu oggi non ti sentivi bene, hai prese qualcosa?” chiese Sakura, in pensiero.
“Si, tranquillo. Era solo un mal di testa.”
“Sono preoccupato, Tetsu. Vuoi che venga lì da te?” chiese.
“Ma no dai, non è il caso di allarmarsi tanto. Ora vado a letto e domani mi passa.” rispose Tetsu, giocherellando con il filo del telefono, attorcigliandolo intorno al dito.
“Sei sicuro?”
“Ma si, non preoccuparti. Non sono mica un ragazzino che ha bisogno dell'assistenza di un adulto?!” disse Tetsu, sorridendo.
“Infatti non lo sei. Sei la mia preziosa ragazza che ha le sue cose.” rispose Sakura.
Tetsu scoppiò a ridere. “Ma che dici, idiota!”
“Dai, scherzo...”
“E ci mancherebbe anche...”
Dopo un secondo di silenzio, Sakura disse: “Però, peccato. Speravo tanto di vederti.”
“Ci siamo salutati appena due ore fa.” rispose l'altro, anche se già sapeva cosa il batterista del suo gruppo intendesse.
“Sai, avrei una certa voglia... ma tu non stai bene.” disse Sakura, sconsolato.
“Ecco, appunto. Stanco come sono mi addormenterei.” rispose il bassista.
“Uffa...”
“Ci vediamo domani, dai.”
“Si.... mi sono un po' stancato di dovermi chiudere in bagno con te per fare sesso, devo ammetterlo.” disse Sakura.
“Colpa tua che ti viene sempre voglia! Io aspetterei anche la sera.” rispose Tetsu.
“Ma non è colpa mia. E' che tu sei così... bello quando lavori e quando ti arrabbi quando non riusciamo a provare...”
“Ma cosa sei, masochista?”
Sakura non rispose, ma rise. “Va bene, ti lascio andare a dormire, ora.” disse dopo un po'.
“Ok.”
“Ci vediamo domani, piccolo.”
“Si.”
“Buonanotte.”
“'Notte.”
Riattaccò il telefono, e scosse la testa. “Baka” mormorò, ridendo tra sé e sé.
Si rimise in piedi, sciolse i capelli dalla lunga coda di cavallo che portava e scostò le coperte per entrare nel suo comodo letto.
Amava quando Sakura lo chiamava 'Piccolo'.
Era un modo in cui lo chiamava solo lui, con affetto e tenerezza.
Un modo che lo faceva sentire sempre e completamente suo.
Chiuse gli occhi, abbracciò il cuscino in mancanza dell'ampio petto del suo compagno, e si lasciò lentamente andare tra le braccia di Morfeo.
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Il giorno dopo, Tetsu si svegliò riposato e rilassato. Finalmente!
Era una vita che non dormiva così bene.
Quando arrivò in studio, costantemente in anticipo rispetto ai suoi compagni, fu stupito di notare che c'era già una persona.
“Cosa ci fai già qui?” chiese.
Sakura era arrivato prima di tutti, e se ne stava seduto su un divano a fumare una sigaretta.
Non appena lo vide, la spense subito e si alzò per andare a salutare Tetsu.
“Ehi, buongiorno.” disse, e lo baciò, poggiandogli le mani sul viso.
“Buongiorno.”
“Sono venuto prima, stamattina.” disse Sakura, carezzandogli i capelli.
“Me ne sono reso conto.” rispose Tetsu, sorridendo.
Ricevere quelle attenzioni già dal primo mattino era anche più di quanto potesse immaginare, per cominciare bene una giornata.
“Mi sono svegliato troppo presto e non riuscivo a riprendere sonno.” spiegò il bel batterista dai capelli neri, lunghi fino alle spalle.
Tetsu lo guardò, mentre questi continuava a sorridergli.
La sua bellezza era il suo orgoglio.
Avere una persona così bella al suo fianco, era la sua più grande gioia.
“Avevo anche voglia di vederti al più presto possibile.” continuò Sakura.
“Si, anche io...” rispose Tetsu. Strinse le braccia intorno al collo del batterista, e nascose il viso nell'incavo tra il suo collo e la sua spalla.
