giovedì, 14 febbraio 2008
Moods: Stanca, perchè ieri sera ero incazzata e depressa XD
Listening to: Sons Of All Pussys ~ Every second, I'm in Romance

Innanzitutto, grazie mille mammi per il nuovo template, stupenderrimo! *______________**çççççççççç*
Oggi, aggiornamento di San Valentino! *O* E la fanfiction di oggi è stata scritta su richiesta della mia amanta, quindi è come un regalino per questo giorno *______*  Buon San Valentino a tutti, alle mie mamme, e alle mie amante! +chu+ E per quanto riguarda la fic, Haitsu come al solito XD Buona lettura!

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WHITE LOVE

Fandom: L'Arc~en~Ciel
Pairing: Haitsu (TetsuxHyde)
Genere: Romantica, e dolce
Rating: R
Status: Completa

Tet-chan per favore, non farmi vedere questo film per l'ennesima volta!”

Era ormai pomeriggio inoltrato, e in un giorno libero da impegni lavorativi, Haido e Tetsu se ne stavano comodamente sdraiati sul divano del salotto, a casa del bassista.
Guardavano la televisione, e Tetsu teneva un braccio intorno alle spalle del cantante.

Ma come, l'abbiamo visto solo due volte!” disse Tetsu indignato.
Haido sospirò. “Appunto, guardiamo qualcosa di nuovo, no?”
Ma ti era piaciuto!”
Si, Tet-chan, ma non voglio guardarlo di nuovo! Avanti, dammi il telecomando.” disse Haido, allungando una mano per prenderlo dalle mani dell'altro.

Ma non fa niente di meglio!” disse Tetsu sulla difensiva, passando da un canale all'altro velocemente, senza soffermarsi per capire le trasmissioni.
Se giri così veloce, è ovvio che non troveremo mai nulla. Avanti, passa il telecomando.” disse il cantante.
Credi di essere capace di trovare qualcosa?”
Se ti fermi e me lo dai, forse si.”

Haido si allungò ancora di più, ma Tetsu anticipò la sua mossa e portò il telecomando fuori dalla sua portata. “Non te lo do.” disse, scuotendo la testa.
Che cosa? E perché?” rispose l'altro, mettendosi in ginocchio e allungandosi di nuovo per raggiungere la mano del bassista.
Perché no!”
Dammelo!”
No! Prenditelo da solo!”
Haido fece per prenderlo, ma Tetsu allontanò di nuovo il telecomando, allungando il braccio in alto.
Il cantante alzò il suo per tentare di prenderlo, e il bassista ne approfittò per pizzicargli un fianco.

Ahi!” urlò Haido, abbassando di nuovo le braccia per proteggersi da un altro colpo. “Mi hai fatto male!”
Ma davvero?” lo prese in giro Tetsu, pizzicandolo dall'altra parte.
Ahia! Se lo faccio io a te cosa fai, ne?”
Non ci provare!” rispose Tetsu, scoppiando a ridere.
Ah, no? E invece ci provo!” lo rimbeccò l'altro, mollandogli un pizzico.
Ehi!” Il bassista lasciò cadere il telecomando sul pavimento.
Vedi che fa male?!”
Ah, dannato...” Tetsu cominciò a fargli il solletico ovunque; sui fianchi, sulla pancia, scoprì che il cantante soffriva il solletico anche dietro le ginocchia.
Smettila! Smettila!” urlava Haido, scalciando e contorcendosi dalle risate.

Tetsu rise delle sue reazioni, e gli fece ancora di più il solletico.
Smetto solo se mi dici 'Ti prego'” disse, divertito.
Amava vederlo ridere in quel modo; amava la sua risata fragorosa, che suonava dolce come le note che cantava.
Rideva tantissimo, mentre gli faceva il solletico e lo pizzicava, e le guance gli si arrossavano piano piano.
Era bellissimo, e sentiva di potersene innamorare sempre di più, istante dopo istante.
Non desiderava altro che vederlo sorridere in ogni momento di ogni sua giornata.

Dimmi 'Ti prego' e io smetto di farti il solletico.”
N-no! Non voglio!!” Haido continuava a dibattersi e a ridere come un matto.
E io non smetto!” Tetsu gli fece la linguaccia, e gli pizzicò le guance e il naso.

Per vendetta, il cantante si divincolò dalla stretta, sollevò la maglietta del pigiama del bassista, e gli diede un morso su un fianco; non troppo forte, piuttosto come una stretta affettuosa.
Tetsu sussultò, e lo spinse di nuovo con la schiena sul divano.
Entrambi ormai erano dimentichi della televisione e con il respiro affannato; erano pochi i momenti che potevano concedersi di spendere a giocare così spensieratamente, ma rimanevano sempre impressi nella loro memoria.
I gesti d'affetto e di dolcezza, erano la cosa più speciale del loro rapporto.

Per farsi perdonare dei pizzicotti e del solletico, Tetsu si posizionò su Haido e gli diede un bacio sul naso piccolo, e a patatina.
Poi gli alzò un po' la maglietta, e gli lasciò tanti piccoli bacini sulla pancia.
Il cantante sorrise, accarezzandogli i capelli.
L'altro gli accarezzò i fianchi con amore, mentre strofinava la punta del naso contro la sua pelle. Haido rise al contatto.

Ma che bel pancino!” disse il bassista, con una vocina sottile sottile.
Ma che dici?” chiese l'altro, scoppiando a ridere.
La verità! Il tuo pancino è delizioso!” disse Tetsu, lasciandovi sopra un altro bacio.
Ma sei scemo?” Haido rise di cuore, e il bassista poggiò la testa sul suo stomaco; prese una mano del suo amante, e la strinse forte nella sua.
Adorava passare il tempo così, a farsi le coccole...

Tet-chan...” disse Haido all'improvviso.
Si?”
Devo andare in bagno.”
Oh...” Tetsu si spostò dalla sua pancia e si alzò per permettere all'altro di mettersi in piedi.
Il bassista fece per prendere i suoi occhiali dal tavolino vicino al divano, ma Haido fu più veloce e glieli rubò. “A-ha! Ci hai creduto!” lo prese in giro.
L'altro si poggiò le mani sui fianchi. “E' ovvio che io ti creda, se mi dici di dover andare in bagno.”
Haido gli sorrise maliziosamente, tendendogli gli occhiali.

Il bassista stava per prenderli, quando l'altro spostò il braccio e disse: “Prova a prendermi, se li vuoi.”
Cominciò a correre lungo la stanza, inseguito da Tetsu.

Ridammi gli occhiali, Haido!” rideva, mentre lo rincorreva. Il cantante si fermò fuori la porta di una stanza. “Andiamo, vieni. Sono qui.” Tetsu si avvicinò. L'altro aprì la porta, e si fiondò nella camera da letto.
Tetsu riuscì ad afferrarlo per i fianchi, e lo poggiò sul letto. Si sedette cavalcioni su di lui, e gli tolse di mano gli occhiali, poggiandoli sul comodino.
L'altro si divincolò di nuovo, prese un cuscino e cominciò a colpire Tetsu.
Il bassista si armò a sua volta, e diedero inizio a una vera e propria gara di cuscinate.
Dopo decine di colpi, entrambi i cuscini si ruppero, spargendo ovunque migliaia di soffici piume bianche. “Ecco, guarda cosa hai fatto!” disse Haido ridendo.

