Listenign to: L'Arc~en~Ciel ~ Metropolis (Live at 15th Anniversary)
Salve a tutti! Avete passato un buon Natale? *_________* Anche se è il giorno di capodanno, io non ho nulla di meglio da fare che starmene davanti al pc a postare nei blog XD. Dunque, quella che segue è la mia ultimissima fatica. Finita appena qualche ora fa. E' una haitsu, ed è la più lunga che io abbia mai scritto! Mi auguro abbiate la pazienza di leggere! >_< Ve la consiglio, perchè è molto divertente... cioè, più che divertente, è il massimo della demenzialità! XD Anche se parte seria... Dunque, dedicata alla mia amanta Ally... che ringrazio tantissimo, perchè mi ha dato una mano enorme e grande sostegno per portarla al termine. Oltre al fatto che mi ha dato l'idea per realizzarla! *_____* Grazie mille, musa!

MY FAIR LADY
Fandom: L'Arc~en~Ciel
Pairing: Haitsu (TetsuxHyde)
Rating: Nc-17
Status: Completa
Lo squillo improvviso del telefono risuonò nella stanza silenziosa, svegliando uno dei due uomini addormentati.
Tetsu si allungò sul comodino per afferrare la cornetta, cosa che gli riusciva appena, avendo accanto a sé il suo compagno, che gli cingeva la vita col braccio.
“Merda” imprecò sottovoce per non svegliare Haido, il quale giaceva in un sonno troppo profondo e tranquillo per essere disturbato.
“Pronto?” finalmente riuscì ad agguantare il telefono e a rispondere.
“Tetsu?” rispose la voce del manager al telefono.
“Takanori... lo sai che ore sono, vero?”
“Le otto del mattino.”
“Appunto, stavo dormendo... abbiamo il giorno libero oggi...” rispose, strofinandosi gli occhi.
“Invece lavorate. Hai un'intervista fissata per oggi pomeriggio. Ci andrai con Haido.” disse il manager, asciutto.
“Avevo specificato che volevo il giorno libero per oggi...” Tetsu tentò di protestare, ma invano.
“Spiacente. Improrogabile. Vi voglio in studio tra due ore. Siate puntuali.”
“Mi hai mai visto arrivare tardi?”
“No.”
“Allora cos'hai da raccomandarti?”
“Precisavo, tutto qua. Ci vediamo.” detto ciò, Takanori mise giù.
Tetsu sbuffò, e riattaccò la cornetta.
Ricadde pesantemente sul materasso, e si girò verso Haido.
“Doiha-chan, svegliati...”
“Mmhhh....” grugnì l'altro nel sonno, che non gradiva quasi mai essere svegliato.
Tetsu sorrise.
Fargli aprire gli occhi era sempre un'impresa ardua.
“Amore... svegliati” disse più dolcemente, dandogli un bacio su una guancia.
“Ohh... che bel risveglio” commentò Haido, stringendosi più forte al suo amante.
“Come va?” gli chiese Tetsu allusivo, posandogli una mano sulla schiena.
Quella notte, come quasi ogni notte, avevano fatto del sesso, ma ci erano andati giù un po' più pesante del solito.
“Direi che va bene...”
“Dimmi la verità, ti fa male?” chiese Tetsu, baciandogli la fronte.
Il pensiero di aver fatto provare molto dolore al suo amore lo straziava di sensi di colpa.
“No, guarda, riesco a muovere le gambe” rispose il cantante, e agitò le gambe sotto le lenzuola, in dimostrazione.
Tetsu scoppiò a ridere.
“Quanto sei scemo, io sono preoccupato!”
“Ah, e la prossima volta sta più attento, allora...”
“Scusami...” gli disse Tetsu, tornando serio.
“Tranquillo. Non hai idea di quanto mi sia piaciuto...” rispose Haido, strofinando il viso contro il petto nudo del bassista.
“Oh, certo che ce l'ho... ansimavi e urlavi divinamente, mentre ti stavo dentro...” gli sussurrò Tetsu all'orecchio, procurandogli dei brividi lungo la schiena.
Non sapeva neanche lui da dove avesse preso il coraggio per dire cose tanto audaci.
Non era da lui... di solito era una persona timida, e arrossiva facilmente.
Evidentemente le emozioni provate erano così forti che non potevano essere espresse in nessun altro modo, se non con i propri nomi.
Amore; passione; tenerezza; eccitazione; gelosia; rabbia; follia...
Tetsu provava tutto ciò solo quando era con Haido.
Quando baciava il suo corpo perfetto, quando ci faceva l'amore...
Haido era un enorme pezzo della sua anima che non sarebbe mai stato accantonato in nessun dove.
Era con lui, dentro di lui... semplicemente indelebile.
“Davvero?” gli chiese l'altro, riscuotendolo dai suoi pensieri.
“Oh, si...” rispose Tetsu. “Mi hai fatto impazzire, stanotte...”
“Ma davvero? Solo stanotte?” lo provocò Haido, carezzandogli il petto con una mano.
“No... tu mi fai impazzire sempre” rispose il bassista.
“Anche tu... con te mi sento in paradiso...”
A sentire tali parole, un'improvvisa fiamma si accese dentro di Tetsu, che cominciò a baciare Haido, fino a diventare incapace di conservare il lume della ragione...
~ ~ ~
Arrivati fuori dagli studio, Tetsu e Haido si scambiarono una complice occhiata.
Il cantante sorrise maliziosamente, poi distolse lo sguardo dal suo amante.
Dal canto suo, Tetsu era convinto che presto o tardi, la loro relazione sarebbe stata scoperta da tutti.
Non che facessero qualcosa per nasconderla, a dirla tutta.
Di mattina arrivavano insieme in studio.
Di pomeriggio, andavano via insieme.
Durante le prove si fissavano in continuazione.
Per non parlare dei concerti e dei lives, durante i quali non facevano altro che cercarsi con lo sguardo, sorridendosi e provocandosi.
Era assolutamente palese che tra di loro ci fosse qualcosa, e ancora si chiedeva, dopo tanto tempo, come fosse possibile che nessuno se ne era mai accorto...
Tra l'altro, poi, si era anche un po' stancato di dover nascondere i suoi sentimenti in presenza degli altri. Da un lato, c'era la privacy... e Tetsu era il tipo di persona che ci teneva, ed era sempre stato ben preciso e chiaro in quel senso...
Dall'altro, però... voleva anche che si sapesse quanto amava Haido, perché non c'era assolutamente nulla di sbagliato nella loro storia.
A volte, Ken dava segno di sospettare qualcosa, ma Tetsu dubitava che l'amico avesse fatto tombola.
E Yukihiro... Yukihiro era decisamente troppo ingenuo per sospettare una cosa del genere...
“Buongiorno...” disse, entrando in studio seguito da Haido.
Si sorprese di vedere già gli altri due ragazzi ad aspettarli.
“Ehi, come mai già qui?”chiese.
“Ci hai chiesto tu di venire, scemo di un leader! Soffri di perdita della memoria, per caso?” rispose Ken, fumando una delle sue solite sigarette.
“Ma non vi avevo detto di arrivare alle 10:30?” chiese, confuso.
Ken spense la sigaretta nel posacenere sul tavolino, e lo guardò fisso.
Yukihiro, per contro, se ne stava calmo e tranquillo seduto su una sedia, a braccia conserte, canticchiando una canzone.
“Tet-chan...” cominciò il chitarrista.
“Si?” rispose, posando la sua giacca su una poltrona.
“Guarda l'orologio, fearless leader...”
Tetsu esitò, guardandolo con un'espressione stupefatta.
Haido, intanto, si era già sdraiato sul divanetto e si era acceso una sigaretta.
Il bassista abbassò quindi lo sguardo sull'orologio che portava al polso.
Bè... che c'era che non andava?
Era sempre andato benissimo quell'orologio, era il migliore che aveva!
“Allora, che ore sono, Tet-chan?” gli chiese Yukkie sorridendo.
“Sono le 10:15... come mai siete in anticipo di un quarto d'ora?”