“Come ti senti? Passato il mal di testa?” gli chiese, carezzandogli la schiena.
“Si, sto benissimo.” rispose il bassista.
Sakura lo baciò di nuovo sulle labbra, morbide e sottili, poi si avvicinò al suo orecchio. “Stasera...” disse. “Voglio portarti in un posto.”
“Dove?” chiese Tetsu, incuriosito.
“Se te lo dico non vale...” rispose il batterista, lasciando dei bacini sul collo dell'altro. “E' un bel posto, sono certo che ti piacerà.”
“Va bene.” disse Tetsu, rabbrividendo al contatto delle labbra di Sakura sulla sua pelle.
“Fidati di me.”
“Mi fido.”
“Bene.”
Rimasero abbracciati per un po', fino a quando sentirono dei passi lungo il corridoio, fuori dalla porta dello studio.
Si staccarono, e Tetsu fece finta di cercare gli occhiali nella sua borsa (anche se comunque gli sarebbero serviti). Dopo pochi istanti, sentirono la porta aprirsi ed entrarono gli altri due componenti della band, che come al solito stavano battibeccando per qualcosa.
“Te l'ho detto mille volte, Ken-chan! Devi smetterla!” stava dicendo Haido.
“Ok, ok, ho capito! Quanto casino!” rispose l'altro, buttandosi su una sedia; prese a massaggiarsi le tempie.
“No, quanto casino un par di balle, scusami eh!” continuò a rimbeccarlo il cantante.
“Buongiorno anche a voi, ragazzi.” disse Tetsu sarcastico, una volta posatosi gli occhiali sul naso.
Haido si voltò a guardarlo. “Tet-chan, diglielo tu che deve smetterla!” disse, indicando Ken.
“Smettila, Ken.” disse il bassista.
“Ma se neanche sai di cosa stiamo parlando!” rispose Ken.
“Suppongo me lo stiate per dire, no?”
“Tet-chan, questo scemo non fa che infilarmi gatti in casa anche se sono allergico!” disse Haido arrabbiato.
“Ma sono i gatti che entrano, mica ce li porto io!” si difese il chitarrista.
“Si, ma...”
“Ok, ok, ragazzi, basta. Di queste cose potete anche discutere in separata sede, credo...” disse Tetsu, con il suo miglior tono da leader. “Ora è il momento di cominciare a lavorare.”
“Agli ordini, capo!” lo prese in giro Haido.
Cominciarono così a provare e a preparare le scalette delle prossime date del tour.
Anche quando lavoravano, erano sempre capace di divertirsi tantissimo.
Con Sakura e Ken che scherzavano, e facevano gli sciocchi per farli ridere, non c'era minuto in cui si lasciassero andare a tensioni o turbamenti.
I laruku erano una famiglia, prima di essere una delle band più famose del Giappone, e Tetsu era fiero di aver creato un gruppo così.
Durante le prove di And she said, gli occhi del leader avevano incontrato quelli di Sakura, e si erano scambiati un semplice sorriso.
Tetsu si chiedeva cosa avesse in mente per quella sera.
Era sicuro che gli sarebbe piaciuto, su questo non c'erano dubbi.
Stare insieme a lui, sarebbe stato bello in qualunque situazione.
Una volta finite le prove, si sedettero intorno al tavolo al centro dello studio, per fare due chiacchiere.
“Ma che cos'è questa storia dei gatti, Haido?” gli chiese Sakura curioso, accendendosi una sigaretta e accavallando le sue lunghissime gambe l'una sull'altra.
“E' tutta colpa della sua gatta! Attira i maschi, e ci entrano in casa! Così io non faccio altro che starnutire!” spiegò Haido, riprendendo il suo tono arrabbiato.
“Ma scusa, se è Elizabeth che li attira perché te la prendi con me?” rispose Ken a tono.
“Bhè, non me la posso mica prendere con un gatto!” disse Haido, guardando storto il suo compagno. Era parecchio ormai che stavano insieme e da poco avevano iniziato a convivere, e il fatto che il chitarrista avesse un gatto, era sempre stato un problema, per l'allergico cantante.