Ma che vuoi da me, scusa?” anche l'altro rise.

Le piume cadevano anche su di loro, andando lentamente a morire sopra il letto coperto da morbide lenzuola di seta scura. “Ormai il danno è fatto.” considerò il cantante, alzando le spalle. Tetsu gli tolse una piuma dai lunghi capelli castani, e glieli sistemò un po', carezzandoli per tutta la loro lunghezza.
Sei carino, tutto pieno di piume, sai?” disse. Sorrise e lo stuzzicò, passandogli una piuma sotto il naso.
Non prendermi in giro.” disse l'altro, arricciando il naso per il contatto della piuma.
Dico davvero.” Il bassista la lasciò cadere, e gli prese il viso tra le mani. Gli baciò delicatamente le labbra, in un bacio che racchiudeva tutta la sua dolcezza, tutto il suo amore.
Lo abbracciò a lungo, accarezzandogli la schiena, prima di farlo stendere sul letto e ricominciare a baciarlo.

Accarezzò gentilmente la sua lingua, mentre con le mani percorreva la strada dalle sue guance al collo, fino all'orlo della maglietta del pigiama che indossava.
Lo spogliò, e lo guardò negli occhi per un attimo che gli parve immensamente lungo.
Si sarebbe perso in quegli occhi enormi, furbi e meravigliosi anche per sempre.
Non smetteva mai di pensare a quanto fossero fantastici.
A quanto fosse bello il suo viso, a quanto fosse meraviglioso e delicato il suo corpo.
Gli baciò di nuovo le labbra una volta, poi si allontanò giusto il tempo di sfilarsi di dosso i pochi indumenti che portava.

Quando tornò su di lui, prese una piuma dal materasso, e cominciò a farla scivolare su Haido, partendo dalla punta del naso, fino alle labbra.
Poi sul mento, lungo il collo, e verso il petto magro e perfetto.
La fece passare sul suo ombelico, e avvertì il corpo di Haido contrarsi in un brivido al dolce contatto.
Scese più in basso e si fermò sull'inguine.
Ricominciò a baciarlo, con più passione, e il desiderio cresceva, e aumentava ogni giorno di più.

Tetsu lo accarezzò a lungo con estrema dolcezza e intensità, fino al momento in cui entrò nel suo corpo piccolo e morbido e cominciò a farlo suo.
Si muoveva piano, con un ritmo lento e sensuale, lasciando che Haido gli accarezzasse la schiena.
Vedere il suo viso contrarsi dal piacere, incorniciato dai suoi bellissimi capelli e circondato da tutte quelle soffici piume, era la visione più dolce e bella che gli occhi di Tetsu avessero mai visto.

Lo amava ardentemente, con ogni fibra del suo essere.
Haido gemeva e ansimava forte, mentre Tetsu si spingeva sempre più in profondità.
Teneva gli occhi chiusi, e il viso rosso rosso.

S-sei bellissimo, Haido...” continuava a sussurrargli parole colme del suo sentimento mentre facevano l'amore.
E l'altro ricambiava, e il suo cuore lo ringraziava ogni volta.

Tetsu gli strinse la mano, baciandogli il viso e le labbra.
Ti amo” gli disse.
Anche io ti amo... ah... ti amo tanto.” sussurrò Haido, aprendo un po' gli occhi per incontrare i suoi.
Ti amo da impazzire.” Il bassista continuò a ripeterlo, e a stringere la sua piccola mano fino a quando venne, riversandosi nel corpo del suo amante.
Si poggiò stanco e ansante su di lui.
Chiuse gli occhi, aspettando che il respiro tornasse regolare.

Rimasero in silenzio, abbracciati, con i cuori che battevano all'unisono, continuando a sussurrarsi quel 'Ti amo' che non li avrebbe mai stancati.

Era speciale il loro amore; dolce, passionale e romantico.
Sincero e puro come l'acqua di una sorgente.
Bianco di quel candore che possedevano quelle piume che giacevano dimenticate intorno a loro, baciate dalla bellezza di un silenzioso giorno di sole che tramontava...



~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^


DUE PAROLE MIE: Ti amo amanta! *__________*


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Fangirlato da: LittleKi alle ore 16:57 | link | commenti (4) | commenti (4)(pop-up)
categoria:larc~en~ciel, tetsu x hyde
venerdì, 08 febbraio 2008
Moods: Mal di schieeeenaaaa =ç=
Listening to: NewS ~ Taiyou no namida

Buon salve! *_____* Oggi nuova fanfiction! *O* Ennesima Haitsu XD Dopo questa ne ho solo altre due da pubblicare, dopodichè partiranno le nuove! *ç* Parlando di ciò che state per leggere, è nata da un momento all'altro, mi si è accesa la lampadina, e in un lampo fu scritta! Abbastanza deprecata come cosa, devo dire XD... Bhè, buona lettura! *O*

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YOUR CALL
Fandom: L'Arc~en~Ciel
Pairing: Haitsu (TetsuxHyde)
Genere: Phone-sex
Rating: PWP
Status: Completa

Sono due giorni che non lo vedo...
Starà via per una settimana...
Mi manca già.
E non perché io sia un tipo romantico, ma perché è indispensabile. Se non c'è lui mi sento in ansia. Lui ha il potere di calmare i miei sfoghi, di farmi ridere fino alle lacrime, e di farmi stare bene. Mentalmente e fisicamente, ho bisogno di lui. Soprattutto perché accende il mio cuore, illuminandolo di immensa felicità.
Il vapore dell'acqua della doccia ha creato uno strato di condensa sulle pareti, rendendole bagnate.
Lascio cadere le ultime gocce bollenti sul mio corpo, e poi chiudo il rubinetto.
Sento un suono...
Mi affaccio dalla porta del bagno, e mi accorgo che è il mio cellulare che squilla.
Mi infilo l'accappatoio e arrivo gocciolante fino in camera da letto, mentre la suoneria del telefono continua a riempire la camera.
Mi avvicino al comodino dove tengo il cellulare, e mi siedo sul letto, anche se sono cosciente che sono bagnato, e bagnerò anche le lenzuola.

Guardo il led luminoso: Tet-chan.
Pronto?” rispondo, sistemandomi meglio sul letto.
Ehi piccolo, ce ne hai messo di tempo, per rispondere...” dice la sua voce dall'altro capo del telefono. Adoro sentire la sua voce.
E' sempre allegra e divertente, ma quando parla con me è dolce, a volte profonda e sensuale.
E' rassicurante. “Scusami, stavo facendo la doccia.” rispondo, sorridendo.

Oh, sei ancora bagnato? Vai ad asciugarti, dai, altrimenti prendi freddo. Ti chiamo dopo.” dice, con il suo solito modo di fare, premuroso e adorabile.

Se c'è una persona al mondo che si è sempre preso cura di me, senza mai pretendere nulla in cambio, è senza dubbio Tetsu.
Lui che si preoccupa per ogni minuscolo colpo di tosse, per ogni insignificante starnuto.
E' come se fosse un po' una mamma, per tutti quelli che lo circondano; è nella sua indole, non può fare a meno di preoccuparsi per il prossimo.
Devo ammettere che probabilmente all'inizio me ne approfittavo... sentirmi coccolato e protetto è sempre stata la mia debolezza; poi mi sono innamorato di lui, e un po' me ne vergognavo. Di cercare le sue attenzioni a ogni costo, intendo...