“Ma quale anticipo di un quarto d'ora, Tet-chan!?!” disse Ken, mentre Yukkie scoppiava a ridere.
“Eh?”
“Scemo, sono le 11:15! ti sei dimenticato di mettere l'ora legale!”
Tetsu ci mise un po' a realizzare... quando finalmente capì, sgranò gli occhi.
Gli era completamente uscito di testa!
Ed effettivamente, non se lo sarebbe mai ricordato, dal momento in cui era impegnato a fare 'altre cose'... con Haido.
“Oh, merda!” gridò, battendosi una mano sulla fronte. “Dunque sono io ad essere in ritardo!”
“Già... tu e quell'altro scemo. Eravate insieme, per caso?” chiese Ken, con la sua solita sfacciataggine di chi non ha paura di dire le cose in faccia.
Tetsu arrossì violentemente, e ad Haido andò di traverso l'acqua che stava tentando di bere da qualche secondo.
“Ma che dici, scemo! Certo che no!” rispose il bassista, tentando di non dare a vedere quanto la frase dell'amico l'avesse turbato.
“Oh, bé, se lo dici tu...” disse il chitarrista non convinto, con un'alzata di spalle.
Poi, girandosi verso Haido: “Ne ne, Haido... com'è il nostro leader, a letto?”
Haido sputò l'acqua, spostandosi quel poco che gli bastava per non bagnare Yukkie, che gli era seduto di fronte. “Cazzo vuoi che ne sappia, io? Cough cough... scusa Yukkie-chan...”
“Figurati...” rispose il batterista, battendogli una pacca sulla schiena.
“Ah, non saprei...” rispose Ken.
“Ok, Ken, piantala! Non sei divertente!” lo ammonì Tetsu, ancora tutto rosso.
“No?”
“Assolutamente no!”
“Ok, allora...” disse l'altro, e si accese un'altra sigaretta.
“E smettila di fumare quella roba qua dentro! Te le ficco su per il culo quelle dannate sigarette!” urlò Tetsu, e il chitarrista la spense di nuovo, sbuffando.
Ci era troppo abituato per protestare.
Disse solo: “Ah, quanto siamo volgari! Se sei già arrabbiato di primo mattino devo dedurre che stanotte il sesso è stato cattivo...”
“Guarda che...” Tetsu si zittì tutto d'un colpo. 'Guarda che è stato fin troppo grandioso', stava per dire.
“Guarda che...?”
“Guarda che non sono cazzi tuoi!” urlò il bassista.
“Ma io mi preoccupo per te. Poi ti vengono le rughe...”
“La mia pelle sta benissimo, grazie, me ne prendo perfettamente cura! Ora per favore, possiamo tornare le persone adulte e serie che siamo chiamate ad essere, così vi spiego perché cazzo vi ho fatti venire qui?”
“Mamma che monologo... ok, ti ascoltiamo.” disse Ken, incrociando le braccia al petto.
Il bassista socchiuse gli occhi, sospirando rassegnato alla scarsa serietà dell'amico.
“Allora... vi ho fatto venire qui per chiedervi un enorme favore.”
“Sarebbe?” chiese Yukihiro.
“Bé, come sapete...” cominciò Tetsu “Oggi pomeriggio io e Haido avremmo quell'intervista che non abbiamo potuto rifiutare. Tuttavia, sia io che lui non abbiamo avuto modo di liberarci dagli impegni che avevamo precedentemente preso. Pertanto, Ken, Yukkie, all'intervista ci dovreste andare voi. Mi risulta che non abbiate altre cose da fare, giusto?” Il leader concluse il suo discorso e fece silenzio, in attesa delle risposte dei ragazzi.
“Si, giusto... o almeno io non ho nulla da fare.” rispose il batterista, guardando verso Ken.
“Nemmeno io...” rispose l'altro con un'alzata di spalle.
“D'accordo, ragazzi, quindi potete andarci, no?”chiese il bassista. “Tu sei d'accordo, Haido?”
Il cantante lo guardò e annuì.
Tetsu distolse lo sguardo, imbarazzato.
In realtà, ciò che aveva comunicato agli altri due componenti della band, non era altro che una mezza verità.
Non avevano preso nessun impegno lavorativo, o cose del genere.
Semplicemente, Tetsu aveva promesso ad Haido un pomeriggio solo per loro due, in cui sarebbero stati insieme, da soli, senza lavoro, e senza interruzione.
E ciò, dato che gli avevano affibbiato quell'intervista all'ultimo minuto, poteva essere possibile solo con l'aiuto di Ken e Yukkie.
Una cosa simile, in effetti, in un altro contesto non l'avrebbe mai fatto.
“Aspetta un attimo...” cominciò Ken.
“Si?”
“Io non sono d'accordo. Potevamo avere degli impegni, no?” disse il chitarrista, alzando le spalle.
“Ma come... scusa, hai appena detto che non ne avevi... e-e anche Yukkie...” rispose Tetsu confuso.
“Si, questo è vero, ma potevamo comunque decidere di fare qualcos'altro, no?”
“E non me lo potevi dire prima, che avevi intenzione di andare a rimorchiare?” gli chiese il bassista, imitando il gesto di alzare le spalle.
“Ma quale rimorchiare, scemo! Io parlo sul serio! Potevo avere altro da fare...” disse Ken.
“Senti, basta, ok? Dillo chiaro e tondo! Hai voglia di andarci a questa cacchio di intervista, si o no? Se non ci volete andare, mi assumo io ogni responsabilità e la annullo, va bene? Basta dirlo...” disse Tetsu.
“Andiamo, Ken-chan, in fondo ve lo stiamo chiedendo per favore!” venne in suo aiuto Haido, che evidentemente era abbastanza preoccupato, e voleva preservare l'idea e il desiderio di passare del tempo con il suo amante.
“Che dici, Yukkie?” il chitarrista si rivolse a Yukihiro con uno strano sorriso dipinto sul volto.
Tetsu lo fissò.
Conosceva bene quell'espressione.
Ken in realtà stava solo prendendo tempo, dicendo che avrebbe potuto avere altro da fare.
Quel ghigno a metà tra il malizioso e il divertito, lo faceva quando stava architettando qualcosa.
Yukihiro lo guardò, e ricambiò il sorriso quasi alla stessa maniera.
Haido e Tetsu si scambiarono un'occhiata.
Possibile che l'ingenuo batterista avesse compreso ciò che l'espressione di Ken celava?
“Dico che forse possiamo, se loro due ricambiano il favore...” la risposta di Yukkie colpì letteralmente i due ragazzi, che da lui tutto si aspettavano, fuorché una simile frase.
Cos'era, una sottospecie di ricatto?
“In che senso?” si preoccupò subito il vocalist, aggrottando le sopracciglia,e poggiando le mani sui fianchi snelli, in attesa di una risposta soddisfacente.
“Nel senso che noi andiamo all'intervista al posto vostro... e voi...” cominciò Ken, ma si interruppe per guardare di nuovo Yukihiro, che si era alzato dal suo posto, e gli si era avvicinato.
“... e voi fate qualcosa per noi.” concluse la frase cominciata dall'altro.
Tetsu tentò di dare voce ai suoi pensieri. “Sarebbe un ricatto?”
“No, Tet-chan, affatto... è solo uno scambio. Una specie di scambio equivalente.” disse il batterista.
Haido rise. “No, tu leggi troppi manga. Andiamo, che stupidaggine è questa?!”
“Ma nessuna stupidaggine, Haido! Su, per una volta potreste anche accontentarci...”
Tetsu soppesò per un attimo la questione.
Decisamente, doveva fare in modo, se avessero deciso di accettare la proposta dei ragazzi, di farli ragionare, e non fargli fare qualcosa di troppo stupido, o vergognoso.
Conosceva Ken, e sapeva di cosa era capace.
Yukkie era innocuo, fino a che non si alleava col campione degli scherzi, Ken.
Soprattutto, però... doveva fare in modo che Haido non la prendesse troppo sul serio, o la situazione, sarebbe diventata un caso di stato.