“Dunque non potendotela prendere con lei, te la prendi con il suo padrone, ne?” chiese Tetsu, ridendo.
Era strano il rapporto che legava Haido e Ken.
Discutevano sempre per qualche motivo, tra i più disparati, poi; però avevano un legame che sembrava indissolubile, e si vedeva lontano un miglio che si volevano davvero bene.
“Esattamente” rispose il cantante, alla domanda di Tetsu.
“Oh, ma non ti preoccupare, Tet-chan. Poi facciamo pace a letto, vero tesoro?” disse Haido, guardando Ken con un sorrisetto.
Il chitarrista gli fece l'occhiolino, e lo tirò a sé, passandogli un braccio intorno al collo.
“Si, ok, ragazzi, ma la dimostrazione pratica non ci serve.” disse Sakura.
“Si, mi sa che a questo punto noi ce ne possiamo anche andare.” disse Ken, alzandosi.
“Si, andate a fare pace.” scherzò Sakura, mentre gli altri due si avviavano alla porta.
Sulla soglia, il cantante si fermò, e con la sua solita gentilezza, mostrò il dito medio al batterista, che l'aveva preso in giro. Dopodiché uscirono.
Il batterista continuò a fissare la porta, come se vedesse ancora le figure dei suoi amici.
“Quel ragazzo ha sempre avuto la delicatezza di un ippopotamo.” disse dopo un po'.
Tetsu alzò le spalle, ridendo appena. “Che ci vuoi fare?”
“Ah nulla...” rispose Sakura; allungò una mano verso il bassista, invitandolo a sedersi sulle sue gambe.
Tetsu si sedette, avvolgendo le sue braccia intorno al collo dell'altro.
“Non vuoi proprio dirmi, dove mi porti stasera?” chiese, sfiorando con il naso la guancia del suo amante.
“No. Dev'essere una sorpresa.” rispose il batterista sorridendo.
“Va bene, non insisto. Non vedo l'ora.”
“Anch'io, piccolo.”
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“Yacchan, che posto è questo?” chiese Tetsu guardandosi intorno.
Era buio e non riusciva a distinguere bene la sagoma dell'edificio dove Sakura l'aveva portato.
“E' un posto speciale. Appena entrati ti piacerà vedrai...” rispose il batterista.
“Si, ma perché è tutto buio?”
“Perché è chiuso.”
“E se è chiuso come facciamo a entrare?” chiese Tetsu, guardando scettico il suo amante.
“Vieni da questa parte, Tet-chan...” gli sorrise l'altro, porgendogli una mano.
Il bassista la prese, senza smettere di guardare Sakura, mentre lo conduceva verso quello che sembrava il retro del grande edificio.
“Ma sei sicuro che possiamo?” chiese Tetsu, che veniva trascinato dall'altro attraverso un piccolo cancello aperto.
Da lontano, giungeva alla loro vista una luce bluastra.
Stringendo gli occhi nel buio della sera, il bassista tentò di capire da dove provenisse.
Ma i suoi occhi non funzionavano alla perfezione neanche di giorno, con la luce del sole, figurarsi con le tenebre.
“Sakura, che cos'è?”
“Shhh... siamo arrivati. Ma cos'è, hai paura?” gli chiese il batterista, ridendo appena.
“Per nulla! Semplicemente, se non so cosa mi circonda, mi agito.” rispose Tetsu, stringendo più forte la mano del suo amante.
Sakura si voltò; gli sorrise e lo abbracciò. “Fidati, voglio che sia indimenticabile.”
“Si, mi fido.” rispose, avvolgendo le sue esili braccia intorno all'ampia schiena del suo compagno.
Era sicuro che sarebbe stato indimenticabile; ogni istante passato insieme al batterista era fortemente impresso nella sua memoria.
Dopo un leggero bacio che gli aveva sfiorato le labbra sottili, il bassista fu di nuovo condotto dall'altro, verso la luce blu, fino a quando si trovarono di fronte alla fonte da cui emanava.