Ma no, dai non preoccuparti. Ormai mi hai telefonato.”
Se prendi il raffreddore mi arrabbio, sappilo.” dice.
Ok, ok...” sbuffo. Mi appoggio alla spalliera del letto, e mi tiro le ginocchia verso il petto. “Come sta tua madre?” gli chiedo.
Meglio. In realtà non voleva che restassi qui così a lungo. E non era neanche necessario... comunque era parecchio che non vedevo i miei, quindi credo sia una buona occasione per stare un po' con loro.” risponde.
Capisco. Si, fai bene.”
Mi mancherai tanto però... Mi mancherà non poterti fare mio quando desidero.” dice, abbassando il tono di voce.
Mancherà anche a me, Tet-chan...” rispondo, grattandomi un sopracciglio.
Chiudo gli occhi, e mi viene subito in mente la sua immagine mentre mi bacia e mi coccola dolcemente. Comincia sempre così... baci, carezze, e poi mi possiede, con una passione e un impeto tale da rendere ogni volta indimenticabile.

Dove sei, ora?” gli chiedo, sentendo un frusciare dall'altra parte. Probabilmente si è seduto da qualche parte.
Sono a casa dei miei. Ora loro sono da mia sorella. I medici hanno consigliato a mia madre di stare in un posto in cui c'è sempre qualcuno che può darle una mano, quindi la ospiterà mia sorella fino a che non si sarà completamente dimessa.” rispose.
Capisco. Ha bisogno di riposo.” considero, tamponando un po' i capelli bagnati con il cappuccio dell'accappatoio.
Già. Mi fa strano stare in camera mia, sai? Non la vedevo da anni...” dice. Me lo immagino perfettamente. Probabilmente si starà guardando intorno, constatando che in realtà nulla è cambiato, da quando è diventato grande.
Tu come stai?” gli chiedo.
Sono meno preoccupato per mia madre, ora che so che non è nulla di grave. Sono malori che capitano a persone della sua età.”
Si...”
E tu?” chiede.
Sto bene... soltanto, mi sento come se mi mancasse qualcosa...”
Che cosa?”
Tu... mi manchi tu, Tet-chan.” dico.
Anche tu mi manchi da morire. Vorrei tanto essere lì con te. Vorrei tanto baciarti, toccarti, sentire la tua voce...”
La stai ascoltando.”
Vorrei sentirla in uno di quei nostri momenti speciali...”

La sua voce si fa ancora più bassa, e assume un tono più profondo.
Senti ogni suo respiro, mentre se ne sta in silenzio, aspettando una mia risposta.
Mi stendo un po' di più sul letto, mentre porto la mia mano ad accarezzarmi sensualmente il collo, dandomi un brivido.

Tet-chan...” uso la voce che più gli piace ascoltare, mentre la mia mano scende sul petto, in una morbida carezza.
Si?”
Te la faccio sentire io la mia voce...” sussurro, e quasi me lo figuro, mentre chiude gli occhi, e si rilassa contro lo schienale della poltrona.
Si... fallo, ti prego.”
Lascio scendere di più la mia mano, andando a slacciare l'accappatoio. Comincio ad accarezzare il mio corpo, chiudendo gli occhi sotto il tocco delle mie dita, immaginando che siano le sue.
Vorrei che fossi tu a toccarmi, amore...” dico, mentre mi avvicino sempre di più alle parti più sensibili del mio corpo. “Vorrei sentirti su di me. Dentro di me.”
Anche io vorrei starti dentro. Farti mio, morbido e caldo come sei... ascoltando i tue gemiti mentre ti stringo forte.” Le sue parole mi arrivano strascicate, con la sua voce colma di passione e desiderio.
Ciò aumenta la mia eccitazione, e porto la mia mano sempre più in basso, fino ad accarezzare la mia erezione.
Ah... Tet-chan... lo vorrei anche io. Vorrei tanto che mi scopassi, in questo momento.”
Un gemito quasi silenzioso, mi fa capire che anche lui si sta dando piacere immaginando che sia io a regalargliene.
Ah, dio, cosa darei per vederti, in questo momento. Mentre ti tocchi, e le tue guance si fanno sempre più rosse... ah... per vedere i tuoi occhi lucidi, mentre ti mordi le labbra...” continuo a tenere il cellulare sempre più vicino, senza perdermi il minimo ansito prodotto dalle sue labbra.
E anche perché i miei lo raggiungano dritto nell'orecchio, e provocargli mille brividi lungo la schiena.
Aumento la velocità della mia mano, ed è come se fossi in simbiosi con lui, anche se siamo lontani... è come se seguisse il mio ritmo, e si lasciasse guidare da esso.
Non ho mai desiderato averlo dentro di me come ora... anche perché di solito mi accontenta, senza la minima esitazione.
Ora che siamo lontani, ne avverto decisamente un desiderio maggiore.

T-tetsu... ah... non vedo l'ora che torni... per... ah... per fare l'amore con te...” gli dico.
Aspettami, amore... ah... c-continua ti prego...” risponde, e sento un gemito più profondo, come se si stesse mordendo un dito per evitare di urlare.
E continuo ad accarezzare velocemente il mio sesso, mentre sento chiaramente la tensione che comincia a formicolare nel mio stomaco.
Ti piace, piccolo?”
Si... t-tanto...” rispondo, senza fiato.
Pensa che sia io... continua a pensare che sia io...”
Tet-chan, s-sto... per venire....”
Si... vieni insieme a me... ahhh!”
Nello stesso istante, raggiungiamo il piacere più intenso, donandoci a vicenda gli ultimi ansiti, gli ultimi istanti di passione di una volta in più.
In silenzio, cerchiamo di calmare i respiri, e i battiti forsennati dei nostri cuori.
E' la prima volta che facciamo l'amore in questo modo... si, forse 'fare l'amore' non è l'espressione adatta, ma è stato davvero come se lo sentissi dentro di me.
E' stato bello... di sicuro la telefonata più appagante della mia vita.

Tet-chan...”
Cosa c'è?”
Era un po' imbarazzante...” dico, rendendomene conto in realtà solo in questo momento.
Si, un po'.” risponde, ridendo leggermente.
Di nuovo, un fruscio di stoffa raggiunge le mie orecchie.
Che fai?”
Mi rimetto a posto i pantaloni.” risponde. “Ma è difficile con una mano sola.”
E sbottonarli è stato più facile?” lo stuzzico, mettendomi a ridere. Mi sdraio di fianco.
Avere te che mi ansimi in un orecchio rende tutto più facile.”
Capisco.” commento. “Bhè, direi che ora devo correre ad asciugarmi i capelli... altrimenti... altrimenti... etciù!”
Tesoro...”
S-si?”
Io te l'avevo detto che avresti preso il raffreddore...”
Mhh... chissà di chi è la colpa...” dico, ancora ridendo.
Mica puoi dare solo la colpa a me, io te l'ho detto che avrei potuto chiamarti più tardi.”
Vabbè, ormai è fatta. In ogni caso la tua chiamata è stata interessante.”

Così interessante, che potrei anche desiderarne mille altre.

 

~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^


DUE PAROLE MIE: *////////////////////////////////////////////////////////////////* E ora, ammazzatemi pure! XD

Inoltre, anche se le abbiamo passate da un po', grazie per le 1.600 visite! *O* Vi amo!