“Sentiamo, allora, cosa dovremmo fare?” chiese a Ken, incrociando le braccia sul petto, nella classica posa del leader che si impone e fa capire chi è che comanda, anche quando ciò non era richiesto dall'occasione.
“Mmh... bella domanda! Un attimo che io e il collega Yukkie qui presente ci mettiamo d'accordo.” disse il chitarrista, prendendo in disparte Yukihiro, e cominciando a bisbigliare a voce bassissima.
Intanto, il vocalist si avvicinò a Tetsu con un'espressione preoccupata.
“Tet-chan, quei due mi fanno paura...” disse, tirandogli un po' la manica della camicia che indossava.
“A me più che altro preoccupa Yukkie.” rispose. “Pare che Ken-chan abbia creato un mostro.”
“Appunto” piagnucolò Haido. “Ciò mi fa ancora più paura...”
“Ah, andiamo, quanti anni hai, tre? Che vuoi che ci facciano fare quei due di tanto disonorevole? Si inventeranno qualcosa di stupido per divertirsi... e in fondo possiamo sempre rifiutare.”
“Sarà come dici tu, ma a me 'sta cosa non piace”
“Neanche a me piace... ma che cacchio hanno da pianificare?” chiese Tetsu, che con Haido bisbigliava quasi quanto Ken e Yukihiro.
“Ecco, lo vedi? Chissà che staranno macchinando!”
“Su, su, non fare il pessimista!”
“Senti chi parla!” Haido alzò di poco il volume della voce.
“Sshhhtt... fai silenzio! Andiamo, ti ho detto che non può essere così terribile, no?” gli disse il bassista.
“Speriamo...” l'unica parola pronunciata dal preoccupatissimo cantante, prima che Ken e Yukkie tornassero da loro.
Se fino a quel momento, Haido e Tetsu avevano avuto paura nell'aspettare la proposta dei due ragazzi, nel momento in cui videro i loro sorrisetti maligni, ciò che si dipinse sui loro volti fu un'espressione di puro terrore
“Allora, miei cari... siamo arrivati a una conclusione. Abbiamo due proposte da farvi. Sta a voi, scegliere quella più conveniente... e quella...” cominciò Ken, ma si interruppe prima di finire la frase.
“...e quella?” lo esortò Haido a continuare, una pericolosa incrinatura dettata dalla preoccupazione, traspariva dalla sua voce.
“...e quella meno imbarazzante.” concluse il chitarrista con un sorriso.
Un sorriso che in altre circostanze sarebbe sembrato divertito, sornione, ma in quel determinato momento sembrava incarnare tutto il suo saper essere diabolico a tratti.
Haido sgranò gli occhi.
Tetsu, che ancora cercava di mantenersi lucido, ed evitare di strozzare il proprio migliore amico, si mise le mani sui fianchi, e pretese che Ken continuasse: “Cioè?”
“Cioè la proposta è questa: io e Yukkie vi scatteremo una foto.” disse tranquillo il chitarrista, alzando le spalle.
“Tutto qui?” chiese Tetsu, troppo sorpreso che la proposta si limitasse a quello.
Ken lo guardò stupito, come se il bassista avesse appena confermato l'esistenza dei marziani.
“Ma sei scemo? Mi sembra ovvio che la risposta è no!”
“Tsk... pareva troppo bello per essere vero.” rispose Haido, incrociando le braccia al petto e imbronciando le labbra, come faceva sempre quando qualcosa lo innervosiva, o lo scocciava.
“E allora perché ti sei fermato?” chiese Tetsu a Ken.
“Io mi sono fermato?” chiese l'altro, corrugando le sopracciglia.
“Si, ti sei fermato! Hai messo il punto al discorso.”
“Ma quale punto, idiota! Sei tu che mi hai interrotto con il tuo “tutto qui?”! Se me ne avessi dato il tempo, avrei continuato!”
Tetsu sospirò.
Si sfilò gli occhiali, e si sedette sul divano dello studio.
“Ok, ok, basta così. Dicci quali sono queste due alternative, scegliamone una, e facciamola finita.” disse. “Che qui abbiamo tutti da fare.”
E nei fatti, non vedeva l'ora di 'avere qualcosa da fare' con Haido.
Il desiderio di stringerlo forte si fece più acuto, nel momento in cui il piccolo vocalist gli si sedette acanto.
Se non ci fossero stati Ken e Yukihiro, l'avrebbe già fatto.
“Dunque. Le alternative sono queste...” cominciò Ken, mentre Yukkie annuiva. “E consistono nel come dovrete posare nella foto che vi scatteremo.”
Haido sgranò gli occhi ancora di più.
Somigliavano ora a due palle da biliardo.
“Eh?” chiese, senza fiato. “Come dovremo posare nella foto? Perché, così non andiamo bene?”
“Ovvio che no, Haido” rispose Yukihiro, dando un'ennesima prova della malignità passatagli da Ken, chissà in quali remote e sconosciute evenienze. “Altrimenti non avrebbe senso, no? Non ci sarebbe nessun divertimento...”
“Esattamente” proseguì Ken. “Quindi, per la foto, o posate nudi, o vestiti da donne, che ve ne pare?”...
Un silenzio di tomba seguì queste ultime parole per alcuni secondi, dopodiché, si scatenò il putiferio.
Haido scattò in piedi urlando: “Che cosa??!! NON SE NE PARLA NEMMENO!!”
Tetsu si coprì il viso con le mani, sussurrando “Oddio... oddio, oddio...”
“Andiamo, non è mica così terribile!” disse Ken, trattenendosi appena dallo scoppiare fragorosamente a ridere.
Tetsu si alzò a sua volta, e guardò il suo amico di sempre con un'espressione indecifrabile.
Non si capiva se fosse terrorizzato, furioso, o semplicemente sconvolto.
“Tu sei fuori come un balcone, Ken-chan, te l'ho mai detto?” chiese, con una voce altrettanto indecifrabile.
“Tutti i giorni, negli ultimi venticinque anni, amico...” rispose il chitarrista, sorridendo.
“Ora capisco il perché...” borbottò Tetsu, abbassando lo sguardo a terra.
“Allora, che pensate di fare?” chiese Yukihiro. “Quale opzione scegliete?”
“Nessuna delle due!!” si indignò Haido.
“Vale anche per me” disse il bassista, alzando la mano.
“Eh, no, cari ragazzi, non potete assolutamente tirarvi indietro... altrimenti noi non andremo all'intervista...”
“Posso sempre decidere di cancellarla...”
“Oh, so che non lo farai” disse Ken. “Ti conosco benissimo, Tetsu, più di quanto immagini. Una volta che prendi un impegno lo porti sempre a termine.”
“Posso sempre cambiare idea” disse il bassista, cercando di sembrare convincente.
“Nah, tu non la cambi mai” rispose a tono l'altro.
“Soltanto gli stupidi non cambiano mai idea.” Tetsu non demordeva.
“Discorso degno di uno stupido, fearless leader, complimenti!” lo prese in giro Ken, puntandogli contro un dito. “Andiamo, è una cosa da niente! Il tempo di una foto!”
“E va bene, cazzo, lo faccio!” disse Haido all'improvviso.
Stavolta fu Tetsu, a sgranare gli occhi come due fanali.
“Che cosa?” chiese, sconvolto.
“Ho detto che lo facciamo!”
“Ma come, e decidi tu, da solo? Io non conto nulla? A me non spetta decidere?” urlò, quasi sull'orlo di una crisi isterica.
“Ma certo!” rispose Haido. “Infatti deciderai di fare la foto!” aggiunse convinto.
“E come fai a esserne certo?” lo rimbeccò il bassista.
“Devo ripetere le parole di Ken-chan? Dopo tutti questi anni ti conosco anche io, un po', no?”
Haido guardò Tetsu nel profondo degli occhi.
Uno sguardo che solo il bassista poteva intendere.
Un'espressione maliziosamente compiaciuta, che solo lui avrebbe potuto leggere per quello che era.
Sarebbe bastata un'occhiata del piccolo vocalist, a fargli fare qualsiasi cosa.