Spalancò gli occhi nella più sincera espressione di stupore.
Davanti a lui c'era una enorme, splendida piscina, la cui acqua scintillante sembrava riflettersi sui due amanti, conferendogli il colore tipico del pallore della luna piena.
“Ti piace?” gli chiese Sakura, portandosi la sua mano al petto.
“E' bellissimo...”
“Ti va di fare un bagno?”
“Possiamo?” chiese Tetsu, senza smettere di fissare la cristallina superficie dell'acqua.
“Certo che si.”
“Bhè, però potevi anche chiedermi di portarmi dietro un costume, no? Ora come facciamo?”
“Se ti avessi detto di portare il costume sarebbe stato come dirti dove ti portavo, non credi? Sta tranquillo...” sussurrò il batterista, accarezzandogli il viso con una mano. “Non è detto che ce ne sia bisogno...”
Sakura baciò Tetsu con passione, con fervore, carezzando ogni angolo interno della sua bocca con la lingua.
Lo accarezzò, mentre gli sbottonava la leggera camicia di cotone bianca che indossava.
Gli baciò il collo, sfiorandone la linea sinuosa con la punta della lingua, mentre gliela sfilava, e lasciava che si adagiasse al pavimento.
Sciolse i capelli del bassista, che teneva fermi in una coda di cavallo, e glieli fece ricadere sulle spalle magre; vi affondò dentro le dita, intrappolando quelle morbide ciocche rosso fuoco che tanto amava.
Le mani di Sakura scesero sul sedere morbido e piccolo del bassista, mentre anche Tetsu lo spogliava.
Entrarono in acqua in biancheria intima; era gelida, contro la loro pelle, ma ben presto si abituarono alla temperatura, aiutati anche dai loro corpi vicini, che si scaldavano l'un l'altro.
Tetsu appoggiò la schiena al bordo di un lato della piscina, e avvolse le gambe intorno alla vita dell'altro; gli cinse il collo con le braccia, e riprese a baciarlo.
Ogni gesto, da quello più semplice, a quello più articolato e dolce, era dettato semplicemente dall'amore che provavano l'uno nei confronti dell'altro.
“Yacchan, ma come facevi a sapere che il cancelletto sul retro era aperto?” chiese Tetsu, quando si staccarono per riprendere fiato.
“Il proprietario è un mio amico. Gli ho chiesto io di lasciarlo aperto.”
“Davvero?”
“Già. Volevo che fosse qualcosa di speciale per noi.” rispose il batterista, guardando la persona che amava, e pensò a quanta bellezza possedesse... i lunghi capelli rossi e bagnati, che gli sfioravano la pelle fino a metà schiena, gli occhi lucidi brillanti di gioia, e il sorriso più bello che gli avesse mai visto sfoggiare... era davvero tutto ciò che desiderava, e che gli bastava.
Tetsu lo abbracciò di nuovo fortissimo. “Grazie.”
“Non devi ringraziarmi.”
“Si, invece...” disse il bassista, baciando una spalla dell'altro. “Grazie davvero, amore...”
“Piccolo mio, se proprio vuoi ringraziarmi, fallo dopo, a letto.” rispose Sakura maliziosamente, provocandolo.
E il bassista accolse la provocazione: abbassò le gambe dalla vita dell'altro, e si sfilò i boxer sotto l'acqua. Li spinse via, sul pavimento al di fuori della piscina.
“Anche subito.” disse. “Prendimi pure qui... in acqua non l'avevamo ancora mai fatto, vero?”
Sakura rise, ed accontentò il desiderio del suo amante.
Ancora una volta, diventavano protagonisti di quel gioco che ormai veniva con tanta naturalezza, che sembrava appartenere soltanto a loro...
Ancora una volta, Sakura lo fece suo, e suo soltanto... fino a diventare un tutt'uno con lui.
Fino a sentire quell'esile corpo fremere, e chiedere sempre di più... fino a volare così in alto, da superare anche le stelle.
~End~
Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^
categoria:larc~en~ciel, sakura x tetsu