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Fangirlato da: LittleKi alle ore 12:22 | link | commenti (7) | commenti (7)(pop-up)
categoria:about blog, larc~en~ciel, tetsu x hyde
domenica, 03 febbraio 2008
Moods: Dolorante e febbricitante =ç=
Listening to: L'Arc~en~Ciel ~ Alone en la vida

Era da un po' che non postavo da queste parti... *__* E avendo scritto un po' di fanfic devo recuperare *O*
Stasera posto una Sakuhai scritta per la persona che mi sopporta con tutte le mie manie Haitsu (o per meglio dire che mi sopporta e basta XD), che mi vuole bene e che si prende cura di me *^*.  Parlo naturalmente della mia neko-chan, Aya *______* ... Mammi tu sai che io non sono brava a scrivere Sakuhai, ma ce l'ho messa tutta! >.< Il tuo parere conta sempre più di ogni altro! Ti voglio bene tantissimo!!!! Ti adoro da morire! ç__ç +si commuove da sola+ Ok XD Buona lettura XD

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RELEASE -scatto-
Fandom: L'Arc~en~Ciel
Pairing: Sakuhai (SakuraxHyde)
Genere: AU [Alternative Universe]
Rating: NC-17
Status: Completa


OK, direi che per oggi basta così.” era ormai ora di pranzo, quando queste parole furono pronunciate.
Ottimo lavoro.” il famoso fotografo Yasunori Sakurazawa, strinse la mano al bel modello sul quale stava lavorando per una rivista.
Fece un cenno ai suoi assistenti, che subito lo aiutarono a mettere via le sofisticate apparecchiature, e a smontare la scenografia.
Era stata una giornata di lavoro particolarmente appagante, per il giovane fotografo di successo, una di quelle che davvero lasciano soddisfatti.
Il modello che aveva posato per le sue foto aveva un viso bellissimo, e un corpo delicato, e si adattava bene al tipo di foto che gli piaceva fare.
Le espressioni naturali del volto, i movimenti eleganti, e un bello scenario sullo sfondo...
La delicatezza di un istante durata il tempo di uno scatto...
La bellezza immortalata in un qualcosa di eterno, che invecchia ma non muore, il cui valore cresce giorno dopo giorno... quello era il mondo in cui Yasunori avanzava e arrancava ogni giorno della sua vita.
Amava la fotografia in modo viscerale, e sembrava quasi vivesse semplicemente per essa.
Riusciva a vedere il mondo a tuttotondo, solo attraverso l'obbiettivo della sua macchina fotografica.
Si guardò intorno, ancora con la sua Nikon tra le mani.
Diede uno sguardo al cielo limpido e azzurro, pieno di nuvole che sembravano sorridere attraverso le foglie sui rami degli alberi.
Avevano appena concluso un set fotografico all'aria aperta, in un enorme giardino, sul cui terreno si estendevano migliaia di fiori e piante di ogni genere, e molte specie di alberi, facevano da contorno, rendendo il tutto più magico.

Sakurazawa-san, qui abbiamo finito, è tutto a posto.” d'un tratto, la voce di una delle sue assistenti lo riscosse, riportandolo alla realtà.
Oh, si, cominciate pure ad andare, e portate le attrezzature in studio, io rimango qui ancora per un po' a fotografare qualcosa.” rispose, con un sorriso pieno di dolcezza. “Dopodiché andate pure a casa, non abbiamo altro lavoro per oggi...”
D'accordo. A domani allora.”
Si, a domani...”
Rimase per un po' a girovagare in cerca di soggetti da fotografare.
Poi vide due farfalle posate su un fiore, poco distante da lui.
Si avvicinò con calma, a passo lento.
Le farfalle , coperte da colori brillanti, erano così vicine che sembrava quasi si stessero baciando.
La tenerezza di quell'immagine esprimeva amore, e il bel rosso del fiore sul quale si erano posate, facevano da contrasto perfetto.
Sakura si accovacciò sull'erba, e attivò lo zoom della fotocamera, per una visuale più ravvicinata.
Mise a fuoco, e scattò.
Sorrise, e si rialzò in piedi, continuando a scattare foto in giro.
Agli alberi, al cielo, a due bambini che giocavano a rincorrersi...
Non avrebbe mai voluto smettere, ma una rapida occhiata all'orologio, e un grugnito del suo stomaco, gli fece tornare in mente che erano quasi le due del pomeriggio, e non aveva ancora messo nulla sotto i denti.
Fu così che ripose la sua macchina fotografica nella borsa che portava a tracolla, e uscì dal giardino, dirigendosi verso la propria macchina.
Salì, posò la borsa sul sedile di fianco a sé, mise in moto e partì.
Non aveva voglia di tornare a casa a mangiare.
Divideva un appartamento insieme ai sue due migliori amici, e ogni mattina, prima di andare a lavoro, Tetsu preparava il pranzo per lui, e glielo lasciava nel forno a microonde.
Lui e Ken lavoravano sempre fino a tardo pomeriggio, e spesso anche di sera.
Sakura era l'unico a tornare sempre per pranzo, ed apprezzava tantissimo l'abitudine dell'amico di preparargli da mangiare.
La sua cucina era ottima, ma quel giorno decise che non sarebbe tornato a casa.
Voleva andare in quella nuova tavola calda aperta da poco, non lontano dal suo studio fotografico.
Accese una sigaretta, e aprì il finestrino, mettendo fuori un braccio.
Amava fumare in macchina così... lo aiutava a rilassarsi.
Anche se Tetsu gli consigliava ripetutamente di smettere, quello del fumo era un vizio che non riusciva ad abbandonare.
Era come un talismano contro i pensieri spiacevoli.
Un modo come un altro per sfogare lo stress.
Arrivato davanti alla tavola calda, scese dalla macchina, buttò per terra il mozzicone della sigaretta, e lo schiacciò con un piede, soffiando il fumo nell'aria.
Guardò l'esterno del locale.
Una tipica locanda in stile tradizionale giapponese.
Lesse l'insegna sulla quale c'era scritta una sola parola, e pensò si trattasse del cognome dei proprietari.
Un istante dopo entrò, e si sedette al bancone vicino all'entrata.
A quell'ora c'erano poche persone.
Un paio di camerieri si aggiravano per la sala portando brocche d'acqua, o calde ciotole di zuppa di miso, o prendendo semplicemente le ordinazioni dai nuovi arrivati.
Un signore anziano, intento a pulire la piastra sulla quale cuocevano la carne, si accorse di lui, sorrise, e si inchinò come per augurargli il benvenuto.
Poi si voltò a chiamare qualcuno.

Hideto, c'è un nuovo ospite! Vieni a chiedere cosa desidera!”
Arrivo, papà...” rispose una profonda voce maschile, da un punto imprecisato del locale.
Poi arrivò dietro il bancone, colui al quale doveva appartenere quella voce.
Papà, sono quasi finite le scorte di birra qui, bisogna prenderne delle altre.”
Sakura guardò il ragazzo.
Era rosso in viso e sudato... un po' per la fatica, un po' per la calda giornata di primavera.
Era vestito in modo semplicissimo: un paio di jeans portati sotto una camicia bianca, con le maniche arrotolate fino ai gomiti, e un grembiule nero portato sopra...
Eppure, a Sakura sembrò di non aver mai visto una persona più bella.
Aveva dei lineamenti del viso, a dir poco divini... dei meravigliosi occhi grandi e castani e i capelli lunghi quasi fino alle spalle.
Il suo corpo era piccolo... bassino, e sembrava molto magro, ma davvero ben proporzionato.
Intercettò il suo sguardo per un breve istante, poi riportò la sua attenzione verso il padre.