Un cenno da parte sua, e Tetsu si sarebbe gettato anche nel fuoco per lui.
Lo guardò ancora a lungo, leggendo la conferma che lui stesso avrebbe dato agli amici.
Alla fine disse: “D'accordo... lo faccio.”
“Sapevamo che non avresti rifiutato!” disse Yukihiro.
“Sia chiaro però, che questa è la prima e ultima volta che mi faccio raggirare in questo modo!”
“Ok!” disse Ken. “Capito. Ora diteci... come avete intenzione di scattarla, la foto?”
Tetsu sospirò, arrendendosi al volere dei due compagni di band.
Haido poggiò una mano sotto il mento, e assunse un atteggiamento pensante.
Il bassista lo osservò a lungo...
Credeva di sapere a cosa stava pensando il suo amante.
“Haido...” lo chiamò.
“Si, Tet-chan?” rispose l'altro, come risvegliandosi da una trance.
“A cosa stai pensando?”
“Come sarebbe, a cosa sto pensando? Al modo in cui dobbiamo farci fotografare, no?” rispose il vocalist, allargando le braccia.
“Doiha-chan, ti avverto che io non mi farò scattare una foto nudo neanche per tutto l'oro del mondo, ci siamo capiti?” snocciolò tutto d'un fiato.
“E perché?”
Tetsu lo guardò sbalordito.
“Come, 'perché'? Preferisci farti fotografare nudo, piuttosto che vestito da donna?”
“Si!” rispose Haido, sicuro di sè.
“Ma sei matto?” gli chiese il bassista, avvertendo chiaramente l'arrivo al galoppo di un terribile esaurimento nervoso.
Ken e Yukkie osservavano la scena divertiti, standosene in disparte.
“Io mi vergogno di vestirmi da donna!”
“Ah, come se non l'avessi mai fatto!” si intromise Ken, scoppiando poi a ridere.
“Fanculo, Ken-chan!” esclamarono Haido e Tetsu contemporaneamente, girandosi verso di lui.
“Ok, ok...” rispose il chitarrista, alzando le mani.
Tetsu e Haido tornarono a guardarsi.
“Haido... io mi vergogno a farmi fare foto nudo!”
Il suo piccolo vocalist lo guardò con il suo solito broncio adorabile, con le sopracciglia incurvate, e a vedere quell'espressione tanto carina sul suo volto, a Tetsu venne di nuovo voglia di abbracciarlo forte.
Avrebbe voluto stringerlo, e dirgli di non preoccuparsi, che se avessero scelto loro i vestiti, sarebbe di sicuro andato tutto bene...
Si limitò però ad abbozzare un mezzo sorriso, e gli fece l'occhiolino.
“D'accordo.” disse Haido, distogliendo lo sguardo da lui, arrossendo lievemente. “Allora la facciamo vestiti da donne.”
“Benissimo!” esclamò Ken, battendo le mani. “Allora, se permettete, io e Yukkie andiamo a scegliere gli abiti!”
Qualcosa di molto grosso e fastidioso si agitò nello stomaco di Tetsu, al suono di quelle parole.
Si girò verso il suo amico.
Il crollo di nervi stava per arrivare...
“Ch... ch-ch-che c-cosa?”
“Andiamo a scegliere i vestiti!” disse, tutto conteno l'altro. “Facciamo 'My fair lady'!”
“Ma non dovremmo deciderli noi i vestiti?” chiese Haido.
“Ovvio che no! Sarebbe troppo semplice! Aspettateci qui, andiamo in sala costumi a prendere degli abiti!” continuò il chitarrista, tirandosi via Yukkie per un braccio.
Sulla porta si fermò di nuovo: “Vi renderemo le donne più belle del mondo.” disse, poi uscirono.
Li sentirono ridere e confabulare lungo il corridoio.
“Siamo spacciati...” considerò Haido, lasciandosi cadere pesantemente sul divano.
Tetsu concesse a se stesso di calmarsi.
Si avvicinò al suo compagno, approfittando del momento di privacy, e lo attirò verso di sé per abbracciarlo.
“Tu lo sai che sceglieranno gli abiti più scollati e corti che riusciranno a trovare, vero?” gli chiese, baciandolo delicatamente sulle labbra.
“Ohhh, si lo so...” rispose Haido.
Poi scoppiò a ridere.
“Oh, mio dio, Tet-chan... sembreremo due prostitute..”
“Ah, uffa! Non abbiamo scelta, ormai...”
“Però sarà divertente, tutto sommato, dai!” aggiunse Haido.
“Già... lo faccio solo per noi due.”
“Anche io, Tet-chan”
“Davvero?”
“Certo... ohhhh, scommetto che sarò carino da morire!” disse, continuando a ridere forte.
Come volevasi dimostrare, si era già calato nella parte.
“Oh, e allora? Anche io sarò carino!” lo prese in giro Tetsu, pizzicandogli il naso.
“Si, ne sono sicuro... ma io di più!”
“Ah-ha! Lo vedremo!”
“Ti sfido allora!” esclamò il vocalist. “Vediamo chi di noi due, risulterà il più carino!”
“Accetto la sfida, mr.Fear!”
“Bene!”
“Bene!”
Poi scoppiarono a ridere di nuovo tutti e due.
“Ah, dio, Haido... non so se stanno messi peggio quei due che hanno proposto quest'assurdità, o noi che l'abbiamo accettata!” disse il bassista, tra le risate.
“Proprio non so...” rispose Haido.
“Ragazzi!!! Eccoci di ritorno con i vestiti!” d'un tratto, sentirono la voce di Ken nel corridoio, che si faceva sempre più forte, man mano che si avvicinavano alla porta dello studio.
La sua voce sembrava divertita come non mai.
Un brivido di freddo percorse la schiena dei due ragazzi costretti a vestirsi da donne, e si guardarono negli occhi.
Si prepararono psicologicamente a vedere ciò che Ken e Yukihiro avevano portato.
Un po' curiosi, un po' terrorizzati...
Il bassista non poté fare a meno di inquietarsi, alla vista dei sorrisetti maliziosi che si dipinsero sui volti dei suoi amici, quando entrarono nella stanza.
Reggevano entrambi degli abiti, appesi a degli appendiabiti.
Tetsu lanciò un'occhiata verso il vestito sistemato sull'attaccapanni retto da Ken e sbiancò improvvisamente.
La prima cosa che balzò ai suoi occhi - e che si era aspettato da parte del suo migliore amico, quando aveva saputo che sarebbe stato lui a scegliere il vestito -, fu la lungezza della minigonna: ...troppo mini per i suoi gusti.
Nel suo complesso l'abito era composto da una salopette nera, graziosa nella sua semplicità, dalla gonna corta a balze in due strati; se quello visibile era di liscia seta nera, quello inferiore, invece, era di pizzo scuro.
La parte superiore, invece, era di semplice tessuto nero, e la scollatura era contornata da un bordo di vaporoso ma elegante pizzo bianco.
Nella mano libera, con un sorriso sornione dipinto sulle belle labbra, il chitarrista reggeva un paio di stivaletti neri dal tacco alto e la punta lunga, decorati da un laccio di corda sul beige.
Dio, non è il mio... Ti prego, fa che non sia il mio... Pregò chiudendo gli occhi.
“Ecco, Tet-chan, questo è il tuo!” esclamò Ken, mostrandogli l'abito.
“Oh, no!” disse il bassista, sull'orlo delle lacrime.
“Che c'è, non ti piace? E' così carino!” il chitarrista assunse una finta espressione imbronciata.
“E'... è... bellissimo, ma...”
“Bene, allora indossalo e fai silenzio!” disse Ken.
“Questo, invece, è per Haido-chan” disse Yukihiro, tranquillo.
Il cantante guardò nella sua direzione con lo sguardo fisso.
Il vestito di Haido era decisamente più complesso.
La maglietta, nera con qualche decorazione viola all'altezza del petto, dalla fattura complessa, tuttavia estremamente piacevole alla vista, aveva le maniche di pizzo nere, dai lati delle quali pendevano alcuni fili che sarebbero arrivati, una volta indossati, all'incirca a metà avambraccio, e il colletto era costituito da un ampio ritaglio semicircolare di una stoffa viola a scacchi neri, sulla quale era stato cucito un altro ritaglio, però dal diametro minore, di pizzo nero.
La gonna alternava semplice stoffa con un po' di scritte grigie e viola con una striscia sottile viola a scacchi neri, e terminava con un leggero contorno di pizzo nero; ma ciò che preoccupò Tetsu ancora una volta era la lunghezza della gonna... Che era davvero troppo corta.
Yukihiro reggeva nell'altra mano due polsini neri estremamente semplici, che avrebbero coperto il braccio, dal gomito in giù, del povero malcapitato che si sarebbe dovuto trovare ad indossare i panni della lolita punk, e quello che pareva un collarino, sempre a scacchi viola e neri, con il bordino inferiore di pizzo nero, e dal quale pendevano due lunghe strisce di stoffa.
Gli stivali (come facesse il batterista a reggere tutte quelle cose in una mano sola rimaneva un mistero per lui) erano anfibi abbastanza semplici, neri, lunghi, dalla punta arrotondata e la zeppa bassa; arrotolato dentro a uno di questi, un paio di collant a rete era celato alla vista del vocalist e del bassista.
“Che ne dici?” chiese Yukkie, guardando in direzione di Haido.
“Dico che siete due figli di puttana!” rispose il cantante, scuotendo la testa.
“Grazie, amico, anche io ti voglio tanto bene.” disse Ken, sorridendo.
Haido si passò una mano tra i capelli neri, di nuovo lunghi fino alle spalle, e sospirò.
“E quando dovremmo cominciare a prepararci?” chiese.
“Anche subito. All'intervista manca un casino di tempo...” rispose Yukihiro.
Tetsu lo guardò esasperato... 'non perdete proprio tempo, eh' voleva dirgli.
Ma stette in silenzio.
Invece sospirò, e dopo un po' disse: “Ok, allora, prepariamoci, e facciamo questa stronzata, prima che cambi idea.”
“Un attimo, Tet-chan!”disse Haido ad alta voce, allungando una mano per fermare il bassista, il quale si era mosso per prendere il suo vestito.
“Nani?” rispose Tetsu.
“Non puoi vestirti da donna così!”
“In che senso, scusa?” il bassista era un po' interdetto.
Haido dal canto suo, sembrava indignato.
“Non vai bene così!”
“Ma così come?!” urlò Tetsu, spazientito. “La smetti di parlare per enigmi, e dirmi che ho che non va?”
“I capelli!” rispose l'altro, come se fosse la cosa più ovvia del mondo. “Sono troppo corti!”
“E allora?”
“Allora devi mettere una parrucca! Devono essere più lunghi!”
“E perché mai? Scusa, ci sono tante donne che portano i capelli corti!” disse Tetsu, alzando le spalle.
“Si, ma tu non sei una donna, e il tuo viso non sembra quello di una donna, con quei capelli... dunque, per essere più credibile devi metterti la parrucca. Altrimenti io sarò carinissimo, mentre tu sembrerai un travestito... da quattro soldi, anche.” tanto per sottolineare il fatto, si passò una mano tra i lunghi capelli scuri, come a volerne mostrare agli altri la bellezza.
Tetsu sospirò spazientito.
“D'accordo, allora metterò anche la parrucca, basta che ci muoviamo!”
Haido e Tetsu presero i vestiti che avrebbero dovuto indossare, comprese scarpe e accessori vari, e sparirono dietro la porta della sala trucco, accompagnati da Ken e Yukihiro, che si offrirono di aiutarli a vestirsi.
C'erano due cubicoli che servivano da camerini.
Ne occuparono uno ciascuno.
Ken entrò nel camerino insieme a Tetsu, per aiutare ad allacciare la lampo del corpetto del suo vestito, e Yukkie entrò con Haido.
Con un vestito complicato come il suo, a fare da solo, avrebbe solo rischiato di impiccarsi con la moltitudine di stoffa e merletti.
“Ma dico, non potevi rimanere fuori ed entrare quando ne ho bisogno?” chiese Tetsu stizzito, mentre si sbottonava la camicia.
“Perché?” si stupì Ken. “Che sei diventato timido tutto all'improvviso?”
“Ho ancora un po' di pudore, io!” disse il bassista. Poggiò la camicia su un pouf all'interno del camerino, e cominciò a sbottonarsi i pantaloni.
“Non si direbbe, dal momento in cui hai accettato di farti fotografare vestito da bambola.”
“Ma senti un po', vaffanculo! Tu mi hai praticamente costretto!”
“E basta, dai... smettila di lamentarti, e vestiti.” rispose il chitarrista, passando la gonna dell'abito all'amico. “Ehi, voi due!” urlò, in direzione del camerino accanto. “La principessina Takarai a che punto è?”
“Chiamami di nuovo così, e ti faccio vedere i sorci verdi, scemo!” urlò Haido.
“Ehm, veramente, si è infilato a stento le calze...” rispose per lui Yukihiro.
A tale affermazione, a Tetsu vennero i brividi lungo la schiena...
“Calze? Che calze?”
“Un paio di calze a rete!” rispose Haido, con voce insolitamente stridula.
Evidentemente, prima di riuscire a infilarsele, aveva espresso mille bestemmie in aramaico.
“COSA?!” per l'ennesima volta in quella giornata, il bassista fu preso dal panico.
“Oh, sono sicuro che ti stanno d'incanto, Haido... avanti, sbrighiamoci! Tempo è denaro!”
Tutto ciò era troppo divertente per Ken, e gli impediva di rimanere serio anche per un solo istante.
Tetsu si infilò la gonna di malagrazia.
E si sorprese di come gli aderiva perfettamente addosso, coprendo tutte le sue forme.
Sembrava fatta quasi apposta per lui...
“Ehi, Ken-chan... quand'è che ti ho detto la mia taglia?” chiese a Ken, che si era messo a fischiettare allegramente, in attesa.
“Mai, suppongo. Perché, ti sta larga? Stretta?”
“Assolutamente no, al contrario... mi sta a pennello.”
“Bene, meglio così. Indossa questo, ora.” Il chitarrista gli porse il corpetto, e Tetsu lo indossò.
Era stretto stretto in vita, e pensò fosse adattissimo a donne con poco seno, dal momento in cui calzava così bene indosso a lui.
E mentre Ken gli allacciava le stringhe sulla schiena, sentì un frusciare di vestiti nel camerino accanto.
Immaginò il corpo di Haido venire coperto dalla stoffa di quel vestitino a metà tra il punk e il lolita.
Immaginò le sue gambe morbide e perfette, sotto la gonna.
Doveva essere stupendo, vestito così... non vedeva l'ora di vederlo...
Quanto a lui, un po' si vergognava, perché non aveva mai posseduto i lineamenti da bambola, come quelli di Haido; e sapeva che non avrebbe mai più fatto una cosa del genere.
“Ecco fatto, Tet-chan” disse Ken dopo un po', e lo fece rivoltare. “Qua ci sono le scarpe. Intanto che le metti, vado a controllare a che punto è Haido.
“Ok”
Ken uscì dal camerino.
Il bassista spostò di qualche centimetro i suoi vestiti dal pouf, e si sedette, poggiando a terra gli stivaletti dal tacco altissimo.
Si chiese se sarebbe riuscito a camminarci, senza cadere a ogni tre passi.
All'interno degli stivaletti, c'erano i calzerotti che avrebbe dovuto indossare.
Bianchi, di pizzo, e a quanto pareva arrivavano appena qualche centimetro sopra gli stivaletti.
“Che carini” non potè fare a meno di pensare, mentre se li infilava.
Mise anche le scarpe, e poggiò a turno i piedi sulla parete di fronte a lui, per allacciare i lunghi lacci.
D'un tratto la testa di Ken tornò ad affacciarsi nel camerino.