Ho capito, figliolo.” rispose quest'ultimo. Poi chiamò uno dei camerieri nella sala. “Awaji, vieni con me in magazzino a prendere le birre!”
Si, signore” rispose un ragazzo con i capelli lunghi stretti in una coda di cavallo e il volto gentile.
Pensaci tu, al signore qui...”
Si, papà...” il ragazzo lo guardò e gli sorrise.
Benvenuto alla locanda Takarai, signore. Cosa desidera mangiare?” c'era qualcosa, in quella voce, che lo lasciava senza fiato.
Ehm... dunque... riso al curry, e una ciotola di zuppa di miso.” rispose.
Il ragazzo scrisse l'ordinazione su un piccolo block notes che portava nella tasca del grembiule, poi chiese: “E da bere preferisce birra, vino o sake?”
Della birra andrà più che bene, grazie...”
Sarà subito da lei.” rispose, e si allontanò verso la cucina.
Nel frattempo, Sakura prese il cellulare dalla tasca dei suoi pantaloni neri, e lo riaccese.
Lo aveva spento prima di cominciare a lavorare, per non essere interrotto.
Controllò se c'erano messaggi in segreteria, ma a parte uno di sua madre in cui lo rimproverava come al solito di non andare mai a trovarla, non l'aveva cercato nessuno di particolarmente importante.
Prese mentalmente nota che avrebbe dovuto rispondere alla telefonata di sua madre, e aspettò pazientemente le pietanze che aveva ordinato, che arrivarono circa un quarto d'ora dopo.

Ecco a lei” disse il ragazzo, porgendogli un piatto di riso, e una ciotola di zuppa fumante. “La birra sta per arrivare. Itadakimasu”
Hai. Itadakimasu.” rispose Sakura. Cominciò a mangiare.
Il ragazzo lo osservava, come se si aspettasse una qualche opinione.
Mh... ottimo” disse, ingoiando un altro boccone di riso. Era davvero squisito...
Grazie”
Complimenti al cuoco” disse Sakura.
Ehm... sono io, grazie.” rispose il ragazzo, sorridendo.
Oh... ma davvero? Bravo...”
La ringrazio, signore...”
Ti prego, smettila di chiamarmi 'signore' e dammi del tu.” gli disse Sakura ridendo.
Il ragazzo sorrise.
Abbassò la testa per un attimo, per poi portare il suo sguardo dritto negli occhi dell'altro.

Sono abituato ad essere formale ed educato con tutti i nostri clienti”
Oh, ma lascia pure perdere, mi fa alquanto impressione...”
E come dovrei chiamarti?” gli chiese il ragazzo.
Mi chiamo Yasunori. Yasunori Sakurazawa, ma gli amici mi chiamano soltanto Sakura.” disse, tendendogli una mano.
Hideto...” rispose l'altro, e la strinse.
Piacere di conoscerti...” disse Sakura.
Piacere mio” rispose Hideto, lasciando andare la mano del fotografo.
D'un tratto, il cameriere che era sceso in magazzino col padre di Hideto, tornò con una bottiglia di birra.
Si avvicinò al bancone, e la stappò, posandola davanti a Sakura. “Ecco la birra” Poi, rivolgendosi all'altro ragazzo: “Tuo padre è isterico, Haido. Ho fatto cadere per sbaglio una bottiglia di vino e si è messo a urlare come un matto.”

Lascialo perdere. Sai com'è fatto, tra un minuto si sarà già calmato.” rispose Hideto.
E' insopportabile, a volte”
Lo so, Yukkie, porta pazienza. Vedrai che tra un po' gli passa.”
Lo spero davvero.” rispose il cameriere, allontanandosi di nuovo.
Sakura ingoiò una cucchiaiata di zuppa di miso.
Bevve un sorso di birra e alzò gli occhi su Hideto.

Come mai ti ha chiamato 'Haido', il ragazzo?” gli chiese, incuriosito dal nomignolo che aveva usato il ragazzo dal viso gentile.
Ah, ai miei amici piace chiamarmi così” rispose ridendo, mentre passava uno straccio sul bancone. “Non so perché, suppongo sia un modo affettuoso con cui identificarmi. Mi chiamano da anni così, mi ci sono abituato.” spiegò.
Sakura osservò il suo viso mentre parlava.
Aveva delle labbra fantastiche... carnose, e sembravano essere morbidissime...

Capisco. E' carino...”
E' semplice.” disse Hideto, scrollando le spalle. “Così non lo dimentico.”
Sakura rise. “E come fai a dimenticare il modo in cui ti chiamano?”
Oh, con la memoria che ho dimenticherei anche il mio vero nome, se non mi sentissi continuamente ripetere da mio padre: 'Hideto, vieni qui', 'Hideto fai questo', o 'Hideto, prendi quell'altro...”
Sakura scoppiò a ridere.
Sei un tipo interessante, lo sai?”
Non sono in molti a pensarlo” rispose Hideto, scettico.
Sono del tutto sincero.”
Bhè, ti ringrazio.”
Non c'è di che. Direi che è ora di andare.” disse Sakura, guardando l'orologio.
Si alzò e pagò il conto.
Alla prossima” mormorò prima di uscire dalla locanda.
Ne era sicuro... sarebbe tornato in quel posto molte altre volte ancora, da quel giorno...

~ + ~ + ~ + ~

Il giorno dopo il suo incontro con lo strano ragazzo della locanda, era cominciato normalmente, nella vita di Sakura.
La solita sveglia alla solita ora.
La solita colazione in compagnia dei due amici e coinquilini.
I soliti vestiti quasi sempre neri, o comunque scuri, indossati dopo la doccia.
La solita corsa in macchina fino allo studio fotografico.
L'unica cosa forse, che non era solito provare, era come una sorta d'ansia.
Non c'era nulla, in realtà che lo preoccupasse.
Era più che altro una sensazione che provava dalle parti dello stomaco.
Come se avvertisse la mancanza di qualcosa di estremamente, importante...
Non sapeva spiegare da cosa dipendesse, né tanto meno perché, ogni cosa che faceva, diceva o pensava, gli faceva tornare alla mente l'immagine di Hideto.
O Haido, come l'aveva chiamato il suo amico...
Si sentiva come prigioniero di un incantesimo, dal momento stesso in cui aveva sentito le vibrazioni della sua voce... prima ancora di vedere il suo viso... il suo corpo.
Quel ragazzo era l'espressione della bellezza nella sua forma più delicata e misteriosa.
A questo pensava Sakura, mentre lasciava asciugare le foto appena sviluppate.
Se solo avesse potuto scattargli anche solo una fotografia...