“Tet-chan... Haido è uno schianto. Sul serio.”
“Oplà” Tetsu si alzò in piedi, e il chitarrista poté avere una visuale completa del corpo dell'amico, fasciato in quel fantastico vestito, e slanciato dai tacchi.
“Scusa, dicevi?”
“Dicevo... che Haido è uno schianto. Ma anche tu non scherzi mica!” Ken emise un lungo fischio, osservandolo dall'alto in basso e viceversa.
Tetsu si limitò a sorridere, poi uscì dal camerino per guardarsi nell'enorme specchio della sala trucco.
“Mi serve una parrucca, ora...”
Ken cominciò a rovistare in giro, cercandola.
Nel frattempo, la porta del camerino occupato da Haido si aprì, e il cantante uscì seguito da Yukihiro, che sorrise soddisfatto del suo lavoro.
“Come sto?” chiese Haido, girando su se stesso per farsi vedere. “Sono carino?”
Carino... accidenti, se lo era... a Tetsu era quasi venuta voglia di spingerlo all'interno del camerino, e di farselo in quel preciso istante.
Ken aveva ragione. Era un vero e proprio schianto.
Pensò che mai nessuna ragazza al mondo, sarebbe stata in grado di portare quel vestito, in modo più divino. Con tanta grazia, e eleganza al contempo.
Una creatura assolutamente perfetta, ecco cos'era...
“S-stai benissimo...” gli disse Tetsu, sentendo il cuore martellare forte nel petto.
Haido gli fece l'occhiolino, in un gesto che voleva essere d'intesa.
Sapeva perfettamente ciò che il bassista stava pensando.
Un'occhiata, tra di loro, era più che sufficiente.
Tetsu, dal canto suo, distolse lo sguardo, e si posizionò davanti allo specchio.
Per la prima volta, fu davvero felice di indossare una gonna.
Sospettava che se avesse continuato a tenere gli occhi fissi su Haido, il suo amichetto laggiù, avrebbe cominciato a svegliarsi.
“Eccoti la parrucca, Tet-chan. Questa dovrebbe andare bene.” Il bassista guardò la parrucca che Ken gli porgeva. “Si, credo di si. Grazie.” La indossò.
Un taglio semplice, lungo fino alle spalle con la frangia, di colore castano-rossiccio.
“Si, ora va decisamente meglio.” commentò Yukihiro, guardandolo.
Nel frattempo, Haido aveva alzato i suoi capelli in una coda di cavallo, legandola con un nastro viola, dello stesso colore degli inserti a scacchi dell'abito, lasciando un paio di ciocche che gli ricadevano davanti.
“Si, ora va meglio.” disse, girandosi a guardare il suo amante. “Ma sono comunque più carino io...” aggiunse, cominciando a truccarsi.
“Ma taci un po'!” rispose il bassista, punto nel vivo.
Prese a passarsi un po' di matita sugli occhi, prima di essere di nuovo punzecchiato dal cantante.
“Bhè, è vero, è inutile fare l'invidioso...”
“Ma smettila! Chi sarebbe invidioso di chi, innanzitutto?”
“Tu, invidioso di me, che sono più carino. Ammettilo!”
“Ma non è vero! Se fosse vero lo ammetterei, ma non è vero...”
“Bugiardo.” rise il cantante.
“E stai zitto!” rispose Tetsu, voltandosi a guardarlo.
Haido puntò i suoi occhioni dritto dentro quelli dell'altro, in un'espressione inequivocabilmente provocante. “Sennò che fai?”
“Assolutamente nulla”
“Ehm... scusate” si intromise Ken, prevedendo una battaglia tra i due che si guardavano fisso. “Non vorrei mai interrompere le primedonne, ma perché non ci diamo una mossa, dato che dobbiamo solo scattare una foto, e non ci stiamo preparando per il kabuki?”
Haido e Tetsu gli lanciarono sguardi di fuoco, ma si lasciarono convincere.
“Ok, sono pronto.” disse il cantante.
“Anche io” aggiunse l'altro.
“Bene. Dunque, care le mie dive preferite, avvicinatevi e fate un bel sorriso.”
Haido e Tetsu annuirono, e obbedirono.
“Yukkie, scatta!”
Yukihiro tirò fuori il suo cellulare d'ultima generazione da una tasca dei jeans, e scattò un paio di foto.
“Tutto 'sto casino...” disse Tetsu, quando ebbero finito “...e manco una macchina fotografica, siete riusciti a procurarvi?”
“Così è più divertente.” rispose il batterista con un sorriso. “Così se fate qualcosa di male, o di cattivo, posso minacciarvi di mandarla via e-mail a tutti.”
“Sei orribile, lo sai?” esclamò Haido, indignato.
“Sei un genio, l'ho sempre pensato. Ovviamente a me la mandi subito.” disse invece Ken, scoppiando a ridere. Poi guardò l'orologio. “Bhè, direi che noi andiamo, adesso. Vero, Yukkie?”
“Si, andiamo...” Yukihiro si avviò fuori dalla sala trucco, ma Ken rimase indietro volontariamente, poi prese Tetsu in disparte e gli disse: “Ascolta amico, ti ho dato una grande occasione, vedi di non gettarla alle ortiche.”
Tetsu era confuso. “Cosa? Che intendi?”
“Shhh... non mi interrompere. Ascolta il mio consiglio, quando lo spogli... fagli tenere le calze. E' mille volte più eccitante, così...”
Il bassista avvampò all'istante, diventando di un delicato rosso gambero.
“M-ma... che c-cavolo dici?”
“Tu fai come ti dico, e non ti preoccupare... In bocca al lupo, allora!” Si allontanò. “Ci vediamo domani!” E andò via, lasciando un Tetsu confuso, e rosso di vergogna a fissare la porta che aveva appena oltrepassato.
Fuori dalla porta del loro studio, Ken trovò Yukihiro ad aspettarlo.
“Perché sei voluto andare via?” gli chiese quest'ultimo, non appena lo raggiunse.
“Per lasciargli il tempo di chiarire, no? Se sono infatuati l'uno dell'altro come crediamo, questa è l'occasione perfetta per mettersi insieme.” spiegò il chitarrista.
“E non potevi architettare qualcosa di più semplice? Chessò, una cena, una serata al cinema...”
“Ah, ma non ci sarebbe stato alcun divertimento. E' andata bene così, fidati.”
“Non sai che fatica, per convincerlo a mettersi quei collant...” disse il batterista, appoggiandosi al muro.
“Oh, sono certo che ora Tetsu glieli stia già strappando di dosso... anche se gli ho consigliato di non farlo.” rispose Ken, poggiandosi una mano sotto il mento.
“Prego?”
“Nulla, nulla... Sai, Yukkie, mi piacerebbe vedere anche te vestito così, un giorno...”
Yukihiro alzò un sopracciglio, scettico. “Ti pare che ne abbia il fisico?”
Ken scoppiò a ridere. “He he... in effetti, con quei muscoli che ti ritrovi, faresti alquanto impressione...”
“Ecco, appunto. Ti risparmio volentieri la scena.”
Ken si avvicinò al corpo del batterista, e lo tenne fermo contro il muro.
Gli accarezzò una guancia, poi gli poggiò una mano sotto il mento, alzando il suo viso per incontrare il suo sguardo. “Sai, tesoro, ho voluto che ce ne andassimo anche per noi due...”
“Ottima idea” commentò il batterista, prima di imprigionare le labbra dell'altro, in un bacio colmo di passione.
Ken gli strinse i fianchi, e scese a baciargli il collo.
“Ho voglia di fare l'amore...” gli sussurrò all'orecchio.
“A-andiamo in bagno...” sospirò Yukihiro, afferrando la mano di Ken, e trascinandolo nel bagno più vicino. Entrarono, e chiusero a chiave la porta.
“Haido...” Tetsu si avvicinò al cantante, che stava tentando di struccarsi, specchiandosi nell'enorme superficie di vetro posta sopra il lavandino, e lo abbracciò da dietro.
Affondò il viso nella sua spalla, baciandogli la guancia e il collo.
Haido si voltò sorridendogli, e gli cinse il collo con le braccia, tirandolo verso di sé.
Poggio le sue labbra su quelle di Tetsu, trascinandolo in un bacio di fuoco.
Il bassista accarezzò il suo labbro superiore con la punta della lingua, e morse piano quello inferiore.
“Doiha-chan... sei stupendo vestito così...” disse in un sussurro.
“Ti piaccio?”
“Si... sei bellissimo. Quest'abito ti sta benissimo... ma preferirei vederlo gettato sul pavimento e lasciarti nudo...”
“Toglimelo, allora...” disse Haido, baciandogli ancora le labbra. “Spogliami...”
Tetsu sorrise, e senza lasciarselo ripetere due volte, fece voltare il cantante, e cominciò a slacciargli la parte superiore dell'abito.
Scese più in basso ad accarezzargli i fianchi stretti e perfetti.
Raggiunse le cosce, e infilò le mani sotto la gonna, andando a toccargli il sedere, mentre gli lasciava dei baci sulla linea del collo e la schiena, appena scoperta.
Lo girò di nuovo, e gli tolse la maglietta.
“Aiutami” disse, e si voltò di schiena, per farsi slacciare a sua volta il corpetto.
“Hai una schiena fantastica... e la pelle morbidissima...” commentò Haido, mentre lasciava cadere a terra l'indumento.
Gli accarezzò le spalle, lasciando un bacio tra le scapole di Tetsu, facendogli correre un brivido lungo tutto il corpo.
Si girò, e spinse il cantante contro il ripiano del lavandino, e cominciò a baciarlo con passione, mentre esplorava con le mani ogni centimetro del suo corpo.
Si portò le sue braccia intorno al collo, e lo sollevò, facendolo sedere sulla superficie di marmo.
Si posizionò tra le sue gambe, e portò di nuovo le mani sotto la sua gonna, alzandola quel tanto che gli bastava per vedere cosa c'era sotto.
“Oh... auto-reggenti?” disse, a voce bassa, e piena di desiderio.
Il cantante sorrise, arrossendo lievemente...
Cominciò a baciargli il collo, e le spalle. Haido abbassò la testa all'indietro, ansimando.
Tetsu colse l'occasione per accarezzare con la punta della lingua dalla clavicola in su, fino al pomo d' adamo, che leccò e succhiò con più attenzione.
Rifece il percorso al contrario, arrivando alla pelle sensibile dei capezzoli, che circondò con le labbra, e tormentò con la lingua, mordendoli piano, facendo ansimare forte Haido...
Scese più in basso, e gli abbassò gli slip, lasciandogli però i collant.
Posò una mano sul suo inguine, lasciando che indugiasse nei punti più delicati del cantante, mentre continuava a baciarlo.
“Tet-chan... t-ti prego...” sussurrò Haido, e Tetsu accontentò la sua tacita richiesta.
Cominciò ad accarezzarlo con più decisione, avvolgendo le sue lunghe dita intorno alla sua erezione. Muovendo la mano su e giù, nel modo in cui sapeva di procuragli più piacere.
“Va bene, così?” chiese, provocatorio.
“S-si... ah...” gemette il cantante, poggiandosi sui gomiti, mentre il bassista infilava piano un dito dentro di lui, per prepararlo.
Fece con calma, controllando il forte impulso di farlo subito suo.
Guardare la persona che più amava al mondo, contorcersi al suo tocco, e gemere delle sensazioni che gli trasmetteva, era la cosa più bella che potesse immaginare.
Vedere i suoi occhi lucidi, e le sue guance arrossate e un po' sudate; Respirare il profumo della sua pelle, essere accarezzato dalle sue mani piccole, e tanto abili a fargli perdere la ragione... erano cose che facevano sentire Tetsu l'uomo più felice del mondo.
Non riusciva a immaginarsi, senza quel piccolo corpo.
Che fosse per stringerlo tra le braccia, per farci l'amore, o semplicemente per guardarlo dormire... stare senza di lui anche solo per un'ora, sarebbe stato come smettere di respirare.
Continuò con le dita ancora per un po'.
Quando fu certo che Haido fosse pronto, si liberò degli ultimi indumenti che ancora indossava, e fece scendere il cantante dal ripiano in marmo.
Lo voltò di schiena.
Il cantante appoggiò le braccia dove prima era seduto, e avvertì il sesso di Tetsu, che lentamente, e con attenzione, si faceva strada dentro di lui.
Anche se si era ormai abituato, al momento in cui il bassista lo penetrava, sentiva sempre un po' di fastidio.
E l'altro lo capiva dal modo in cui si contraeva sull'addome, e usava tutta la dolcezza di cui era capace.
Tetsu cominciò a muoversi dentro di lui... cominciando a provare quell'intenso piacere che lo faceva sentire al settimo cielo.
Sentì che anche Haido era più rilassato, e continuò a masturbarlo, a ritmo con le sue spinte.
Dopo un po', intensificò la velocità.
Il cantante gemeva di piacere, ormai dimentico del dolore.
“Ah... H-haido... sei caldo... morbido, e c-caldo...” disse, chinandosi a baciarlo su una spalla, lasciandovi un piccolo morso.
Haido girò la testa per incontrare gli occhi del suo amante. “...e sono tuo... solo tuo...”
Tetsu sorrise, felice delle parole che aveva appena sentito... si abbassò di nuovo per baciare le labbra del cantante.
“Ti amo...” gli sussurrò, prima di riprendere a baciarlo.
E lo ripeté in continuazione... quasi solo per ascoltare quel “Ti amo anch'io” che gli scaldava il cuore.
Si fermò per una frazione di secondo...
Haido venne, bagnandogli la mano.
Tetsu stette fermo dentro di lui ancora un po', mentre percorreva dolcemente la sua schiena, e le sue spalle con la bocca, e con le mani, carezzava le ali d'angelo che portava tatuate sulle spalle.
Amava quel tatuaggio... ogni volta che ne percorreva il contorno con la punta delle dita, sentiva come se quel bellissimo angelo fosse nato soltanto per lui
“Ti amo da morire...” disse ancora una volta, per poi riprendere a spingersi dentro di lui.
“A-anche io... ti amo... ah... p-più di ogni altra cosa...”
Dopo qualche istante, anche Tetsu raggiunse l'orgasmo, e con la stessa attenzione con cui era entrato, uscì dal corpo di Haido.
Il bassista prese una delle mani del cantante, e la strinse tra le sue.
“Mi fa sempre uno strano effetto... vedere la mia mano così piccola, nelle tue...” la voce di Haido tremava appena dall'emozione.
Tetsu si portò la mano che stringeva al viso, e vi posò sopra dei piccoli baci.
“La tua mano sarà sempre stretta tra le mie. E' l'unico modo che ho per proteggerti.”
“Amore mio...” sussurrò Haido, prima di stringere le sue esili braccia intorno al collo del bassista.
Tetsu lo strinse fortissimo.
E rimasero così per quella che sembrò un'infinità di tempo, prima di raccogliere i propri vestiti, e a re-indossarli...
“Finalmente mi sento di nuovo me stesso.” disse Tetsu, che indossava di nuovo i suoi abiti normali, ovvero un paio di jeans scuri e una camicia bianca.
Un tipo di abbigliamento adatto alla stagione primaverile che stavano attraversando.
“Eppure porti spesso le gonne.” considerò Haido, anche lui di nuovo vestito normale.
“Si, ma è differente averci sotto dei pantaloni, piuttosto che le mutande.” Si specchiò per mettersi un po' apposto i capelli, che la parrucca aveva lasciato in disordine.
Quando fu sicuro che erano perfettamente ordinati, si girò verso Haido, che lo guardava.
“Cosa c'è?” gli chiese.
“Nulla... stavo pensando che quei vestiti ti stavano davvero una meraviglia.” rispose il cantante, guardando l'abito piegato con il solito ordine maniacale, così tipico del carattere del bassista.
“Davvero lo credi?”
“Si. Solo che quegli stivali ti facevano sembrare troppo più alto di me.” disse, un po' imbronciato.