Come, scusa?” gli chiese uno dei suoi due migliori amici, quando gli parlò del suo desiderio di scattare ad Haido delle fotografie. “Ma se non lo conosci nemmeno!”
Oh, grazie del sostegno, non è forse troppo?” rispose ironico.
Dai, ora è inutile che ti metti a fare l'offeso.” considerò Ken, tirando una boccata dalla sua sigaretta.
Sapevo che avrei dovuto parlarne con Tet-chan. Sono sicuro che lui avrebbe capito.”
Oh, e perché non hai chiamato lui?” gli chiese l'altro.
E' al lavoro.”
Anche io ero al lavoro.”
No, non è vero. Sei in pausa. Ma non mi sei di nessun aiuto!” disse.
Poggiò il viso sui palmi delle mani, e guardò fuori dalla finestra del bar, dove stava bevendo un caffè con l'amico.
Era così pazzesco, il suo voler fotografare quel ragazzo a tutti i costi?
Eppure era una cosa che faceva tutti i giorni, fotografare sconosciuti...
Non vedeva cosa ci poteva essere di sbagliato.

Senti, Yacchan... mettiamola così.” cominciò Ken, spegnendo il mozzicone di sigaretta.
Mh?” si voltò a guardarlo.
Tu vuoi fotografarlo perché sarebbe un bel soggetto per le tue foto, o perché speri di ottenere qualcos'altro?
In che senso, scusa?”
Da quanto mi è parso di capire, quel ragazzo ti piace.” chiarì l'amico.
Stai insinuando...” disse Sakura, una chiara nota d'indignazione nella voce profonda “...che io abbia un secondo fine?”
Puoi chiamarlo secondo fine, se vuoi...”
Voleva davvero molto bene al suo migliore amico, ma il motivo per cui per cose del genere preferiva parlare con Tetsu, era che Ken ti metteva alle strette.
Ti sbatteva davanti la verità senza troppi complimenti.
Senza mezzi termini, senza vergogna, sicuro che non se ne sarebbe mai pentito.
Al contrario di Tetsu, che era più comprensivo, e lo aiutava a ragionare meglio...

Sei completamente fuori strada, Ken-chan, fidati di me. Sono un fotografo, non c'è niente di male nel voler fotografare una persona.”
Non mi risulta che tu abbia mai voluto fotografare me, o Tet-chan...” disse Ken, con un'alzata di spalle.
E questo cosa centra, adesso?” chiese Sakura, confuso.
Quello che intendo dire... è che non ti viene voglia di fotografarlo perché è una persona qualunque. Ti ha colpito, Sakura, e si vede! Quindi cerca di essere onesto almeno con te stesso, se proprio non vuoi esserlo con me.”
Il fotografo rimase in silenzio, non sapendo cosa dire.
Le parole dell'amico lo confondevano sempre di più...

Bhè, mi spiace Yacchan, ma ora devo andare. Non posso prolungare oltre la mia pausa.” disse Ken, alzandosi.
Va bene, grazie.” rispose Sakura.
Rifletti su quello che ti ho detto.” aggiunse, e se ne andò.
Sakura rimase ancora un po' seduto lì, incapace di trovare chiarezza.
Poi si alzò, pagò il conto, ed uscì dal piccolo bar, diretto verso casa.
Se voleva rivedere Hideto, quello non era di certo il posto giusto...

~ + ~ + ~ + ~

Era ormai notte fonda, quando Sakura distolse lo sguardo dalle foto, e si decise a guardare l'orologio: le due e mezza.
Si tolse gli occhiali da vista, che indossava solo quando i suoi occhi erano particolarmente stanchi, e si strofinò con forza le tempie, sbadigliando.
Si appoggiò allo schienale della sua sedia girevole, e si posò le mani intrecciate sullo stomaco.
E il pensiero, tornò di nuovo ad Haido...
Erano passate ormai più di due settimane da quando ci aveva scambiato la prima frase.
Andava molto spesso alla tavola calda dove lavorava per i suoi genitori, ma non aveva ancora trovato l'occasione adatta, né il coraggio per chiedergli di poterlo fotografare.
Accadeva ormai sempre più spesso che Sakura andasse lì all'ora di pranzo, momento in cui c'erano meno persone rispetto alla sera, e riusciva quasi sempre a parlare molto con lui.
Il giorno prima, mentre chiacchieravano, Hideto gli aveva chiesto di chiamarlo con il suo nomignolo, dal momento in cui anche alcuni tra i clienti più affezionati, avevano cominciato a chiamarlo così.
Certo, ancora non sapeva da dove gli venisse tanta insicurezza.
Davvero non era da lui.
Decise comunque di non pensarci, almeno per quella sera.
Si alzò dalla sedia, recuperò le chiavi della macchina e il giubbotto, e uscì dallo studio.
Quando entrò in macchina, come suo solito, accese una sigaretta.
Le luci dei lampioni accesi si riflettevano nei finestrini, creando strani giochi di forme luminose in movimento.
La locanda Takarai era sulla strada del ritorno a casa, e passandoci davanti, vide nel buio della notte, una figura che chiudeva le porte e le serrande.
Si fermò, riconoscendo Haido in quella figura.

Ciao”
Haido sobbalzò, poi si voltò a guardarlo. “Oh, sei tu! Mi hai fatto prendere un colpo!”
Scusami, non volevo.”
No, scusa tu. Ero sovrappensiero, non ti ho sentito per niente.”
Sakura sorrise. “Hai appena chiuso?” gli chiese, scendendo dalla macchina.
Spense la sigaretta, e gettò per terra il mozzicone.

Si.” rispose Haido, mettendosi in tasca le chiavi. “Stasera c'è stata una marea di gente, in realtà di solito chiudiamo prima.”
Capisco. Devi essere stanco.” disse Sakura, affondando le mani nelle tasche dei pantaloni di pelle.
Oh si, crollo dal sonno. Ma tu? Che ci fai qui a quest'ora?”
Ho appena finito di lavorare anche io. La tua locanda è sulla strada di casa.”
Capisco.”
Bhè, vuoi che ti dia un passaggio?” gli chiese Sakura.
Oh, abito qualche isolato più avanti, non importa.”
Dai, vieni... a quest'ora di notte è pericoloso camminare a piedi, da solo.” disse Sakura.
Haido rise: “Guarda che non sono un bambino, e nemmeno una ragazza!” rispose.
Il fotografo stette in silenzio per un po'; 'Se tu fossi una ragazza, sarebbe tutto più semplice...' pensò tra sé e sé.

Sei gentile, comunque. Accetto il passaggio.” disse Haido alla fine.
Sakura sorrise, mentre vedeva il ragazzo più piccolo fare il giro della macchina ed entrarvi dentro; salì anche lui, e mise in moto.
La stanchezza di Haido si notava ad occhio nudo: se ne stava appoggiato al sedile con gli occhi socchiusi e lo sguardo vacuo, che vagava oltre il finestrino.
Portava i capelli sciolti, che gli ricadevano pigramente sul viso assonnato.
Sakura pensò che fosse una buona occasione per cominciare ad esprimere il suo desiderio.

Lasciami qui, siamo arrivati.” disse l'altro all'improvviso, indicando un palazzo di vecchia costruzione.
Oh” il fotografo accostò.
Bhè, allora grazie del passaggio. Ti auguro una...”
Haido, aspetta...” lo interruppe, trattenendo per un braccio l'altro ragazzo, che aveva poggiato una mano sulla maniglia della portiera.
Cosa c'è?”
Dimmi, qual è il giorno di chiusura della locanda dei tuoi genitori?” gli chiese.
Il mercoledì, perché?” Haido parve un po' confuso.
Dopodomani, dunque. E se non hai impegni per quel giorno, ti piacerebbe venire al tuo studio fotografico? Vorrei poterti mostrare le mie foto...” gli disse.
Oh, mi piacerebbe davvero tanto. E non ho nessun impegno.” rispose Haido.
Dunque ci vediamo mercoledì?”
Si. Ti ringrazio per avermelo chiesto.”
Figurati.” rispose Sakura.
Allora a presto. Grazie ancora del passaggio.” Fece per scendere dalla macchina, ma poi parve ripensarci; si girò verso Sakura, gli poggiò una mano sul viso, e gli diede un bacio sulle labbra.
Un bacio pulito, casto, ma era bastato a far correre i brividi lungo la schiena del fotografo.
Si staccò quasi subito, arrossendo. “Scusami.” sussurrò. Sakura lo tirò verso di sé, baciandolo con passione; un bacio molto più profondo e sensuale.
Assaporò con dolcezza il gentile tocco della lingua calda di Haido sulla sua, fino a quando entrambi avvertirono il forte bisogno di respirare.
Haido lo guardò con gli occhi lucidi e le guance arrossate. Sakura sorrise. “Ti aspetto mercoledì sera, allora. Buonanotte.”

Buonanotte.” annuì Haido, pronunciando il suo saluto in poco più che in un sussurro.
Sakura lo guardò mentre scendeva dalla macchina, ed entrava nel palazzo.
Poi si voltò, e riprese il suo cammino verso casa; Era stato un po' impulsivo, forse avventato a baciarlo... ma in quel momento si era sentito come se avesse fatto la cosa più bella del mondo...

Haido salì le scale come in uno stato di trance; Se non andò a sbattere contro qualcosa, fu davvero un miracolo.
Entrò in casa, lasciando le scarpe nell'ingresso.
I suoi genitori erano andati via dalla locanda, circa una mezz'ora prima di lui, e probabilmente già dormivano.
La casa era completamente al buio, e accese la luce solo quando arrivò in camera sua.
Avrebbe voluto subito andare a letto, stanco com'era, ma si costrinse a pescare dal cassetto in disordine un cambio di biancheria, e un pigiama pulito.
Non voleva dormire sentendosi addosso l'odore del cibo che aveva cucinato tutta la sera; aveva urgente bisogno di un bagno caldo. Lo avrebbe aiutato anche a riflettere.
Mentre aspettava che la vasca fosse piena, cominciò a spogliarsi, e ad abbandonare sul pavimento gli indumenti.
Tirò fuori il pacchetto di sigarette dalla tasca dei jeans, e lo poggiò sul bordo della vasca.
Entrò nell'acqua bollente, che gli arrossì appena la pelle candida, e ne accese una.
Non riusciva a credere di aver preso l'iniziativa di baciare un uomo.
Non sapeva quasi nulla di quel Sakura, a parte che era un fotografo, una persona gentile, e che era bello da morire...
Prese un tiro dalla sua sigaretta, e chiuse gli occhi, rivedendosi la scena in testa.
Non che gli fosse dispiaciuto, anzi... era stata una cosa del tutto naturale.
Più che altro si chiedeva che cosa si fosse aspettato Sakura, da quel momento in poi.
Anche se gli aveva soltanto chiesto di andare a vedere le sue fotografie, non riusciva a fare a meno di chiedersi se non avessi in mente qualcos'altro...
Qualcosa che lo riguardava più da vicino.

~ + ~ + ~ + ~

L'improvviso colpo sulla porta dello studio, fece sobbalzare il fotografo, intento ad esaminare alcune pellicole; si alzò, lasciandole sulla scrivania, ed andò ad aprire.
Ciao.” disse Haido sulla soglia.
Ciao.” rispose Sakura, facendosi da parte per farlo entrare.
Ti ho fatto aspettare molto?” chiese il ragazzo, guardandosi intorno.
Quel giorno indossava un paio di pantaloni neri aderenti, e un maglione dello stesso colore, portato sopra una camicia bianca.
I capelli erano sciolti come al solito, e sembravano più morbidi e brillanti che mai.
Sakura si chiedeva come facesse, con un corpo così piccolo a controllare tanta bellezza.
Tutto, dall'aspetto fisico al portamento, emanava un fascino quasi femmineo.
Tutto tranne i modi di fare, sempre un po' rozzi e impertinenti.

No, figurati.” rispose Sakura dopo un po'.
Haido camminava per lo studio, ammirando i numerosi scatti che il fotografo aveva incorniciato e appeso in giro sulle pareti.
Queste sono tutte tue?” chiese, indicandone qualcuna.
Si.” rispose Sakura sorridendo.
Sono bellissime.” considerò l'altro, soffermandosi su una foto che ritraeva un paesaggio di mare al tramonto.
Grazie.”
Complimenti, davvero.”
Sakura lo osservò per un po', seguendolo mentre passeggiava da una foto all'altra, nell'enorme studio dove passava la maggior parte del suo tempo. “Lasciami indovinare...” disse ad un tratto.
Mh?” Haido si voltò a guardarlo.
Ti piacciono le foto di paesaggi, ma ancora di più se con esso sono ritratte delle persone, vero? Ed è proprio il ritratto in sé, che ami guardare...” disse.
Si...” rispose Haido. “Si, è vero... come lo hai capito?”
Ci prendo sempre su questo genere di cose.” rispose il fotografo ridendo. “E' come le guardi... è come se ti rapissero, vero?”
Già...”
Ascolta, Haido... lasciati fotografare. Vorrei tanto scattarti delle foto.” gli venne naturale dirlo così, senza timore... perché ormai sapeva che anche se avesse rifiutato, non sarebbe mai più riuscito a fare a meno di lui.
Cosa? I-io? Farmi fotografare?” Haido sbarrò gli occhi in un adorabile espressione di stupore.
Si.”
E perché?”
Perché sei bellissimo, e saresti il soggetto ideale delle mie foto.” disse Sakura.
Le tue foto sono fantastiche, Sakura, non hanno bisogno di me.” rispose Haido, sorridendo appena.
Ne ho bisogno io, forse...”
Eh?”
Prima che Haido potesse aggiungere qualcos'altro, il fotografo gli si avvicinò, gli prese il viso tra le mani, e gli baciò le labbra.
Ti prego... soltanto qualcuna.”
Se me lo dici dopo avermi baciato in quel modo, non so se riuscirò a rifiutare.” rise Haido.
Oh, allora era questo il modo giusto per farti accettare.” disse Sakura, baciandolo di nuovo.
A saperlo, l'avrei fatto più spesso.”
Perché, Sakura?... Perché ti conosco da così poco e mi attrai così tanto?” gli chiese Haido, cingendogli il collo con le braccia.
Non lo so... ma vale anche per me.” rispose. “Dunque hai deciso? Posso fotografarti?”
Va bene.” rispose l'altro sorridendo.
Grazie. Coraggio allora, vieni...” Sakura sorrise, e lo tirò per un braccio.
Eh? Ora?”
Ma certo!” Il fotografò lo condusse nella stanza accanto, che conteneva diverse attrezzature, e gli accessori per le scenografia.
Vado bene vestito così?” chiese Haido a Sakura.
Sei perfetto.” rispose, mentre si affaccendava in giro a cercare l'occorrente adatto.
Quando tutto fu pronto, guidò Haido verso il centro di una parete, e cominciò ad indicargli delle pose, mentre metteva a posto le luci e puntava il riflettore.
Cominciò a scattare, e flash dopo flash, vedeva quella grande bellezza prendere forma, e rendersi sempre meno impacciata all'obbiettivo.