“Oh, andiamo smettila.” disse Tetsu ridendo. “Sai che sei perfetto così come sei.”
Il cantante gli si avvicinò, e gli poggiò la fronte sul petto. “E mi ami anche per questo, vero?” gli chiese poi, guardandolo negli occhi, inclinando la testa di lato e sorridendo malizioso.
“Oh, si, amore mio... e anche per tanti altri motivi...”
“Dai, sono curioso.”
Tetsu fece finta di doverci pensare un po' su, assumendo un atteggiamento pensante. “Mhh... ti amo perché sei bello, e perché sei dolce...” cominciò ad elencare, prendendo il viso di Haido tra le mani. “...perché sei un disastro in tutto ciò che fai”
“Ehi!”
Tetsu rise. “...ma sei un disastro adorabile. Ti amo perché mi fai impazzire a letto, ma anche in qualunque altro posto in cui posso fare sesso con te... e ti amo perché sei la cosa più importante della mia vita.” concluse, baciandogli le labbra.
Haido sorrise ancora una volta.
Sembrava incapace di esprimersi in altri modi.
“Sono felice, Tet-chan... sono tanto felice con te.”
“Anche io, Doiha-chan... anche io. Ora però usciamo da qua dentro. Ho paura che se vedo quella roba ancora per molto, stanotte avrò gli incubi!” disse il bassista, indicando i vestiti che avevano indossato.
Prese Haido per mano e lo portò fuori dalla sala, per tornare in studio a prendere le loro cose.
“Anche se non è che avrei proprio intenzione di dormire, stanotte.” aggiunse, facendo l'occhiolino ad Haido.
“Tet-chan!”
“Si?”
“Non possiamo farlo ancora! Stanotte mi hai distrutto, l'abbiamo appena rifatto ora! Sono stanco...” disse il cantante.
“Ha ha! Staremo a vedere... ti farò cambiare idea!”
“Non ci riuscirai”
“Oh, io credo proprio di si...”
“E invece no!”
Tetsu continuò a ridere, mentre recuperavano le loro cose.
Uscendo dal palazzo della Ki/ion, il bassista prese Haido per mano, e cominciarono a camminare verso la sua macchina, nel parcheggio.
Si era distratto su un cartellone pubblicitario che secondo lui avevano appena affisso, quando sentì Haido fermarsi di botto.
Si voltò a guardarlo, e lo trovò con un'espressione di così intenso stupore, che si chiese dove stesse guardando.
“Doiha, che c'è?”
Il cantante aveva spalancato gli occhi, in un modo che lo faceva sembrare un personaggio appena uscito da uno shojo-manga.
“Tet-chan... io credo di avere le allucinazioni...”
“Ma che dici?” chiese Tetsu, fissandolo incredulo, tenendolo ancora per mano.
“Guarda lì.” rispose Haido, indicando una macchina, alla quale se ne stavano appoggiate due persone che si baciavano piuttosto appassionatamente.
Due persone fin troppo familiari...
Il bassista spalancò occhi e bocca.
Poteva essere anche miope quanto una talpa, ma Ken e Yukihiro li avrebbe riconosciuti tra mille.
“Non ci posso credere!” esclamò, quando parve riacquistare l'uso della parola.
Forse un po' troppo forte, perché Ken e Yukihiro si staccarono, e si guardarono in giro, per capire da dove proveniva la voce del loro amico.
Si fissarono tutti e quattro per un lungo istante, uno più stupito dell'altro.
“Voi due!” urlarono Haido e Yukihiro contemporaneamente, indicandosi a vicenda. “State insieme!” aggiunsero all'unisono Ken e Tetsu, nello stesso modo. “Non ci posso credere!” esclamarono tutti e quattro nello stesso istante.
“Vi siete messi insieme ora, vero?” chiese Ken, avvicinandosi agli amici.
“No” rispose Haido.
“No?”
“No!”
“Come, 'no'?” chiese il chitarrista.
“Stiamo insieme da mesi.” rispose Tetsu.
“Che cosa? Allora io ho fatto tutto per niente!” piagnucolò Ken. “Ma potevate dirlo prima, idioti! Mi risparmiavo tutta la storia dei vestiti... almeno hai fatto quello che ti ho detto? Gli hai fatto tenere i collant, vero?”
“Abbassa la voce, idiota!” disse Tetsu, arrossendo. “Primo, non sono cazzi tuoi, secondo, senti da che pulpito! Voi da quand'è che vi nascondete?”
“Eh, non ne parliamo...” rispose Yukihiro.
“E così, tu avevi architettato tutto per farci mettere insieme?” chiese Haido a Ken, scoppiando a ridere.
“Ma io che ne sapevo, pensavo foste innamorati!”
Il cantante non riusciva a smettere di ridere.
“Certo che...” cominciò Tetsu, scuotendo leggermente la testa. “Siamo proprio un gran bel gruppo d' idioti!”
Qualche attimo di silenzio seguì quest'affermazione, dopodiché tutti scoppiarono a ridere di cuore.
“Bene, ragazzi, propongo di andare tutti a bere un bel caffè, per festeggiare!” disse Ken.
“Oh no!” disse Tetsu. “Ora che sappiamo di stare insieme, non cominciate a parlarmi di uscite a quattro, eh!”
“Sta tranquillo, fearless leader, non ne ho la minima intenzione.”
“Meglio così!”
Detto ciò, partirono alla volta della caffetteria più vicina, felici come non mai di non doversi più nascondere.
Almeno tra loro, che prima di essere una band erano amici, e una famiglia, avrebbero potuto vivere le loro storie alla luce del sole.
Eh si, pensò Tetsu. Questo è decisamente un miglioramento.
~End~
Per eventuali chiarimenti o lamentele, rivolgersi alla sottoscritta, grazie! ^__^
DUE PAROLE MIE: (Non riesco a togliere il maledetto grassetto XD) Le parti che vedete sottolineate, le ha scritte per me Ally, perchè ero nel pallone e non riuscivo a scrivere le descrizioni dei vestiti. Comunque, non ce li siamo di certo inventati! *_* I vestiti descritti, esistono eccome, ed io ve li faccio vedere! *O*

Questo è l'abito indossato da Haido. H.naoto. Secondo me e Ally, se Haido fosse donna, vestirebbe h.naoto! *_______* Fa delle cose fantastiche!!!! Sarò anche malata, ma 'sto vestito addosso ad Haido sarebbe... *çççççççççç*... wow! XD

E questa vera e propria meraviglia, che purtroppo non si vede benissimo, è l'abito che indossa Tetsu. Di Vivienne Westwood, stilista che io AMO e ho sempre amato! *________* Le sue creazioni sono qualcosa di meraviglioso... dagli abiti, alle scarpe, agli accessori! E secondo il mio modestissimo parere, quest'abito addosso a Tet-chan, starebbe una vera e propria meraviglia! La ragazza che indossa l'abito nella foto è Mika Nakashima, la mia cantante j-pop preferita! *_*
E ora, per darvi un'idea di che meraviglia sono Haido e Tetsu vestiti da donne, ve li faccio vedere. ù__ù

Questa meraviglia di donna qui... è Tetsu. ù__ù Ma come cacchio fa un uomo ad essere così bello, vestito da donna?! è_é C'ha delle gambe meravigliose, per dinci! Ah, io sarò malata (e lo ripeto, perchè infondo so che lo sono XD) ma lo amo anche così...


E quest'altra meraviglia, prima in kimono, poi vestito da studentessa teppista, e l'Haido che io e Tetsu tanto amiamo! *__________* Ma non siamo certo gli unici! XD Questi due uomini sono qualcosa di divino! E insieme, sono ancora meglio! *_______* +ubriaca+

Kyaaaaaaa quanto sono belli! *________________*
OHHHHHHHHHHHH! IL MIO PRIMO POST DEL 2008!!!!! AUGURI A TUTTIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Anche se splinder fa il bastardo anche all'anno nuovo, e decide che è ancora 2007! *_*
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