Mi vergogno un po'” aveva detto dopo un paio di foto.
Stai tranquillo, ci sono solo io...” con queste parole pronunciate dal fotografo, era riuscito a rilassarsi, arrivando pian piano a padroneggiare naturalezza e compostezza.
Occasionalmente gli suggeriva di muovere un po' la testa, o di cambiare espressione, ma per il resto, Haido faceva da sé.
Bravo, vai benissimo...” disse Sakura, mentre l'altro poggiava una mano sotto il mento, e ammiccava all'obbiettivo.
Sakura non avrebbe mai voluto smettere di scattargli fotografie, ma dopo un'oretta si costrinse a fermarsi. “Ok, penso che possa bastare.” disse.
Oh, finalmente. Cominciavo a stancarmi.” rispose Haido, sorridente.
E' stato così terribile?” disse l'altro, mentre posava la macchina fotografica.
No, è che non ci sono abituato.”
E' normale, allora... le svilupperò al più presto, e te ne farò avere delle copie.”
Grazie.”
“Grazie a te, davvero.” disse il fotografo. Ci fu qualche minuto di silenzio, poi Haido parlò.

Sakura...”
Si?”
Io... non lo so perché, ma mi piaci.” disse, tenendo lo sguardo basso. “Mi piaci dannatamente troppo.”
Anche tu, mi piaci.” rispose Sakura. Si avvicinò al ragazzo più piccolo, e gli accarezzò il viso, lasciando che la mano scendesse a toccargli anche il collo magro.
Lo guardò intensamente negli occhi, e di nuovo, desiderò ardentemente le sue labbra.
Gli accarezzò i capelli lisci, mentre la sua lingua sfiorava e giocava con quella dell'altro, mentre le braccia si spostavano dalle sue spalle alla sua schiena.
Sakura sapeva di volere di più... voleva quel corpo a ogni costo.

Ti va di venire da me?” gli chiese, smettendo di baciarlo. Haido annuì.
Andiamo.” lo prese per mano, e lo condusse fuori dallo studio, fino alla sua macchina.
Una volta arrivati a casa, lasciarono le scarpe nell'ingresso, e ripresero a baciarsi appena chiusa la porta.
Sakura lo spinse contro di essa, gli strinse i fianchi, e cominciò a baciargli il collo, e il lobo dell'orecchio, succhiando qua e là.
Lo sentì gemere appena, quando spostò il colletto della camicia per raggiungere la clavicola.

Sakura...” disse, con il respiro che diventava irregolare ad ogni parola.
Si?”
Prendimi...” la sua voce era piena di desiderio e di attesa.
Il fotografo lo trascinò fino in camera da letto, continuando a baciarlo.
Lo poggiò sul suo letto, iniziando febbrilmente a spogliarlo.
Lasciò cadere il maglione leggero e la camicia di Haido, gli sbottonò i pantaloni, e ammirò il suo corpo seminudo.
La sua pelle era così bianca e morbida, che non avrebbe avuto nulla da invidiare a quella di una ragazza.

Cosa c'è, Sakura?”
Nulla... sei stupendo, tutto qua.” Haido sorrise, baciandolo di nuovo; tolse la maglietta al fotografo, gli sbottonò i pantaloni di pelle neri, e ci infilò dentro una mano, accarezzando gentilmente la sua eccitazione.
Sakura se li sfilò insieme ai boxer, per facilitargli il compito, e lo stesso fece con quelli dell'altro ragazzo.
Si abbassò sul corpo sotto di lui, circondandone con le labbra i capezzoli.
Leccò e succhiò prima uno, e poi l'altro, ascoltando i deliziosi gemiti che provenivano dalla bocca di Haido.
Sakura scese più in basso, fino all'ombelico, dove giaceva un piccolo e brillante piercing. “Carino.” commentò, mentre ci giocava con la lingua e con i denti.
Il ragazzo più piccolo rise appena, posando le mani tra i lunghi capelli neri di Sakura. Quest'ultimo scese ancora più in basso, arrivando alla sua erezione.

Haido...” disse, mentre ci lasciava sopra qualche bacio.
Ah... si?”
Nel cassetto alla tua sinistra...”
Haido allungò il braccio verso il cassetto che gli era stato indicato, e lo aprì.
Capì subito ciò che avrebbe dovuto prendere; passò lo scatolino al suo amante, che lo aprì e fece scivolare un tubetto di crema da esso.
Ne prese un po', e cominciò ad applicarlo alla stretta entrata del corpo di Haido, penetrandolo con un dito, mentre cominciava a baciare e succhiare la sua erezione.
Haido gemette più forte, un po' per il piacere, un po' per il fastidio che avvertì dentro di sé, quando Sakura introdusse un altro dito.
Lentamente, le mosse avanti e indietro, mentre succhiava intensamente il suo sesso.

Sei pronto?” gli chiese dopo un po'.
L'altro annuì, con gli occhi chiusi, mordendosi il labbro inferiore.
Sakura entrò lentamente dentro di lui, spingendo piano.
Le guance di Haido diventavano sempre più rosse per la pressione che sentiva dentro, e stringeva gli occhi, dolorante. “Ittai...”
Il fotografo stette fermo per qualche istante, facendolo abituare all'intrusione. “Ora passa vedrai... ora sentirai più piacere.” gli disse, baciandogli le labbra.

S-si... v-vai...”
Cominciò a muoversi, a spingere nel piccolo corpo con un ritmo prima lento e regolare, poi aumentava di spinta in spinta, incrementando forza e velocità.
Haido avvolse le gambe intorno alla vita di Sakura, facendolo entrare più in profondità; e quando lo sentì colpire quel piccolo punto dentro di sé, quasi si sciolse dal piacere.

Ah... Haido...” Sakura sentiva di poter impazzire da un momento all'altro... sentendosi vicino all'orgasmo, portò una mano tra i loro corpi, e massaggiò velocemente il sesso di Haido, a tempo con le sue spinte, fino a quando, entrambi, toccarono il picco più alto del piacere.
Sakura si lasciò cadere, ansante, sul corpo dell'altro, che gli cinse il collo con le braccia.
Stettero in silenzio a lungo... aggiungere altre parole a quel momento così magico e speciale, sarebbe stato del tutto inutile...

Lo guardò dormire a lungo, accarezzandogli il viso e i capelli.
Con la testa poggiata sul palmo della mano, e lo sguardo fisso sul suo corpo. Sorrideva, Sakura, mentre carezzava la schiena nuda del ragazzo accanto a sé.
Era così bello da lasciare senza fiato...
Così perfetto, da mettere in crisi chiunque... anche gli angeli, sarebbero risultate creature imperfette, se paragonate a lui.
E soprattutto... più di ogni altra cosa, era soltanto suo.
Oltre una pellicola, al di là di un semplice scatto.

~Soltanto suo~



~End~

Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^


DUE PAROLE MIE: Purtroppo, anche se non era mia intenzione, quasi tutti i personaggi, tranne Ken che so descrivere e gestire meglio di qualunque altro, sono venuti fuori molto OOC è___è mi spiace...

Fangirlato da: LittleKi alle ore 17:09 | link | commenti (6) | commenti (6)(pop-up)
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